Il 12 Dicembre 2017, Crytek, l’azienda dietro il CryEngine, uno dei motori più avanzati dell’intero panorama videoludico, ha citato in giudizio la Cloud Imperium Games (CIG) per violazione degli accordi contrattuali stipulati nel 2012 per lo sviluppo di Star Citizen.

La notizia è rapidamente rimbalzata di bocca in bocca, di sito in sito, tanto è che ormai è possibile leggerla su praticamente qualsiasi portale anche lontanamente correlato al mondo dei videogiochi.
Tuttavia, ciò che mi preme non è il fatto in sé, quanto eviscerare nel dettaglio i contenuti della citazione in questione, nonché analizzare le possibili conseguenze che questa potrebbe avere sul progetto della CIG.

Tuttavia, credo sia opportuno premettere che chi scrive non è a conoscenza delle pratiche e delle leggi dello stato della California, per cui qualsiasi ipotesi avanzata in merito ai possibili strascichi di questa causa saranno, per l’appunto, ipotesi.

La Citazione

Partiamo da due punti cruciali: al momento non vi è alcun processo in atto.
Quella avanzata da Crytek è una richiesta di avvio di un procedimento giuridico a carico della Cloud Imperium Games.
Starà alla corte distrettuale della California decidere se esistono i presupposti perché la causa abbia luogo.

Secondo punto: contrariamente a quanto molti potrebbero aver pensato, non è una farsa.
E’ una cosa seria.
In tanti si sono concentrati sul fatto che Crytek abbia stimato che la violazione degli accordi contrattuali da parte della CIG abbia causato danni per un ammontare di 75000$, che rispetto alla somma finora raccolta per Star Citizen, ben 173 milioni di dollari, sembrerebbero essere briciole.

Ma la realtà dei fatti è un’altra. Vediamo quale.

Nella sua citazione, Crytek ha indicato cinque differenti illeciti:

  • Utilizzo del CryEngine per lo sviluppo di un gioco diverso da Star Citizen.
  • Rimozione del logo e copyright del CryEngine dal materiale pubblicitario e ludico.
  • Utilizzo di un altro motore di gioco (Lumberyard) per lo sviluppo di Star Citizen.
  • Mancata collaborazione nello sviluppo del CryEngine.
  • Divulgazione del codice del CryEngine a terze parti.

Purtroppo non è ovviamente disponibile al pubblico una copia del contratto stipulato dalla Cloud Imperium Games con Crytek, ma sembrerebbe che Chris Roberts avesse stabilito un accordo per ottenere in licenza il CryEngine a prezzo scontato, in cambio della promessa di usarlo per lo sviluppo di Star Citizen, pubblicizzarlo e continuare a migliorare il motore stesso in collaborazione con Crytek.
Inoltre, tali accordi prevedevano l’uso del CryEngine per un titolo ed uno solo, Star Citizen, il che vuol dire che lo sviluppo e la prevendita di Squadron 42 (SQ42), un gioco pubblicizzato dalla CIG separatamente dal suo titolo MMO, sono in violazione del contratto stipulato tra le due aziende.

In merito a quest’ultimo fatto, Crytek ha evidenziato la seguente tempistica:

  • 16 Dicembre 2015: annuncio iniziale di Squadron 42.
  • 29 Gennaio 2016: ulteriore annuncio di disponibilità di SQ42 separatamente da Star Citizen.
  • 5 Febbraio 2016: notifica di Crytek alla CIG in merito alla violazione contrattuale posta dalla distribuzione di SQ42.
  • 14 Febbraio 2016: CIG continua a lavorare a SQ42 senza richiedere una licenza separata per quest’ultimo.
  • 23 Dicembre 2016: ulteriore annuncio sullo sviluppo di Star Citizen e SQ42 come titoli separati.

Questa sequenza cronologica è importante per un motivo: il 23 Dicembre 2016, la Cloud Imperium Games annunciò il passaggio dal CryEngine al Lumberyard, fork del Crytek di proprietà di Amazon.

Il cambio, almeno nel nome, del motore grafico utilizzato dalla CIG è e sarà un elemento cruciale di questa intera discussione, nonché dell’eventuale processo giuridico che potrebbe conseguire alla citazione della Crytek.
Sebbene sia noto che il team di Chris Roberts abbia sostituito nel tempo ingenti porzioni del codice proprietario Crytek, di cui la conversione del motore al sistema di coordinate a 64bit è un esempio emblematico, il fatto che i due titoli in sviluppo, Star Citizen e Squadron 42, siano ora sotto licenza Lumberyard complica non poco le cose.
Dal momento che il motore di gioco di casa Amazon deriva direttamente da quello Crytek, c’è da aspettarsi che una grossa porzione del suo codice sia in comune con quello del CryEngine, aspetto che potrebbe invalidare, almeno parzialmente, la denuncia degli illeciti relativi ai punti 2 e 5 precedentemente indicati.

Tuttavia riguardo il punto 2, ovvero la “Rimozione del logo e copyright del CryEngine dal materiale pubblicitario e ludico”, ci sarebbe anche un problema di tempistiche.
Questo fatto è avvenuto poco dopo il 24 Settembre 2016, data in cui Chris Roberts ha pubblicamente annunciato che Star Citizen si basava su un motore proprietario, lo Star Engine, piuttosto che sul CryEngine.
Questa data precede di due mesi la dichiarazione del passaggio a Lumberyard, sebbene è possibile che la CIG avesse già all’epoca stretto accordi con Amazon.

Altro aspetto poco chiaro è il momento esatto in cui Cloud Imperium Games ha iniziato a collaborare con Faceware, l’azienda che sta sviluppando il servizio di FOIP (Face Over IP) di Star Citizen.
Il FOIP è la tecnologia che permetterà agli utenti di sincronizzare le proprie espressioni facciali con quelli dei loro avatar in gioco, con un approccio simile, ma molto più evoluto, a quello già adottato da giochi come Arma III per la sincronizzazione dei movimenti delle labbra con il parlato dei personaggi.
A detta di Crytek, questa collaborazione, ufficialmente annunciata il 26 Agosto 2017, avrebbe portato alla divulgazione di codice proprietario (punto 5 della citazione in giudizio) senza che l’azienda ne fosse stata informata e vi avesse acconsentito.
Se però questi fatti furono successivi alla transizione di Star Citizen al Lumberyard, queste accuse potrebbero parzialmente decadere.

Parzialmente, perché Crytek indica anche la serie Bugsmashers, la raccolta di video iniziata il 6 Maggio 2015 in cui Mark Abent, sviluppatore senior della CIG, mostra la maniera in cui vengono risolti i bug del gioco, tra gli illeciti di cui al punto 5.
Starà alla corte stabilire se le porzioni di codice mostrate in tali video costituiranno un’effettiva divulgazione di risorse cruciali, o se invece saranno elementi trascurabili.

La Spada di Damocle di Chris Roberts

Sebbene gli elementi analizzati finora presentino una certa componente di incertezza, quelli che andrò ad evidenziare da qui in poi costituiscono il vero problema di Roberts e compagni.

La prima criticità è costituita dal punto 1, di cui ho già discusso in precedenza, in quanto Crytek aveva anche notificato la CIG del fatto che il suo comportamento costituisse una violazione degli accordi contrattuali.
È innegabile che Star Citizen e Squadron 42 vengano pubblicizzati e venduti come giochi diversi, cosa che, assieme alla notifica effettuata da Crytek nel Febbraio 2016, peseranno tantissimo in un eventuale processo.

Il punto 4 è altrettanto problematico.
Stando a quanto riportato dall’azienda tedesca, la promessa di collaborazione per lo sviluppo del codice del CryEngine non è mai stata onorata dalla CIG e ciò risalirebbe a ben prima del passaggio a Lumberyard.
Difatti, sembrerebbe che il 16 Novembre 2015 Crytek avesse già richiesto alla ditta americana di inviare le ottimizzazioni ed i bugfix previsti dal contratto.
Dal momento che la CIG non ottemperò a questi obblighi, il 24 Novembre 2016 Crytek le notificò che il suo comportamento costituiva un illecito. Sembrerebbe che Cloud Imperium Games abbia risposto positivamente a tale segnalazione, sebbene nella pratica, almeno a detta di Crytek, essa non abbia mai fornito il materiale richiesto.
Infine, il 22 Giugno 2017 Crytek inviò un altro reclamo, senza però continuare a ricevere dalla CIG quanto dovuto.

In merito a questo punto, è importante notare che nella sua citazione in giudizio, Crytek abbia sempre fatto riferimento a “[…] bug fixes and optimizations to the CryEngine as a complete, compilable version.”
Per chi non mastica l’Inglese, l’azienda tedesca sembrerebbe aver richiesto il codice completo in una versione compilabile.
Cosa ciò voglia dire è discutibile, in quanto sappiamo che la CIG ha apportato consistenti modifiche al suo motore di gioco, per cui le variabili e gli hook utilizzati potrebbero non essere compatibili con il CryEngine standard. Conseguentemente, ciò renderebbe impossibile compilare suddetti aggiornamenti senza avere a disposizione il quadro completo di tali modifiche.

Dulcis in fundo, il punto 3 è forse il più grave degli illeciti evidenziati da Crytek: l’utilizzo per Star Citizen di un motore di gioco diverso dal CryEngine.
Sebbene Lumberyard non sia altro che una derivazione del CryEngine, esso costituisce a tutti gli effetti un motore differente, con un marchio e copyright distinti. Di conseguenza, almeno a livello legale, questo aspetto sarà uno dei più difficili da controbattere da parte della CIG, senza considerare che da esso dipenderà anche l’invalidazione del punto 2.
La Cloud Imperium Games potrebbe insistere sul fatto che, causa il tracollo economico subito lo scorso anno da Crytek, ma già visibile da tempo negli esuberi del personale e nei ritardi nel pagamento degli stipendi dei suoi dipendenti, essa non fosse più in grado di fornire quel supporto promesso in passato e che quindi non fosse più capace di ottemperare alla sua parte degli accordi.
Ad ogni modo, senza aver presente il quadro contrattuale preciso esistente tra Cloud Imperium Games e Crytek, è difficile avanzare ipotesi che non siano puramente speculative.

Ma anche nel caso in cui Chris Roberts riuscisse ad invalidare questo punto, difficilmente potrà fare qualcosa riguardo la dualità Star Citizen/Squadron 42.

Conseguenze

A fronte di questi illeciti, Crytek ha richiesto una lista di danni piuttosto lunga, la quasi totalità dei quali dovrà però essere stimata durante l’eventuale processo conseguente alla citazione.

L’azienda tedesca lamenta una perdita di 75000$ in danni diretti, più una quantità imprecisata di danni indiretti, profitti persi (per mancata pubblicità e collaborazione nello sviluppo del codice), danni speciali, costi, tariffe e via dicendo.
A riparazione di questi danni, inoltre, essa richiede un’ingiunzione che impedisca alla CIG di continuare a possedere ed utilizzare qualsiasi materiale coperto da Copyright, nonché il pagamento di danni materiali, morali, punitivi ed una percentuale di tutti i profitti ottenuti dalla Cloud Imperium Games.

In altri termini, Crytek sta tentando di appropriarsi di una bella fetta di quanto fatto finora da Chris Roberts e compagni in termini di profitti economici, codice sviluppato e proprietà intellettuale.

È ben noto il fatto che, nell’ultimo anno, l’azienda tedesca abbia vissuto non pochi problemi finanziari, che tra le altre cose hanno portato alla chiusura di ben cinque dei suoi uffici, quelli in Ungheria, Bulgaria, Corea del Sud, Cina e Turchia.

Le tempistiche di questa citazione, all’indomani della pubblicazione della locandina del primo episodio di Squadron 42, sono ben più che una strana coincidenza.
E’ altamente probabile che Crytek stesse aspettando da tempo di fare la sua mossa per tentare di mettere le mani su Star Citizen, uno dei progetti videoludici più economicamente riusciti di sempre, nonché sulle sue risorse, codice di gioco incluso.
Per uno studio in crisi come quello tedesco, avere accesso a risorse innovative sviluppate specificamente ed unicamente per un titolo così enorme, senza parlare poi della percentuale sui proventi derivanti dal crowdfunding e future vendite, sarebbe una boccata di aria fresca non da poco.

Per quanto riguarda invece la Cloud Imperium Games, questo potrebbe essere l’inizio di un incubo legale.
Al momento, come già ribadito ad inizio articolo, non c’è ancora un vero e proprio processo in atto.
Tuttavia, se la corte distrettuale della California giudicherà gli elementi presentati da Crytek come sufficienti a procedere, la situazione potrebbe rapidamente precipitare.

E’ discutibile quali potrebbero essere le conseguenze per il gioco in sé.
Probabilmente, in caso il processo abbia luogo e termini con una condanna della CIG, tutto si risolverà con un semplice cambio di proprietà degli studi, oppure con l’assegnazione di una fetta della società/risorse/proventi alla Crytek, a seconda della gravità della sentenza.
Difficilmente ciò potrebbe andare a ledere più di tanto lo sviluppo di Star Citizen in sé, o di Squadron 42, dal momento che il suo successo sarebbe nell’interesse di Crytek stessa, tanto più in quanto ne godrebbe un vantaggio diretto.

Ciò nonostante, tengo a precisare che, almeno per il momento, tutti gli elementi fin qui presentati rappresentano esclusivamente il punto di vista della ditta tedesca, che evidentemente aveva progettato da tempo questa sua mossa.
I punti discussi in precedenza hanno svariate zone d’ombra, la maggior parte dei quali sono correlate a definizioni legali che dovrebbero essere incluse nel contratto originale stipulato da Crytek e CIG, di cui però non esiste una versione accessibile al pubblico.
Pertanto, prima di poter trarre delle conclusioni, anticipare come questa storia andrà a finire o anche quantificare l’entità degli illeciti realmente commessi da Chris Roberts e compagni, bisognerà vedere come la faccenda si dipanerà e quale sarà la risposta della Cloud Imperium Games.

Per il momento, l’azienda americana si è limitata a rilasciare un commento nel quale ha affermato che: “La CIG non utilizza il CryEngine da diverso tempo, in quanto siamo passati a Lumberyard di Amazon. Questa è una causa priva di valore alcuno da cui ci difenderemo con vigore, incluso il recupero da Crytek di qualsiasi costo causato da questa faccenda.”

Fonti:
Gamasutra
Pacermonitor