Ci sono molti misteri nell’universo. Dai piccoli vicoli ventosi ai saloni dei potenti, storie che sfidano la logica vengono sussurrate e passate da ascoltatore ad ascoltatore. Questi racconti esistono perché accendono l’immaginazione. Instillano quel senso di meraviglia che può esistere soltanto quando si accetta che nell’universo c’è molto più di quanto non conosceremo mai.

Queste sono le Storie mai Raccontate.

La notizia della drammatica fuga del Ten. Comandante Liam Nealy dallo spazio Vanduul nelle ultime settimane si può trovare ovunque sullo spectrum. Mentre festeggiamo il suo ritorno, pensiamo sia importante ricordare che queste storie raramente hanno un lieto fine. In circa tre secoli di conflitti con i Vanduul, la storia si è tinta di tragedie e di perdite. C’è una storia, però, che continua a sfuggire ad ogni spiegazione anche dopo trent’anni: la sconcertante storia del Sottotenente Laurence Kiefly.

Nella vita di Laurence Kiefly, volare non rappresentava sicuramente uno dei suoi sogni, era semplicemente qualcosa che faceva. Crescendo tra i boschi di Tiesl, su Saisei, il sogno più grande di Laurence era diventare attore. Gli amici e la famiglia raccontano che durante i mesi estivi, quando non frequentava la scuola, il ragazzo improvvisava spettacoli sempre più complicati nei pressi della fattoria di famiglia. Nelle tiepide serate, spesso chiamava i bambini delle fattorie vicine perché interpretassero altri attori. Nonostante l’entusiasmo che ci metteva, però, la famiglia vedeva il suo potenziale nella cabina di pilotaggio.

“Neanche doveva impegnarsi,” racconta Jordan Kiefly, fratello maggiore di Laurence. “Mamma gli faceva portare le merci al mercato già quando aveva dodici anni. Non importa che si trattasse di navi piccole o di una Hull, quel bimbo aveva una precisione chirurgica.”

La fattoria Kiefly aveva coltivato prodotti organici fino al 2905, quando furono quasi costretti a dichiarare bancarotta in seguito a diversi anni di condizioni metereologiche avverse. Laurence, che ancora seguiva il suo sogno di darsi all’arte teatrale, dopo aver raggiunto l’Equivalenza si arruolò in Marina nel tentativo di riuscire a sovvenzionarsi ulteriori studi.

Non è una sorpresa che gli ufficiali di divisione nella sua forgia abbiano notato subito l’attitudine al pilotaggio del loro nuovo cadetto e si impegnarono nel metterlo alla prova perché superasse i suoi limiti. Qualsiasi fosse il test che doveva affrontare, Kiefly riusciva a passarlo superando le aspettative. Questo continuò per tutta la durata dell’accademia di volo ed alla fine venne promosso come il migliore della sua classe. Il 18-05-2909 SET, Laurence ricevette il suo primo incarico: fare rapporto presso l’appena riformato Squadrone 106 lungo il fronte Vanduul, un posto considerato da molti il più ambito teatro delle operazioni della Marina, oltre che un compito secondo soltanto a quello di far parte dei Marine o di essere un membro dello Squadrone 42.

Kiefly si adattò subito al suo nuovo ruolo di pilota da combattimento, aiutando e supportando la sua squadra in numerose missioni sul fronte Vanduul. Secondo gli astronauti e gli ufficiali che erano in servizio con lui, inoltre, quando c’era bisogno di sollevare un po’ il morale con del sano divertimento, Laurence era un punto di riferimento.

“So che ad alcuni potrebbe sembrare fastidioso,” dice il Comandante Ava Toll (Rit.). “Ma sapeva leggere le persone. Sapeva come creare una connessione in modo non paternalistico. Perciò sì, l’ho visto tirare fuori dai casini un bel po’ di gente.”

Il 106° subì la sua seconda devastante sconfitta il 01-02-2911. Kiefly ed il suo gruppo dovevano portare a termine una pericolosa missione di ricognizione su Caliban per confermare l’eventuale presenza dei Vanduul. I dettagli precisi sull’operazione sono ancora classificati, ma l’Alto Comando ha confermato che durante l’operazione un elemento Vanduul tolse la possibilità al 106° di tornare al punto di salto verso la propria flotta.

Solo due piloti riuscirono a tornare indietro. Kiefly e gli altri risultavano persi, creduti morti. Nonostante i diversi tentativi di verificare il loro stato, la maggior parte dei corpi non è mai stata trovata. All’indomani dell’attacco, durante i funerali militari, vennero loro conferite medaglie postume. Nonostante la tragicità, in molti hanno imparato ad accettare questo tipo di risultato come ad una possibilità per i piloti da combattimento in servizio presso il fronte Vanduul.

Su Saisei, la famiglia Kiefly piangeva la morte del loro figlio, o del fratello, mentre tentava di andare avanti.

“Già, eravamo tutti sconvolti,” ricorda Jordan in un’intervista del 2914. “Andavo a trovare i nostri genitori e Mamma parlava a malapena, mentre Papà pensava solo a lavorare. Tutto perché se n’era andato e basta. Se avessero avuto la possibilità di vederlo ancora una volta, credo che avrebbero… non dico che avrebbero potuto stare meglio… ma almeno avrebbero potuto mettere la parola fine.”

Ancora non sapevano che il loro ultimo desiderio sarebbe stato esaudito.

La mattina del 17 Dicembre 2914 SET, il padre di Laurence, Javier, si svegliò poco dopo l’alba per iniziare a lavorare i campi. Harper, la madre di Laurence, si stava recando al capanno quando notò qualcosa.

Una cassa, costruita con dei rottami metallici e materiali composti, situata sul viottolo che portava alla loro casa. Nonostante la brina mattutina coprisse tutto il paesaggio fin dove l’occhio poteva vedere, al tatto la cassa era quasi calda.

Chiamò subito Javier. Dopo averla esaminata attentamente, scoprirono qualcosa inciso sulla parte superiore della cassa. Le linee frastagliate formavano queste parole:

Mi ricordo di casa.

I due aprirono velocemente la cassa. Al suo interno trovarono il corpo di loro figlio, Laurence, vestito con la sua tuta di volo strappata e bruciacchiata.

I Kiefly chiamarono subito le autorità locali che, a loro volta, informarono la Marina. Nel giro di un giorno, i rappresentati di una dozzina di divisioni governative scesero presso la fattoria dei Kiefly.

Gli esami sul corpo rivelarono che sebbene fosse stato dichiarato morto da più di tre anni, non sembrava affatto così. I medici determinarono che doveva essere deceduto non più di due mesi prima in seguito ad assideramento. Inoltre, i resti di Laurence portavano cicatrici di ferite estese che erano state curate con qualche tipo di medicina rudimentale, ma efficace.

La conclusione da parte degli ufficiali della Marina fu che Kiefly era riuscito in qualche modo a sopravvivere alla battaglia nel 2911, teorizzando che la sua nave era caduta nel Sistema ma gli mancava un mezzo di comunicazione funzionante – ma la loro teoria è tutta qui. Ad oggi, l’esercito ancora non ha preso una posizione ufficiale su quanto possa essere successo a Laurence Kiefly dopo che la sua nave è stata persa nel Sistema Kaliban. In esso non sono presenti abitanti umani; la popolazione civile se n’era già andata o era stata spazzata via durante la Caduta di Caliban circa trenta anni prima.

Come ha potuto Laurence sopravvivere là fuori per tre anni? Ma la domanda più grande è, chi ha consegnato il corpo e chi ha scribacchiato il messaggio sulla bara?

Per la cronaca, l’Impero non è mai riuscito a rispondere a nessuno di questi quesiti. Se ci fosse riuscito, sarebbe comunque un segreto gelosamente custodito. Comunque, nonostante tutto il mistero attorno la morte di Laurence, una cosa è sicura – i Kiefly hanno potuto rivedere loro figlio per dargli l’ultimo saluto.

 

Articolo originale disponibile presso Roberts Space Industries.