DIARIO DI UNA VOLONTARIA

Di: CIERA BRUN

OPERAZIONE SWORD OF HOPE

DELLIN, CHARON III, SISTEMA CHARON

04-05-2948

Per tutti i miei studi, mi sono sempre sentita come se mi mancasse qualcosa. Prendevo bei voti, sbronze abbastanza brutte, ed ho imparato un mare di teoria – normale roba da college, ma desideravo l’azione vera. Avventurarmi là fuori nell’universo e fare davvero la differenza, capite? Suppongo volessi far parte di qualcosa di più grande.

Dopo la laurea, nonostante le proteste dei miei genitori, misi da parte il mio curriculum per cercare opportunità di volontariato.

Dopo aver raccolto informazioni su una serie di gruppi differenti, mi interessai alla Empire Overlooked. Sembravano essere impegnati sul campo laddove ce ne era più bisogno, e pensai che con loro avrei avuto l’occasione di lasciare il segno. 

Beh, suppongo che sia stata accontentata. Ed eccomi, una volontaria fresca di leva in impaziente attesa del mio primo incarico, che alla fine si scoprì essere la Sword of Hope. Ci fu data la possibilità di rifiutare, dal momento che l’operazione ci avrebbe portato in una zona di combattimento attivo. Ma come avrei potuto? Era l’opportunità che avevo sempre voluto. 

La Sword of Hope è una joint venture tra la EO e le Crusader Industries, concepita per fornire aiuto e rifornimenti agli insediamenti di Charon III più colpiti dalla guerra civile in corso.

Quando ne lessi sullo Spectrum, nel comfort del mio appartamento su Prime, sembrava che la cosa facesse al caso mio, ma mentre mi avvicinavo al punto di sbarco assieme ad una dozzina di altri volontari miei compagni, a qualche ora di viaggio da Charon, il “noioso lavoro di ufficio” che i miei genitori avevano desiderato per me non sembrava essere poi così male.

Arrivati a Camp Murdoch,

una vecchia base navale su Tangaroa trasformata in astroporto, venimmo accolti da un coordinatore volontari EO di nome Deacon. Si lanciò in un discorso che sembrava aver ripetuto più e più volte, ma a dirla tutta non gli prestai troppa attenzione. Ero più interessata alla miriade di persone e veicoli che giravano attorno alla pista di atterraggio in una sorta di caotico, ma efficiente balletto, mentre sembrava che l’intera base venisse carica sopra le rampe, nella pancia di queste navi incredibilmente enormi – una flotta di Crusader Hercules.

Svettavano sullasfalto,

con un flusso costante di carri armati, buggy, carrelli elevatori, rover, droni e tram pieni di rifornimenti e personale che fluiva nei loro scafi. Anche considerando le loro massicce dimensioni, riuscire ad accatastare così tanta roba in una sola nave sembrava impossibile, eppure la marcia continuava, senza dare segno di voler finire. Fu soltanto quando Deacon mi mise una mano sulla spalla, chiedendomi se mi sentissi bene, che mi accorsi che eravamo su un tram e ci stavamo unendo alla marcia più vicina. Il nostro passaggio era l’Hercules. 

Questo, cinque ore fa. Al momento mi ritrovo seduta qui, a scrivere questo post da una branda nascosta nella pancia della nave, ben oltre il punto di non ritorno. Il mio cuore e la mia mente sono avvampate in parti eguali da eccitazione e timore, ma tutto quello che posso fare è abbracciare l’avventura dinanzi a me. Ora sono qui fuori, esattamente nel posto in cui ho sempre pensato di volermi trovare. E forse potrò davvero fare la differenza. Ma in questo momento, probabilmente dovrei dormire un poco.

07-05-2948

Scusate per la breve assenza. È solo che essere qui su questo M2 Hercules e far parte di questa missione mi ha un pochino distratta. In più, prima d’ora non ero mai stata su un volo così lungo ed i viaggi spaziali fanno brutti scherzi al mio orologio interno. Non mi ero neppure accorta che fossero passati due giorni dal mio ultimo post. Nel mentre, ho esplorato ogni angolo di questa nave che sono autorizzata a percorrere (ed almeno un paio in cui non potrei mettere piede), ho incontrato tantissima gente interessante proveniente da ogni angolo dell’universo ed ho imparato molto più di quanto avrei potuto sperare di sapere sull’Hercules e sulle operazioni di atterraggio/decollo tattico.

Gli Hercules sono il cuore e l’anima della Sword of Hope. È stato il coinvolgimento diretto della Crusader a rendere possibile l’intera operazione.

Vista dall’interno, la nave sembra addirittura più grande. Il nostro Hercules (che secondo l’equipaggio è stato soprannominato Mama Bird) ospita un carro armato ed una di quelle specie di buggy da off-road, oltre ad un accampamento improvvisato che noi volontari chiamiamo casa. Un membro dell’equipaggio, un vecchio veterano della marina di nome Abe, afferma di aver conosciuto un tizio che è stato capace di infilare ben tre Aurora all’interno dello scafo di una M2. Sebbene possa sembrare sospetto, le dimensioni e la capacità di carico dell’interno della nave sono impressionanti ed immagino che sarebbe possibile adottare un numero quasi infinito di configurazioni cargo, se solo qualcuno avesse la fantasia di farlo. Tuttavia è ovvio che la zona cargo non sia stata progettata per ospitare del personale, tanto che uno degli altri volontari continua a domandarsi ad alta voce per quale motivo non abbiano potuto mettere a nostra disposizione una starliner. Abe dice che Charon III non è un posto adatto ad una starliner, ed io gli credo. 

Non vorrei dover tagliare a metà questo post, ma stanno suonando le sirene. Entreremo nell’atmosfera di Charon a minuti e stiamo effettuando delle esercitazioni per essere sicuri di essere pronti a fare quanto necessario, nel caso in cui la nave finisca sotto il fuoco nemico. Sta tutto diventando molto reale e lo sta facendo molto velocemente, ma trovarmi all’interno di Mama Bird mi fa sentire al sicuro e, cosa abbastanza strana, quasi a mio agio. Almeno io sono felice di aver rinunciato alle amenità di una starliner per l’evidente robustezza della M2.

09-05-2948

Due giorni fa, non molto tempo dopo l’invio del mio ultimo post e la partecipazione alle esercitazioni di fuoco nemico, mi sono ritrovata sul ponte di Mama Bird a guardare la cricca di navi che costituiscono l’Operazione Sword of Hope. Vicino a me c’era il nostro pilota ed il mio nuovo amico, Everson Greenway, un altro veterano in congedo della marina non privo di pazienza o aneddoti interessanti, uno dei quali è la ragione per cui fa parte di questo viaggio.

Alcuni dei suoi compagni, veterani in congedo che come lui si erano reinventati trasportatori freelance, erano stati uccisi durante unoperazione di recupero

su Dellin un paio di anni fa, cosa che per Everson era risultata in una grande rivelazione. La situazione su Charon III era diventata veramente brutta, soprattutto dopo che l’esercito di Acheron aveva iniziato a considerare come una minaccia ogni forza esterna in ingresso nello spazio aereo di Dellin. I due stati erano in guerra da tempo, ricordo di aver letto qualcosa a scuola, ma nel corso degli ultimi anni Acheron era diventato sempre più aggressivo. Everson era venuto a sapere della Sword of Hope ed aveva pilotato gli Hercules durante il servizio nella marina. Per cui aveva pensato di dare una mano. Lui “doveva” farlo, è quello che aveva detto. Amo parlare con Everson. Amo le sue storie. Ma quella mi ha fatto sentire una cretina. Della serie: chi sono io? Una neolaureata che ha partecipato a troppe feste e che non fa altro che impensierire i propri genitori? Sono in missione con questo veterano, che ha vissuto delle strazianti storie di perdita. Per non parlare delle sue capacità pratiche. Tutto questo mi fa mettere in dubbio le mie ragioni, il mio carattere e l’intero percorso della mia vita fino ad oggi. Ma Everson è un tipo gentile ed ha continuato a rassicurarmi dicendomi che mi trovo qui per una ragione. 

Mentre mi chiedevo quale potesse essere quella ragione, Everson ha indicato tre altre Hercules, cannoniere modello A2, che ci precedevano. Ha detto che non mi sarei dovuta preoccupare troppo delle esercitazioni, perché qualunque cosa fosse successa, quei cattivi ragazzi se ne sarebbero occupati prima di avere la possibilità di arrivare a distanza di tiro. A quanto pare, aveva quasi completamente ragione.

La scorsa notte, mentre ci preparavamo ad entrare nellatmosfera di Charon III, le sirene hanno improvvisamente iniziato a risuonare.

Ma questa volta non era un’esercitazione. Trascurando il recente addestramento, mi sono intrufolata nell’abitacolo per avere una migliore visuale dell’azione. Everson si era lanciato in una sorta di commentario sportivo di cui ho compreso soltanto la metà, mentre il resto del suo piccolo equipaggio si stava affrettando ad attivare le torrette di fuoco remote che sostanzialmente costituivano la nostra unica speranza e preghiera. Così per dire. 

Credo che siamo stati ingaggiati nello stesso momento in cui siamo entrati in atmosfera. Mi è sembrato che tutto quanto sia durato soltanto una manciata di minuti, ma, come ho già detto in precedenza, il mio orologio interno era completamente fuori fase. I caccia di Acheron erano calati sopra di noi, aggredendoci e concentrando la maggior parte della loro capacità di fuoco sugli A2, mentre i grossi caccia che ci accompagnavano schivavano e serpeggiavano, sparando alle navi Acheron nel tentativo di attirarle lontano. Un nemico aveva abboccato, mentre altri due dei loro caccia erano stati obliterati dal fuoco degli A2. Imperturbati, gli Hercules sopportavano l’impatto dell’assalto di Acheron, mentre la moltitudine delle loro torrette si agganciava pazientemente ai bersagli, per poi massacrarli.  I caccia cadevano come mosche, spazzati via dagli enormi A2.

Il mio stomaco carambolava su sé stesso mentre scendevamo verso terra, avvicinandoci al nostro sito di atterraggio previsto.

I rinforzi di Acheron sciamavano fuori dai canyon che si dilungavano lungo l’arido panorama di Dellin. Un paio di loro erano arrivati pericolosamente vicini a Mama Bird ed eravamo stati investiti dal fuoco nemico, ma un caccia era stato spazzato via dalle nostre torrette, mentre dell’altro si era curato uno degli intercettori che supportavano il nostro entourage. Non erano riusciti neppure a scalfire il nostro scafo. 

Eliminata la prima ondata di caccia Acheron, gli A2 situati di fronte a noi avevano preso quota. Everson aveva ricevuto una chiamata – dovevano sgombrare la zona di atterraggio. “È troppo calda”, continuavano a ripetere. 

Nel tempo che un esausto Deacon aveva impiegato a trovarmi nell’abitacolo e trascinarmi indietro nell’area cargo, ci trovavamo già fuori pericolo, per cui siamo rimasti al sicuro, ma in stato di allerta. Mi era stato proibito di tornare sul ponte di comando, ma prima di essere bruscamente portata via, Everson mi aveva detto di non preoccuparmi. Gli A2 ci avrebbero assicurato un punto di atterraggio sicuro. Evidentemente, erano carichi di bombe. Di quelle grosse.

Un equipaggio dell’A2 stava preparando l’enorme struttura di bombardamento aereo MORNING STAR.

10-05-2948

Dopo quell’attacco iniziale, è tornata la calma per quello che è sembrato essere un lungo tempo. Deacon ci ha detto di cercare di dormire, ma ovviamente non è stato possibile. Circa un’ora fa è iniziato il bombardamento.

“Le cannoniere trasportano un grosso potenziale offensivo, grazie alle configurazioni di bombe modulari capaci di ripulire le zone di atterraggio potenzialmente pericolose.”

Guardare dall’abitacolo quella scena mentre si realizzava davanti ai miei occhi, mi aveva fatto sentire come se stessi vedendo un video. Assistere in prima persona al bombardamento lo ha in qualche modo reso più facile da mandare giù. Laggiù, in quella che i coordinatori hanno soprannominato “la zona sicura”, la situazione era assolutamente terrificante. 

Non possiamo vedere nulla. Lo scafo rimbomba e si inclina in maniera strana. Si sentono scricchiolii e gemiti metallici. Ovunque si odono i boati attutiti delle bombe; posso soltanto immaginare che gli A2 stiano sganciando il loro carico nei canyon, spazzando via qualsiasi rimanenza delle forze Acheron. L’idea è di procurarsi una zona di atterraggio sicura, ma in questo momento nulla di tutto questo sembra minimamente sicuro. 

Credo che forse abbiamo incassato un paio di colpi. Stiamo atterrando? O ci stanno colpendo? Deacon sta urlando qualcosa. Devo andare. 

— 

Okay, sono tornata. Hanno appena aperto le enormi rampe situate ad entrambe le estremità della nave e la luce è accecante. A quanto pare, è giorno. Sembra che l’atterraggio sia riuscito con successo, ma non saprei dire come sia la situazione all’esterno. Dei tizi della Crusader Security stanno salendo sulle rampe, urlando. Devo di nuovo tagliare. Aspettatevi un nuovo post a breve. Si spera.

11-05-2948

Le ultime 24 ore sono state un continuo susseguirsi di avvenimenti. Le cannoniere sono riuscite a mettere in sicurezza una grande fetta di deserto, incluso un vecchissimo campo d’aviazione, mezzo reclamato dai rifiuti, che ha servito da pista di atterraggio improvvisata.

Persino dopo che le bombe degli A2 avevano ripulito tutto, la Crusader Securty non ha voluto correre rischi.

L’area è una zona sconosciuta, dal momento che siamo stati forzati a spostarci molto a Sud del punto di atterraggio originale. I nostri caccia rimanenti fluttuavano e ronzavano sopra le nostre teste, come cani a protezione del proprio gregge da pericoli inaspettati. Ci hanno trasportati in massa fuori dagli M2 (sembra che il nostro accampamento/la “zona sicura” sia in realtà una enorme slitta), assieme ai carri armati ed i rover. Altri veicoli sono stati scaricati dagli Hercules atterrati nelle vicinanze, molti dei quali trasportavano piccoli treni di rifornimenti e/o personale. Ovviamente, eravamo affiancanti de truppe di terra che si trascinavano a fatica e la nostra intera colonna serpeggiava tra le ombre degli Hercules, appollaiati come enormi uccelli preistorici impegnati a guadarci. A protezione della nostra impresa da potenziali intrusioni esterne.

La colonna si allungava verso lesterno,

mentre gli M2 ed i C2, con a bordo il grosso dei rifornimenti, degli equipaggi e dei pezzi di artiglieria pesante, atterravano al centro della striscia. Gli A2 erano atterrati tutt’attorno al perimetro formando uno schema a diamante, per poi scaricare buggy che immagino fossero degli scout o qualcosa del genere, perché si erano lanciati a tutta velocità nel bel mezzo della sabbia, invece di unirsi alla nostra sempre crescente colonna. Le cannoniere, ma in generale tutte le Hercules, sono sostanzialmente delle fortezze portatili, capaci di schierare e difendere il proprio cargo con aspetto minaccioso e, beh, tonnellate di armi. Mi ricordo che, mentre le guardavo, mi sono sentita un po’ intimidita, ma ero principalmente sollevata al pensiero che fossero dalla nostra parte. 

La colonna ha superato un passaggio sospetto ed è tornata più o meno sul percorso inizialmente pianificato. Siamo arrivati ad un piccolo insediamento, il nostro obiettivo di missione, al crepuscolo. Siamo stati accolti con entusiasmo e ci hanno fatto sentire davvero a casa, oltre che apprezzati. Abbiamo scaricato e catalogato la maggior parte dei rifornimenti EO e ci è stato ordinato di andare a letto per mezzanotte.

Questo, due ore fa.

Adesso mi trovo qui, seduta a scrivere questo post dalla mia branda in questa piccola cittadina di frontiera di Dellin. Non riesco a dormire, pensando a tutto quello che ho appena passato ed a quello che deve ancora venire. Il vero lavoro inizia domani, ma so già che, venendo qui, ho fatto la scelta giusta, per via dei volti raggianti della gente di questo insediamento, dei rari sorrisi/pollici alzati dei ragazzi della sicurezza che guidano la nostra sezione della colonna, del vecchio, gentile Everson, che un paio di giorni fa mi ha detto che non importava perché volessi dare una mano, che a contare era il fatto che intendessi farlo. Sono qui fuori, a cercare di fare la differenza. Resta da vedere quale sarà il vero impatto di questa operazione, ma essere qui con la Empire Overlooked e le Crusader Industries mi fa davvero sentire parte di qualcosa di grande.

L’intera colonna di rifornimenti della Sword of Hope, incluso il supporto di terra, era stata arrivata in sicurezza alle sabbie di Dellin, grazie alla famiglia di navi Hercules.

Varianti delle Configurazioni di Fabbrica

Varianti


Capacità Cargo


Torrette

 

 

 


Armi

 

 


Missili


C2 Hercules


624 SCU


2x torrette remote (S3) con 2x cannoni S3 ciascuna

 

 


2x cannoni balistici frontali fissi S4

 

 


N/A

M2 Hercules


468 SCU


3x torrette remote (S3) con 2x cannoni S3 ciascuna

 

 


2x cannoni balistici frontali fissi S4

 

 


N/A

A2 Hercules


234 SCU


3x torrette remote (S3) con 2x cannoni S3 ciascuna

2x torrette remote laterali (S4) con 2x Gatling ballstiche S4


2x cannoni balistici frontali fissi S4

2x cannoni balistici laterali remoti S5


4x bombe S10

*Per avere una lista completa delle caratteristiche, siete pregati di consultare la pagina della nave.

Le specifiche, caratteristiche e l’aspetto delle navi sono soggette a modifiche durante lo sviluppo.

RIGUARDO LA VENDITA PRELIMINARE DELLA NAVE

Abbiamo inserito per la prima volta nello store la Crusader Hercules per una vendita limitata e preliminare. Questo vuol dire che il progetto della nave soddisfa i nostri requisiti di qualità, ma non è ancora pronta per comparire nel vostro Hangar o per volare su Star Citizen. L’edizione Warbond include l’Assicurazione a Vita sullo scafo della nave. In futuro, il prezzo della nave potrebbe aumentare e l’Assicurazione a Vita o qualsiasi altro extra potrebbero non essere disponibili. 

Se siete interessati ad aggiungerne una alla vostra flotta, durante questo evento saranno disponibili per l’acquisto alcuni scafi Hercules War Bond. La Hercules sarà disponibile nel negozio fino al 14 Giugno 2018. Potrete trovare lo schema dettagliato di questa nave nello Holo Viewer della scheda di Riassunto Tecnico della sua pagina! 

Come con ogni Vendita Preliminare, pubblicheremo anche un post di Q&A.

Inoltre, apriremo una discussione sullo Spectrum per raccogliere le vostre domande sulle nave. Assicuratevi di votare le domande a cui volete sia data una risposta e noi le includeremo nell’articolo degli sviluppatori della prossima settimana. Date un’occhiata al Programma dei Comm-Link della prossima settimana per scoprire quando pubblicheremo questo articolo!  

Per maggiori informazioni visitate la pagina della Crusader Hercules.

Aggiungete la Crusader Hercules alla vostra flotta

 

Lintera famiglia Hercules eccelle in numerose applicazioni militari, civili e di aiuti umanitari.

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Articolo completo disponibile presso le Roberts Space Industries.