AEGIS DYNAMICS & HAMMERHEAD

  • Ad un certo punto della storia della UEE, la Aegis Dynamics iniziò ad essere considerata come il produttore per antonomasia delle navi militari Umane.
    • L’Aegis fu per lungo tempo il principale rifornitore della Marina UEE, tanto che i suoi velivoli Retaliator e Gladius costituivano l’ossatura della flotta umana.
    • Tuttavia, con il tempo questi mezzi, assieme all’Aegis stessa, furono associati all’Impero Messer ed al suo periodo oscurantista di terrore, soppressione e corruzione.
    • In seguito alla caduta di Messer ed alle accuse mosse dalla popolazione all’Aegis per la sua partnership con il tiranno, la casa iniziò a produrre velivoli per mercato civile, come la conversione dell’Avenger o lo sviluppo del vascello per recupero materiali, la Reclaimer.
    • Grazie a questa mossa di marketing, l’Aegis riuscì a risollevarsi dalle accuse, migliorare la sua reputazione e tornare ad essere un fornire militare della UEE.
    • Attualmente la flotta militare Umana è costituita principalmente da mezzi Aegis, come la Gladius, la Sabre, la Retaliator, la Vanguard, la Idris, la Javelin ed a partire da oggi anche l’Hammerhead.

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  • La Hammerhead è la risposta della Aegis alla continua richiesta della Marina Militare UEE di affidare alle milizie locali una porzione sempre più consistente dei compiti di pattugliamento e mantenimento della sicurezza dei sistemi umani.
    • È una cannoniera capace di costituire la forza portante di una pattuglia difensiva contro attacchi di pirati e Vanduul.
    • È pensata per costituire l’avanguardia di un’unità di pattugliamento ed è capace di sfondare le difese nemiche per fare largo ai velivoli offensivi che la seguono.
    • È lunga 100 metri e dispone di sei torrette con operatore e due remote, per cui ha una potenza di fuoco enorme.
    • Trattandosi di una nave Aegis, possiede gli elementi tipici del suo stile, che sono stati presi da parti della Retaliator e della Javelin riadattate per questo velivolo.
    • Il design dell’Hammerhead è stato sviluppato prendendo tutto quello che già avevano realizzato per l’Aegis, su cui lavorano da parecchio tempo, e migliorandolo ulteriormente per conferire un feeling unico a questa cannoniera.
    • Il nome, così come anche la forma, sono stati presi direttamente dallo squalo martello. Lo scopo era di avere un design aggressivo e mai visto finora nei velivoli di Star Citizen.
    • Il modello attuale è il risultato di svariate iterazioni, che avevano portato alla creazione di sette possibili varianti con soluzioni estetiche differenti.
    • Attualmente stanno lavorando ad un po’ tutte le parti esterne della Hammerhead: dallo scafo ai motori, fino alle torrette.
    • Hanno riusato parte degli shaders già realizzati per altri velivoli Aegis ed al momento stanno definendo le mesh e la struttura precisa del modello in gioco della nave. A breve inizieranno ad applicare i primi shaders per vederla direttamente in-engine.

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  • L’arsenale della Hammerhead è fenomenale: monta sei torrette con operatore, ciascuna avente quattro cannoni ed un ottimo arco di tiro, due torrette remote e quattro sistemi lanciamissili, per un totale di 32 missili dimensione 3.
  • Gli interni del velivolo sono stati realizzati riutilizzando kit preesistenti di texture Aegis, ma che sono state modificate per conferire loro una palette di colori più scura.
    • Ciò nonostante, la Hammerhead possiede delle caratteristiche uniche, come ad esempio i tubi ed altre strutture idrauliche visibili lungo le pareti interne, che le conferiscono una sensazione di solidità.
    • Altra caratteristica peculiare è la posizione del ponte di comando, che si trova al di sotto della “testa” della nave, nella zona ventrale.
    • Sulla “testa”, invece, c’è una stanza che funge da sistema di attracco.

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  • La nave contiene gli alloggi del capitano, che sono separati da tutte le altre stanze, una zona abitativa per un equipaggio di massimo sette persone, una stanza indipendente per il copilota, una piccola sala mensa ed una piccola zona cargo di 5 metri quadrati.
    • Poi ovviamente ci sono le aree tecniche, quella ingegneristica con la sala motori e le torrette.
    • Era necessario inserire una sala mensa in quanto si tratta di un velivolo pensato per il pattugliamento dei sistemi Umani, per cui solitamente rimane in missione per mesi senza toccare terra.
    • La stiva cargo possiede quattro grossi bracci idraulici in grado di far calare l’intera piattaforma. Può essere usata per il trasporto merci o per immagazzinarvi un rover.
    • La zona motori è situata direttamente ai due lati dell’area cargo, per cui al suo interno ci sono anche dei cubiculi tecnici per la loro manutenzione.
    • Dietro questa porzione della nave è situato l’accesso alla torretta posteriore.

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  • La testa dalla Hammerhead, così come la sezione posteriore, ha una forma a martello non solo per questioni stilistiche, ma anche per migliorare l’arco di tiro e la visibilità delle quattro torrette laterali.
  • Il design del velivolo ha richiesto di prendere in considerazione tanti elementi, sia a livello tecnico che di gameplay, come il flusso degli spazi, la facilità di movimento, le funzionalità richieste e via dicendo, per cui la sua definizione ha comportato una mole di lavoro non indifferente.
    • Ad esempio, il Rover entra a malapena nell’area cargo, ma era un elemento che non potevano non inserire, in quanto faceva parte del documento di design originale.

LA FORMA DELLE NAVI: LE NAVI AEGIS

  • La Aegis vanta una linea che annovera ben 21 navi, un numero di gran lunga superiore a quello dei veicoli realizzati dagli altri singoli produttori, come MISC ed Anvil, che sono però anche più ‘giovani’.

Reclaimer

  • La Reclaimer è una nave da recupero materiali il cui compito consiste nel portare via da relitti o velivoli danneggiati tutte le parti riutilizzabili, dai singoli componenti ad interi pezzi dello scafo, che vengono utilizzati per riottenere i metalli che li costituiscono.
    • Sul ventre sono installati due enormi ganci ed un sistema di laser capaci di rimuovere e/o tagliare le superfici ancora riutilizzabili dei relitti, che quindi vengono risucchiati in una specie di pompa da vuoto e trasportati all’impianto di lavorazione interno.
    • Inoltre possiede una piattaforma droni, da cui è possibile lanciare delle unità controllate da remoto per fornire ulteriore supporto durante le operazioni di recupero.
  • Non si tratta di un velivolo da combattimento, ma è sufficiente robusto da resistere ad eventuali attacchi ed avventurarsi in zone pericolose dello spazio.
    • Senza questa solidità strutturale, la Reclaimer non potrebbe recarsi nei teatri di guerra per estrapolare materiale dalle navi recentemente distrutte in combattimento.

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  • Anche se si tratta di una nave Aegis, di cui mutua alcuni elementi stilistici, ha un aspetto sostanzialmente industriale, adatto al tipo di lavoro per cui è stata pensata.
    • Gli spazi interni in particolare ricordano le fabbriche del primo periodo industriale e sono stati arricchiti da componenti di design ispirati alla Nostromo di Alien.
    • Per questo motivo, nel complesso ha un design più sporco e vissuto di molte altre navi, comprese quelle della stessa Aegis.
  • Il processo di creazione del sistema di recupero e di riciclaggio dei materiali è stato molto complicato, in quanto hanno dovuto assicurarsi che l’intero meccanismo fosse sensato e potesse funzionare in gioco.
    • La postazione di controllo dei giganteschi bracci meccanici è situata di fianco al pilota, sul ponte di comando, e da lì l’operatore è in grado di sovrintendere alle operazioni di recupero grazie alla plancia fatta di vetrate, che quindi assicura la massima visibilità possibile.
    • Ai lati del ponte di comando sono situate due postazioni delle torrette che costituiscono una sorta di miniabitacolo. La loro caratteristica principale è la capacità di ruotare su sé stesse, in risposta gli input degli utenti presenti al loro interno.
  • Hanno usato l’area delle capsule di salvataggio per sperimentare con lo stile degli interni della Reclaimer, reiterandolo fino ad arrivare alla sua finalizzazione.
    • Per comunicare il feeling industriale del velivolo, hanno scelto di fare ampio ricorso ad elementi estetici come tubi e macchinari di varia natura, assieme a luci fredde.

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  • La zona tecnica del vascello è accessibile tramite una scalinata che passa direttamente sopra i sistemi di lavorazione dei metalli, per cui è possibile vedere i materiali che vengono lavorati in tempo reale.
    • All’interno dell’area tecnica si trovano gli alloggiamenti del computer di bordo, i server e tutti gli elementi di comunicazione e di controllo del velivolo, compresi quelli necessari per operare la struttura di raffinazione dei metalli.
  • Dalla zona tecnica si può accedere alla sala centrale dei droni, che contiene tre unità utilizzabili da remoto dai giocatori per assistere le operazioni di recupero.
    • Quando inattivi, questi droni vengono immagazzinati su una sorta di scaffalatura che ne facilita la manutenzione.
  • Sebbene in linea di massima il design del velivolo sia industriale, sono presenti delle aree che conferiscono una sensazione di comodità, come la plancia di comando con le sue grosse postazioni, o la stessa sala droni.
    • Allo stesso modo, i quartieri abitativi contengono tanti elementi molto più morbidi, che conferiscono una sensazione di comfort.
    • Come in altri grossi velivoli, anche nella Reclaimer gli alloggi dell’equipaggio sono separati da quelli del capitano.
    • La zona dedicata ai membri dell’equipaggio è in grado di contenere al massimo sei persone, mentre gli alloggi del capitano possiedono un terminale informatico per l’accesso ai sistemi interni della nave.
    • Inoltre, sono presenti un paio di aree di ristoro e dei grossi bagni spartani, equipaggiati con svariate docce.

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  • La zona di lavorazione dei metalli contiene un enorme macchinario il cui compito è di frantumare e sbriciolare i materiali recuperati.
  • L’area ingegneristica è la zona in cui si trovano i motori ed i generatori di energia della Reclaimer.
    • È la sezione che forse ricorda più da vicino la Nostromo di Alien.
    • Al suo intero è situata una sorta di passerella sospesa circolare che fornisce l’accesso ai componenti dei motori.
  • Il velivolo è stato sostanzialmente diviso in zone, ciascuna delle quali possiede un design distintivo per aiutare il giocatore ad orientarsi.
  • L’abitacolo è stata la stanza più complicata da realizzare dell’intera nave, in quanto è piuttosto piccola, ma al suo interno sono situate tutte le postazioni necessarie per controllare il vascello.
    • In particolare, la vera sfida è stata riuscire a conferire al pilota ed all’operatore dei bracci meccanici visibilità sufficiente per assolvere ai loro compiti, oltre che riadattare le animazioni già in loro possesso ai sedili di questa nave.
    • La progettazione della plancia di controllo, con tutti i suoi schermi, pulsanti e componenti della UI non è stata meno difficile, dal momento che doveva essere leggibile e facile da utilizzare.

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  • Per quanto riguarda invece gli esterni, uno dei compiti più ardui è stato assicurarsi che tutti i vari cavi ed elementi curvi presenti sulla superficie del vascello fossero al loro posto e si andassero ad inserire nei punti giusti, così da conferire alla Reclaimer un aspetto coeso.
    • Questo risultato è stato ottenuto connettendo tra loro diversi elementi di design modulari, per cui dall’esterno sembra che i cavi si vadano davvero a connettere alle apparecchiature o ai sistemi di raffreddamento.
    • Tuttavia, si sono assicurati che questi singoli pezzi fossero riutilizzabili, così da non doverne creare a decine per un’unica nave e poterli eventualmente inserire in futuro anche su altre strutture.
  • Attualmente la Reclaimer ha terminato la fase di greybox ed entrata in quella di configurazione tecnica, il cui completamento però richiederà ancora del tempo.

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Javelin

  • La Javelin è una nave ammiraglia di classe distruttore (cacciatorpediniere, secondo la classificazione navale).
    • Non è la più grande delle navi ammiraglie umane di Star Citizen, dato che sopra di essa ci sono la Bengal e la Retribution.
    • Tuttavia, le sue dimensioni sono adatte al suo ruolo, che sostanzialmente è quello di fungere da veicolo relativamente veloce per le operazioni di Ricerca e Distruzione delle flotte nemiche.
  • È un vascello pensato per essere controllato da grandi gruppi di giocatori, in quanto è estremamente complesso da operare ed altrettanto costoso da equipaggiare ed usare.
    • Di conseguenza, è stato progettato per essere utilizzato per compiti davvero importanti, oppure per operazioni su larga scala ad alto rischio, come ad esempio combattimenti contro altre flotte.

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  • Complessivamente la Javelin è lunga circa 470 metri, il doppio di una Idris, ed ha una capienza equipaggio notevole.
    • È divisa in tre ponti, ciascuno dei quali è riservato ad attività differenti: quello abitativo, il ponte tecnico e di combattimento ed il ponte ingegneristico.
  • Il ponte abitativo contiene gli alloggi dell’equipaggio, la sala mensa, i corridoi che permettono l’accesso agli altri ponti, la zona medica e la stiva cargo, ciascuno dei quali ha un design militare arricchito da elementi più morbidi e puliti, proprio per sottolineare che si tratta di ambienti non di lavoro.
    • In questa sezione sono presenti anche diverse stanze pensate per il relax dell’equipaggio, come ad esempio l’area giochi con i tavoli da hockey inclusa nella sala mensa.
  • Il velivolo è così grande che potrebbe costituire una piccola città, per cui al suo interno sono presenti tanti elementi con design e funzioni differenti.
  • Non è una nave versatile che può ricoprire più ruoli: è una nave da combattimento ed è stata progettata per distruggere i vascelli nemici.
    • Il muso è equipaggio con dei lanciasiluri di dimensione 12, i più grandi del gioco, che servono ad abbattere altre navi ammiraglie.
    • Su entrambi i fianchi sono montate svariate torrette anticaccia, mentre al suo interno ospita un contingente di marine ed una nave da sbarco per le operazioni di abbordaggio.
    • Quando la piattaforma di atterraggio è sgombera, può essere utilizzata per ricevere i velivoli che trasportano i rifornimenti.

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  • Lo sviluppo della Javelin ha seguito abbastanza da vicino l’approccio di creazione della Idris, che è stata la prima nave ammiraglia mai sviluppata per l’Universo di Star Citizen.
    • Tutte le strutture, gli elementi modulari ed i componenti di design realizzati per la Idris sono stati riutilizzati per questo velivolo.
    • Per far questo, però, li hanno dovuti ingrandire e riadattare alla scala del distruttore, che è molto più grande di una Idris, sia dal punto di vista delle singole dimensioni che dei volumi percorribili.
    • In tal modo, hanno potuto limitarsi ad arricchire risorse già a loro disposizione, piuttosto che ricrearle da zero, riducendo così di molto i tempi di sviluppo della nave.

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  • La struttura generale della Javelin è stata definita anni fa, per cui quella è rimasta grosso modo uguale, sebbene sia cresciuta di scala. Quasi tutto il resto, però, è stato completamente cambiato.
    • Del progetto originale sono stati conservati solo l’hangar, la zona cargo e le tipologie generali degli ambienti da inserire.
    • Lo schema interno originale è stato cestinato semplicemente perché non funzionava: i corridoi erano troppo lunghi, gli ambienti erano difficili da percorrere e potevano confondere il giocatore, non erano abbastanza interessanti e soprattutto avevano dei problemi a livello di gameplay, dato che facilitavano il lavoro dei difensori in caso di abbordaggio.
    • Per sistemare questi aspetti, hanno effettuato dei passaggi di modifica ed ottimizzazione degli interni per renderli più adatti al gameplay di gioco, sacrificando però parte del realismo e dell’efficienza strutturale.
    • Nel complesso, hanno aumentato il numero di corridoi ed ambienti esplorabili, rendendo il tutto molto più interessante, ma così facendo hanno anche incrementato di parecchio la lunghezza del vascello stesso e ne avevano complicato la percorribilità, dato che le varie zone si assomigliavano tra di loro.
    • Per correggere questo problema, sono tornati indietro ed hanno ridotto la lunghezza dei corridoi ed il numero delle svolte, così da semplificare lo schema generale dei ponti di volo.
    • Inoltre, hanno unificato l’aspetto di tutti i corridoi appartenenti allo stesso ponte, mentre quelli situati vicino alle paratie dello scafo hanno visto l’introduzione di oblò da cui è possibile vedere l’esterno.
    • Quest’ultimo elemento, assieme all’implementazione di altre linee guida pensate per facilitare l’orientamento all’interno della nave, hanno reso più facile girare per il vascello senza perdersi.

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  • Un aspetto della Javelin che ha reso il processo di sviluppo estremamente interessante sono le sue dimensioni: possiede lo spazio sufficiente per implementarvi di tutto e giocare con svariate soluzioni, tanto che ad esempio hanno avuto la possibilità di creare un intero, gigantesco ponte riservato alla parte ingegneristica.
  • Gli alloggi e le altre zone abitative, che costituiscono la sezione della nave con la più alta densità di personale, si trovano al centro della nave, in una posizione relativamente sicura e comoda da raggiungere.
    • Questo ponte è caratterizzato da colori chiari, con forme morbide e comfort elevato, tanto che il modulo di risorse sceniche ad esso associato è stato definito “Modulo Zen”.
  • Il ponte superiore è quello tecnico e di combattimento, in cui sono situati i moduli avionici, quelli elettronici, le stanze di controllo, l’alloggio del capitano, l’armeria ed il ponte di comando.
    • Ciascuno di questi ambienti ha connotazioni estetiche e di design leggermente differenti, ma che presi nel complesso rientrano all’interno dello stile Aegis.
  • Infine, il ponte inferiore è riservato a tutti i componenti ingegneristici ed ha un aspetto più industriale del resto del vascello.

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  • Durante lo sviluppo della nave hanno dovuto incrementare le dimensioni dell’hangar, perché era troppo piccolo per ospitare una nave da sbarco soldati.
    • Era troppo piccolo per una Redeemer, ma una Hoplite era in grado di entrarvi. Solo che una volta atterrata, non c’era spazio sufficiente per farvi muovere liberamente i personaggi, per cui non era assolutamente funzionale.
  • Lo sviluppo della Javelin è stato un grosso sforzo di gruppo, cui hanno partecipato decine di sviluppatori, designer ed artisti, che hanno effettuato tantissime iterazioni degli ambienti interni, del design esterno e delle funzionalità generali del velivolo per ottenere il risultato qualitativo più elevato possibile.
    • Uno degli elementi più interessanti dello scafo è la torretta dorsale posteriore, che è in grado di muoversi lungo un sistema a rotaia quando in funzione e di ripiegarsi all’indietro, in uno scompartimento apposito, quando inutilizzata.
    • Per assicurarsi di riuscire a completare il velivolo in tempi decenti, hanno sfruttato un approccio di costruzione modulare, creando un set di elementi preassemblati che facilitasse lo sviluppo della nave e che potesse essere modificato al volo cambiando la tipologia dei materiali implementati, le texture presenti ed altri elementi estetici.
  • La Javelin è entrata nella fase di finalizzazione artistica.

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