Secondo appuntamento con Rotta di Collisione, la serie fiction che tratta degli eventi che potremo vivere nella 3.0.


Radu Ghazi si stese nella cuccetta, lasciando che il materasso sotto di lui si adattasse al corpo. Rimase impressionato dalla sua capacità di sostegno. Per la maggior parte dei progettisti di astronavi, la durezza del materasso era un aspetto del tutto trascurabile. Sembrava che passassero la maggior parte del loro tempo a riversare crediti ed attenzioni in parti più attraenti delle navi: come lo scafo, le armi ed i motori. Erano i cosiddetti elementi di marketing; così li aveva sentiti definire, una volta. Era un ricordo che risaliva ai tempi di Prime, una frase udita in un qualche bar di alta classe in cui si era ritrovato per puro caso. Il dettaglio che queste compagnie sembravano non riuscire ad afferrare era che, quando passi mesi alla deriva nello spazio, un materasso confortevole è in grado di salvarti la vita tanto quanto uno scafo ben corazzato.

Lascensore della camera di equilibrio sibilò e si spalancò. Al suo interno, poco lontano dalle cuccette, comparve un uomo basso, equipaggiato con una tuta di volo costosa, ma troppo grande per la sua statura. Luomo si voltò verso Radu.

Radu gli sparò un colpo della sua pistola. Il proiettile di energia perforò la visiera dellomino e gli fece saltare in aria la testa. Crollò al suolo e rimase lì fermo, immobile. Un sottile filo di fumo si levava dalla ferita.

Radu uscì dalla branda, trascinò il corpo fuori dallascensore e guardò con attenzione gli interni della Constellation. Quando avrebbe avuto i crediti necessari, avrebbe dovuto comprarsene una anche lui.

Premette il pulsante di discesa dellascensore. La piattaforma vibrò gentilmente ed iniziò a scendere.

Allesterno, il sole aveva appena iniziato a sorgere su Daymar. Mulini di polvere danzavano di fronte alla luce dellalba. Radu attraversò la piattaforma di atterraggio, tenendo sottocchio gli edifici scuri che punteggiavano i margini del complesso degli avamposti.

In base alle sue ricognizioni, lobiettivo (impararne i nomi avrebbe aiutato soltanto a confonderlo) era sempre il primo ad alzarsi, per cui non si aspettava di lasciare nessun testimone, ma bisognava sempre essere pronti a tutto. Quel tipo di flessibilità gli aveva permesso di sopravvivere ad alcune situazioni piuttosto pericolose.

Radu arrancò verso il picco frastagliato dietro il quale aveva parcheggiato la sua nave. La ghiaia scricchiolava sotto i suoi stivali mentre lui si guardava indietro, in direzione delledificio più vicino. Un logo sbiadito della Rayari Inc. era a malapena visibile al di sotto dei segni lasciati dalle intemperie. Di tanto in tanto, aveva sentito il nome di quella compagnia sullo spectrum,  ma non aveva idea di cosa si occupasse, ed ancora meno gli importava sapere cosa stesse facendo in quel posto dimenticato da Dio.

Cosa devi combinare per meritare di venire sbattuto fin quaggiù? Si chiese Radu mentre continuava a risalire la collina. Cercare di immaginarsi le storie che avevano portato le persone nella situazione in cui si trovavano era uno dei suoi passatempi preferiti. Sei anni trascorsi nella milizia di Bremen a guardare la gente andare e venire, gli avevano fornito innumerevoli opportunità per soddisfare questa sua passione. Tuttavia, erano cose che risalivano a tanto tempo fa.

Raggiunse la sommità della collina e scansionò con attenzione lintero avamposto per assicurarsi che nessuno avesse dato lallarme. La luce della stella di Stanton stava lentamente facendo capolino da dietro lorizzonte. La luna era silenziosa e tranquilla.

Radu diede unaltra fugace occhiata alla Constellation in attesa sulla piattaforma, chiedendosi quanto tempo sarebbe passato prima che qualcuno avrebbe scoperto il corpo lasciato al suo interno, per poi voltarsi e dirigersi verso la sua nave. La vecchia Gladius era appartenuta a suo padre; era lo stesso modello con cui il suo vecchio aveva prestato servizio militare. Radu e suo padre lavevano acquistata ad una vendita di riciclo ed avevano passato due anni a sistemarla. Sua padre glielaveva lasciata il giorno in cui Radu si era unito alla milizia.

Pochi attimi dopo, il tempo necessario a fare in modo che i suoi propulsori diventassero tuttuno con la volta delle stelle, lavamposto era di nuovo calmo.

 




Quando Radu mise piede nellala principale di Grim HEX, la ricompensa gli era già stata accreditata sul suo account. Lo snodo centrale della stazione fatiscente era immerso nelle luci tremolanti dellenorme schermo comunitario che incombeva dallalto. In passato era stato utilizzato dallamministrazione della stazione per mostrare gli aggiornamenti, le opportunità lavorative, le pubblicità, gli eventi locali e via dicendo, ma ora si era ridotto ad uno sciabordio di rumore bianco, immagini frammentate e loccasionale simbolo dei Nine Tails.

Non capiva per quale motivo quel branco di fuorilegge avesse sentito il bisogno di prendere il controllo delle insegne. Non è che il posto fosse caotico, adesso che erano loro a gestirlo. Guardandosi attorno, contò otto delinquenti equipaggiati con tute pesanti recanti il simbolo dei Nine Tails, armati di tutto punto ed in cerca di guai.

Un tossico si lanciò fuori da una vicina vetrina abbandonata con quellentusiasmo febbrile di chi ha appena fatto un buon colpo. Radu si tolse dalla sua strada e lo vide scomparire in uno dei serpeggianti corridoi secondari. Ma a quanto pare, Radu non era stato lunico ad averlo visto. Il suo sguardo incontrò quello di un paio di abusivi vestiti con abiti sporchi di olio. Di tanto in tanto, le loro mani avevano degli spasmi. Sembrava che stessero aspettando di vedere se Radu avrebbe seguito il tossico. Quando lui si voltò nella direzione opposta, strisciarono nel corridoio, inseguendo la loro preda.

LOl38 era desolato, per cui Radu poté occupare la sedia situata in fondo al bar. Quel giorno al bancone non cera il solito vecchio, ma il ragazzino, quello che sembrava essere ad un passo dal diventare come il tossico che Radu aveva appena visto.

Cosa ti do?, chiese mentre puliva un bicchiere sporco.

Gin e semi, rispose Radu.

Il ragazzino annuì e iniziò a mescere lentamente il drink. Radu non riuscì a fare a meno di guardarlo mentre controllava ogni singola bottiglia nel porta liquori, fino a quando non trovò quella contenente il gin economico della casa, qualunque esso fosse. Quindi passò in rassegna tre congelatori, prima di tirare fuori un barattolo di semi. Ma quello che lo sconcertò di più, fu la maniera in cui mescolò il tutto.

Infine, il ragazzino mise davanti a Radu un bicchiere contenente principalmente gin.

Fammi sapere se va bene, disse speranzoso.

Radu ne bevve un sorso e trasalì. Cera davvero tanto gin.

Si, va bene. Puoi starne certo.

Il barista in erba fece un gran sorriso, gli diede lok e tornò a puliregli altri bicchieri.

Radu attivò il suo mobi e diede unocchiata ai titoli di testa dello spectrum, ma più o meno era sempre la solita solfa: paura e denaro – i due motori che sembravano alimentare lUmanità intera.

Hey, capo.

Radu sollevò lo sguardo dal suo mobi. Non riconoscere quella voce sarebbe stato impossibile. Madrigal era un furfante da due soldi dei NovaRiders. Voci di corridoio volevano che Madrigal avesse fatto parte della CCS, la divisione civile della sicurezza aziendale di Hurston, ma che fosse stato cacciato perché troppo violento. La sua specialità era la riscossione debiti, cosa che, sfortunatamente, aveva messo Radu sul suo radar. Due dei suoi sgherri stavano aspettando vicino la porta, presumibilmente per impedire a Radu di fuggire.

Hey, Ayrs, disse Madrigal, mentre si sedeva sulla sedia accanto a Radu. Dammi un Rust.

Il ragazzino dietro al bar sorrise e passò unaltra buona mezzora a cercare la bottiglia giusta.

Nel mentre, Madrigal si lasciò andare ad un sospiro teatrale e si voltò verso Radu, che si era limitato a guardare fisso davanti a sé per tutto il tempo.

Ho sentito che potresti avere qualcosa per me.

Davvero?Rispose Radu, prendendo un altro sorso dal suo drink. Il ghiaccio aveva diluito il sapore di gin. O forse, era stata la rabbia che covava dentro…

Ho sentito da una persona, che a sua volta lo ha sentito da unaltra, che hai appena concluso un lavoro fantasma.Madrigal guardò fisso Radu con un sorriso compiaciuto sul volto. Voglio dire, sai che genere di persona socievole io sia. E quanti amici io abbia.

Radu non disse nulla. Madrigal gli diede unaltra lunga occhiata.

Sto aspettando, disse infine.

I crediti mi sono appena arrivati. Stavo giusto per mandarteli.Radu sollevò il suo mobi ed inviò il pagamento ad uno qualsiasi degli account fasulli che i NovaRiders avevano creato per la riscossione crediti. Guardò il totale sul suo account ridursi ad un numero a due cifre.

Ottimo, davvero ottimo.Ayrs finalmente poggiò sul bancone un bicchiere pieno di Rust. Madrigal lo buttò giù tutto di un fiato e poi controllò il suo mobi. Non sembrava essere impressionato. Sembra un popoco.

Equanto sono stati disposti a pagare.Radu bevve un altro sorso. Se hai qualcosa da ridire, prenditela con loro.

Madrigal afferrò Radu dietro il collo e gli sbatté con violenza la testa sul bancone. Udendo quel rumore, tutti nel bar sussultarono, ma nessuno fece nulla. Il barista in erba si voltò dalla parte opposta, alla ricerca di un altro bicchiere da pulire.

Facciamo una piccola pausa e ricapitoliamo quanto successo. Tu hai un debito con noi, per cui ci appartieni. Smetti di pagare? Muori. Cerchi di fuggire? Muori. Non ti piace? Magari non avresti dovuto fare quello che hai fatto. Per cui fa attenzione al maledetto tono che usi con me. Sei vivo soltanto perché ci torni utile e, credimi, è una cosa che può cambiare molto velocemente.Improvvisamente, sul suo viso tornò lo stesso sorriso compiaciuto che aveva in precedenza. Ok. Bella chiacchierata. Ti restano due giorni per pagarci il dovuto di questo mese. Sono sicuro che troverai il modo di racimolare il tutto.

Madrigal afferrò il bicchiere di Radu e buttò giù anche il suo contenuto.

Grazie per il drink.

Così dicendo, Madrigal uscì dal locale. Nessuno osò guardarlo negli occhi mentre abbandonava il bar. I due ammassi di muscoli in attesa vicino la porta lo seguirono senza batter ciglio.

Radu si sedette. Dopo qualche secondo, il ragazzino al bar gli si avvicinò come se nulla fosse successo.

Un altro?

Radu scosse la testa e si mise a dare unocchiata agli annunci di lavoro sul suo mobi. Mentre passava in rassegna le richieste anonime che popolavano i server locali, gli balzò allocchio un titolo.

Sono davvero messo male.

Il lavoro sembrava abbastanza semplice: recuperare un NavDrive da un relitto, per poi lasciarlo in un posto per farlo ripulire. La ricompensa sembrava giusta, ma cera qualcosaltro. La richiesta era stata scritta con un tono di disperazione che non riuscì ad ignorare.

Accettò il lavoro. Qualche attimo dopo, il suo mobi ricevette tutte le informazioni ad esso correlate.

 




Radu passò dalla sua cabina abitativa per tirare fuori la tuta di volo e le armi. Su uno dei muri del locale riverberava della musica grindcore ad altissimo volume. La pesante distorsione ed il ritmo martellante coprivano quasi del tutto il furioso litigio che era scoppiato nellaltra cabina.

Estrasse il pettorale della sua armature e lo agganciò in posizione, per poi fermarsi improvvisamente. Radu si lasciò cadere sul bordo del letto e diede unocchiata alla piccola stanza che, da qualche tempo a questa parte, era diventata la sua casa. Notò tutti i piccoli dettagli: le buste di cibo vecchie di giorni accatastate in un angolo, le vecchie chiazze di sangue sui muri; non si lasciò sfuggire nulla, e le guardò come se le stesse vedendo per la prima volta.

Il peso degli scorsi sei mesi lo stava schiacciando. Riusciva a malapena a riconoscersi. Come aveva fatto a ridursi a quel modo ed a cambiare così tanto?

Tutto il rimorso, la frustrazione e la rabbia gli annebbiarono la mente fino a quando, finalmente, un singolo pensiero non riuscì ad emergere dal groviglio di emozioni: era tempo di cambiare.

Avrebbe fatto il suo lavoro. Avrebbe compiuto qualsiasi gesto gli avrebbe permesso di ottenere un podi margine fino alla scadenza di pagamento successiva, ma, nel mentre, avrebbe usato quel tempo per fuggire, per trovare un modo di togliere la testa da quel cappio che lo stava lentamente strangolando.

Radu aveva deciso che, in un modo o nellaltro, si sarebbe liberato di tutto quello.

 




Si fece largo attraverso i corridoi di Grim HEX, superò gli abusivi e gli assassini dei Nine Tails, la porta rotta da cui perdeva atmosfera e si diresse verso la sua nave.

Allesterno della camera di equilibrio che portava alla sua piattaforma, Madrigal stava strizzando unaltra povera malcapitata di qualsiasi credito avesse a disposizione. Radu premette il pulsante della camera di compressione ed aspettò. Infine, Madrigal notò la sua presenza.

Buon volo, gli urlò con un ghigno.

La camera di compressione terminò il ciclo e la porta si aprì con un sibilo. Radu entrò allinterno e diede un pugno al pulsante. Finalmente anche la porta esterna si aprì, mostrandogli la sua nave.

Si mise in spalla il fucile e si posizionò nel sedile del pilota. La calotta faticò a chiudersi, mentre lui attivava i vari sistemi della nave. Gli schermi presero vita, mentre i motori iniziarono a ronzare. Attivò i propulsori e sentì la nave ondeggiare leggermente mentre i pattini si sollevavano dalla piattaforma. Controllò di avere una rotta di volo pulita. Lo spazio attorno a Grim HEX era tristemente noto per essere infestato da fuorilegge pigri alla ricerca di una preda facile, che nella maggior parte dei casi finivano per essere quei piloti che pensavano di essere al sicuro.

Alzati in fretta, vattene in fretta era il mantra di quel posto. Radu individuò una traiettoria di allontanamento dal gruppo di asteroidi che sembrava pulita e spinse al massimo i motori. Le forze G gli compressero la cassa toracica, mentre la nave si allontanava rapidamente dalla stazione.

Il caccia leggero si fece largo senza sforzo tra gli enormi asteroidi, danzando lentamente nel vuoto. Le scansioni erano pulite, ma Radu effettuò un controllo visivo per assicurarsi che nessuno stesse tentando di avvicinarsi a lui sfruttando un basso profilo di emissione. Soddisfatto di essere lunico cane presente in zona, inserì le coordinate del lavoro di recupero. Si trattava di una zona situata sempre allinterno della fascia di asteroidi attorno Yela, ma nella parte più esterna, per cui avrebbe dovuto fare un giro in modalità quantistica attorno alla luna, prima di potersi dirigere sul posto.

Selezionò il primo segnale orbitale, avviò il motore quantistico e tutto attorno a lui divenne sfocato. Il sistema Stanton si trasformò in una macchia luminosa, almeno fino a quando il motore non lo fece uscire automaticamente dalla modalità di transito. Riposizionò la nave in direzione del segnale orbitale successivo e rientrò in modalità quantistica.

Qualche minuto dopo, scese nella cintura di asteroidi, diretto verso le sue coordinate. Le scansioni erano pulite, ma Radu rallentò comunque.  Buttarsi a capofitto in una trappola, nel caso in cui lo stesso lavoro fosse stato affidato anche ad altri piloti, non avrebbe avuto senso. Poco dopo iniziò a vedere pezzi di detriti sparsi ovunque, i quali lo condussero al relitto distrutto di una Connie.

Iniziò ad effettuare delle scansioni ad ampio raggio attorno al relitto per assicurarsi di essere davvero da solo.

Fu allora che vide una Buccaneer decrepita parcheggiata allesterno della nave con i motori ancora attivi, le luci puntate sul relitto e nessun pilota in vista.

Dannazione, pensò. Davvero non volevo dover uccidere qualcuno, oggi.

 CONTINUA

Traduzione a cura di Darnos.
Articolo originale disponibile presso le Roberts Space Industries.