Questo portfolio è stato originariamente pubblicato nel jump point 5.8.

Mentre i viaggi spaziali diventavano sempre più comuni, i veicoli di terra iniziavano ad essere presi in considerazione soltanto per scopi utilitaristici. Per molte persone, i veicoli di terra ti portavano dove dovevi andare, ma erano i veicoli spaziali a portarti dove non eri mai stato. Per questo, nel 25° secolo, il sogno di tantissimi bambini non era quello di potersi comprare una bella macchina da corsa o un rover fuoristrada; sognavano la loro prima astronave.

Per fortuna, Kavya Crosby ed Aaron Douze non erano bambini come gli altri.

Un Inizio Difficile

Kavya Crosby era cresciuta in un piccolo insediamento circondato dall’immenso Deserto Rosso di Yar. Originariamente costruito con l’obiettivo di monitorare il processo di terraformazione, l’insediamento era composto da un paio di avamposti ed una singola piattaforma di atterraggio. Quando la terraformazione fu completata, il sito venne abbandonato e lentamente inghiottito dalle sabbie fino a che, nel 2501, l’Università di Saisei lo riesumò adattandolo a centro di ricerca, e mise la gestione della piattaforma di atterraggio nelle mani dei genitori della Crosby. Considerate le settimane di ritardo rispetto alla data presunta, i genitori di Kavya scherzavano sul fatto che si stesse rifiutando di nascere fino a che non si fossero stabiliti sul pianeta, nel 2503.

Grazie al fatto di essere figlia unica ed una dei pochi abitanti permanenti dell’insediamento, Kavya visse un’infanzia davvero unica. Quando qualche professore di stanza all’insediamento non le stava insegnando qualcosa, aiutava i suoi genitori a sistemare i macchinari tormentati dalla fine sabbia rossa di Yar. Fu proprio questo ambiente spietato ad insegnarle l’importanza di proteggere gli equipaggiamenti preziosi dalle insidie degli elementi.

Nel 2518, Aaron Douze giunse all’avamposto con sua madre Meredith, una specialista in biotecnologie con il compito di progettare una coltura che riuscisse a sopravvivere all’infido bioma di Yar. Per vedere le reazioni delle colture in condizioni diverse, Meredith creò numerosi siti di coltivazione all’infuori dell’insediamento che andava a controllare quotidianamente. Poi, un giorno, non tornò mai da una delle sue ispezioni.

L’insediamento si mobilitò per trovarla, ma una terribile tempesta di sabbia rendeva impossibile ogni tentativo di ricerca anche a bordo dei veicoli di terra più resistenti. Fortunatamente, i Crosby avevano preso delle precauzioni ed avevano modificato un vecchio Crossfire LandCruiser per questo tipo di situazioni. Dal momento che Aaron conosceva bene la posizione di ogni sito di coltivazione, si unì a Kavya e a suo padre nella ricerca. Trovarono Meredith sul fondo di uno stretto burrone, priva di sensi e ricoperta per metà dalla sabbia. Se avessero aspettato la fine della tempesta, probabilmente non sarebbero mai stati in grado di salvarla.

Dopo questa esperienza, Aaron iniziò a passare molto tempo con Kavya nell’hangar di manutenzione della piattaforma di atterraggio. Ciò che lo incuriosiva di più erano le modifiche che avevano permesso al Crossfire di sopravvivere alle dure condizioni del pianeta. Ma l’interesse di Aaron per i veicoli di terra non era l’unica cosa che lo faceva tornare quotidianamente all’hangar. Tra i due ragazzi sbocciò l’amore, ed anche se all’età di 17 anni dovette tornare su Saisei con sua madre, i due rimasero vicini, passando gli anni successivi a scambiarsi messaggi.

Quando per Kavya fu il momento di frequentare l’università, la scelta più ovvia fu quella di unirsi ad Aaron studiando all’Università di Saisei. Mentre lui studiava economia, lei conseguì la laurea in ingegneria. Finiti gli studi, i due si sposarono ed ottennero un lavoro ben pagato ma poco soddisfacente a Fujin City. Parlavano spesso insieme della volontà di trovare qualcosa di diverso e più appagante, ma le comodità offerte dal loro lavoro erano difficili da abbandonare.

Alla fine, dovettero tornare su Yar per un lungo periodo a causa delle condizioni di salute precarie dei genitori di Kavya. Dopo appena qualche settimana di cura, sia la madre che il padre esalarono l’ultimo respiro a pochi giorni di distanza. Mentre impacchettavano gli oggetti dei genitori, i due si trovarono davanti la vecchia Crossfire, coperta da un telo polveroso. La maggior parte dei componenti, così come diversi pannelli, erano stati rimossi, lasciando soltanto lo scheletro del veicolo che i due ricordavano tanto bene. La leggenda sulla nascita dell’azienda vuole che Aaron abbia chiesto a Kavya, “Cosa ne facciamo di questa?”

La sua risposta segnò il loro destino: “Facciamo quello che sappiamo fare.”

Partenza

Anni prima, avevano trascorso molti pomeriggi nell’hangar, a discutere su cosa avrebbero fatto se avessero potuto costruire il loro veicolo, soprattutto vedendo molti dei rover dell’avamposto arrendersi di fronte al terreno e alle condizioni atmosferiche avverse del pianeta. Insoddisfatti delle loro vite su Saisei, si era presentata ora l’opportunità di assemblare veicoli di terra veloci e resistenti, che la gente potesse usare durante l’esplorazione del territorio sui pianeti.

I due vennero assunti come nuovi operatori della piattaforma di atterraggio su Yar, dove passarono la maggior parte del tempo libero a costruire un veicolo. Per ricordare il fatto che avevano preso i primi pezzi da un vecchio carrello di carico, chiamarono il loro primo prototipo tumbril (ndt. tumbril – o tumbrel – è il carretto con due ruote utilizzato anche in agricoltura). Quest’ultimo fu talmente promettente che l’Università, dopo aver passato anni e crediti a riparare veicoli senza successo, decise di concedere una sovvenzione per i loro progetti. Lavorandoci a tempo pieno, i due riuscirono a creare un modello di produzione funzionante entro la fine del 2535. Estremamente resistente e robusto a sufficienza da riuscire a gestire facilmente il clima di Yar, il formidabile veicolo non rivelava però la sua caratteristica migliore fino a che non ci si metteva al volante. Era divertente da guidare.

Grazie ai loro contatti presso l’Università, nel 2536 Kavya ed Aaron riuscirono a registrare l’azienda Tumbril Land Systems su Saisei. Il loro primo veicolo commerciale, il DX20, venne lanciato sul mercato lo stesso anno, ma sfortunatamente la sua prima versione non ottenne il successo desiderato. Kavya ed Aaron erano delusi ma procedevano indisturbati, convinti che Tumbril doveva soltanto trovare il mercato giusto. Il loro istinto era corretto, ma quello che rese davvero famosa la compagnia si rivelò inaspettato.

Nel 2541 la guerra scoppiò poco dopo l’incontro tra Umanità e Tevarin. La UNE, messa di fronte al suo primo conflitto inter-specie, si rese improvvisamente conto che non disponeva di veicoli adatti per le loro operazioni a terra, perciò l’esercito si affrettò per trovare una soluzione. Vennero testati attentamente tutti veicoli di terra dei produttori di allora. I risultati non erano affatto soddisfacenti.

La Tumbril DX20, però, era progettata talmente bene che le bastava qualche piccolo ritocco per essere pronta al combattimento. Tumbril firmò un importante contratto con i militari ed adattò la produzione per andare incontro alle loro domande. Furono richiesti anche nuovi progetti che potessero aiutare durante la guerra. Non passò molto tempo prima che i carri armati di Tumbril uscissero dalle catene di montaggio.

La Prima Guerra Tevarin rese Tumbril un marchio affidabile e molto amato. I soldati adoravano la DX20 e alla fine della guerra la sua reputazione portò ad un incredibile aumento delle vendite anche tra i civili. Ancora una volta, l’azienda continuò la sua espansione per accontentare le richieste. Decenni di crescita sostenuta hanno reso Tumbril uno dei produttori principali di veicoli di terra per il settore pubblico e privato.

Andati ma non Dimenticati

Kavya ed Aaron gestirono attivamente Tumbril fino a che non furono centenari. Un decennio dopo la fine della Seconda Guerra Tevarin, i due si ritirarono definitivamente e lasciarono il controllo al loro consiglio di amministrazione. Incredibilmente, i due secoli successivi portarono grandi successi proprio come il primo. Fu durante questo periodo che Tumbril creò numerosi veicoli di terra leggendari, come il Nova, il Timura ed il C-series.

Tuttavia, verso la fine del Regime Messer, a causa di un bilancio non proprio roseo l’esercito fu costretto a dare priorità a veicoli spaziali riducendo i contratti con Tumbril. Nonostante le entrate perse abbiano influito sui loro profitti, molti membri del consiglio videro la situazione come una benedizione sotto mentite spoglie, in quanto l’opinione pubblica verso la famiglia di dominatori e i loro associati stava peggiorando a vista d’occhio. I contratti dell’azienda vennero tagliati ulteriormente una volta che il regime Messer cadde ed il nuovo governo UEE dirottò le risorse verso settori a lungo dimenticati.

L’importante riduzione dei contratti governativi obbligò Tumbril a cercare più profitto nel settore privato. Desideroso di aumentare in fretta la loro quota di mercato, il consiglio di amministrazione mandò in produzione una serie di progetti evitando i rigorosi protocolli interni di garanzia della qualità che erano in vigore da decenni. Questo portò ad una serie di nuovi veicoli di scarso successo, che utilizzavano materiali economici per ridurre i costi di produzione, e che offuscarono il marchio Tumbril per molte generazioni di consumatori.

Durante il corso del 2850, l’azienda cambiò numerosi amministratori delegati nel tentativo di strappare Tumbril dalla sua spirale di morte, ma non ne fu in grado. Nel 2862, nonostante disponesse ancora di alcuni contratti governativi con alcuni periti planetari, l’azienda dichiarò il fallimento. Tumbril venne chiusa ed il marchio sembrò destinato a finire nelle pattumiere della storia.

Se non fosse stato per Terrence Naban, sarebbe sicuramente stato così. Il carismatico imprenditore strinse una partnership tra la sua società di investimenti DevCo Group con numerosi investitori esterni, e nel 2941 resuscitò il marchio Tumbril. Proprio come i fondatori dell’azienda, Naban amava i veicoli di terra e credeva che il mercato fosse ingiusto, perciò prese la decisione radicale di riportare in vita Tumbril. Credeva che il ripristino di quel nome fosse un modo più efficace per raggiungere i clienti rispetto al lancio di un nuovo marchio, in particolar modo perché negli ultimi decenni i veicoli della Tumbril originale erano divenuti oggetti da collezione. Si potevano trovare addirittura C-series originali, utilizzate da alcuni coloni stanziati nei mondi di frontiera più remoti.

Se il recente annuncio delle Cyclone si può considerare come un segno, allora Naban sembra davvero intenzionato a rispettare la volontà di riportare Tumbril alla gloria del passato. Non ha badato a spese per assumere i migliori ingegneri e progettisti per ridare vita al marchio. Hanno iniziato in modo semplice, producendo un singolo modello di Cyclone ed allestendolo con quattro varianti. Secondo Naban, il loro obiettivo era quello di creare un veicolo fatto bene, per poi espandersi da lì.

Ottantacinque anni dopo la dipartita, Tumbril è tornata. Il veicolo di terra preferito dell’UEE per centinaia di anni è rinato grazie a Naban. E per sottolineare quanto ci tiene al marchio, si è nominato CEO di Tumbril facendo sua la missione di ridare al marchio l’importanza che merita. Se Naban riuscirà a far tornare l’azienda alle sue radici, allora Tumbril Land Systems sarà pronta a superare qualsiasi ostacolo che possa apparire al suo orizzonte.

 

Articolo originale disponibile presso Roberts Space Industries.