Questo Portfolio è stato originariamente pubblicato nel Jump Point 1.7 ed aggiornato a maggio 2019 per riflettere in modo più accurato la storia e le navi dell’azienda.

Se è possibile per una società unire classe e raffinatezza con l’enorme rischio dei voli spaziali ed il sangue freddo necessario per i combattimenti interstellari, allora Origin Jumpworks ci è molto vicina. La vasta gamma di velivoli di fascia alta della società è conosciuta difatti per le sue linee elganti e sofisticate. Allo stesso modo, hanno coltivato una base esclusiva di acquirenti ricchi e potenti. Come dicono sempre i curatissimi venditori di Origin, scegliere una Origin non significa solo acquistare una nave… significa scegliere uno stile di vita.

Origin venne incorporata durante la metà del 28° secolo, ed assemblava propulsori di alta qualità utilizzati dall’esercito UEE e montati sui vistosi yacht della Roberts Space Industries. Con la necessità in costante aumento di possedere un veicolo spaziale personale, Origin smise di fabbricare componenti e fece la sua mossa per andare a competere con le aziende che inizialmente riforniva. Nel giro di dieci anni da questa transizione, l’azienda stava producendo mezzi di trasporto di categoria intermedia tra i cinque più venduti, ed entro i cinquant’anni successivi la lora piccola clientela esclusiva aveva spinto i profitti di Origin quasi a raggiungere quelli della divisione veicoli spaziali di RSI.

Fondata sulle rive del Reno in quel di Colonia, Origin inizialmente aveva forti legami con la Vecchia Terra, tanto da produrre ogni singolo componente della loro linea 600 proprio nel Sistema Sol. Questi forti legami vennero interrotti nel 2913 quando la Presidente Jennifer Friskers firmò un inaspettato ordine esecutivo che dichiarava Terra come nuova capitale culturale dell’UEE ed annunciò l’intenzione di spostare la sede centrale ed il team primario di progettisti dalla Vecchia Terra fino a New Austin. Da allora, quasi tutte le operazioni di produzione di Origin hanno abbandonato il Sistema Sol, lasciando indietro soltanto un impianto per il collaudo dei motori sulla Luna. Nel 2944, una violazione dei sistemi Origin pubblicò fece trapelare il prototipo di una nave chiamata “Goldfinch.” Uno scandalo in seguito implicò come orchestrante del furto l’Ufficio dei Servizi Esecutivi del Senato, ma non fu mai presentata alcuna accusa formale.

Da allora New Austin è conosciuta anche come “Città di Origin”, con l’azienda che si tiene stretto il suo ruolo di datore chiave. Il Sistema è divenuto una mecca per gli appassionati Origin, e vede acquirenti facoltosi viaggare attraverso tutta la galassia per comprare la loro nave direttamente dalla fabbrica. Una splendida vetrina nel centro della città mette in mostra le M50, le 300 e le 890 Jump in una serie di diorami a grandezza naturale che costano milioni. Inoltre, Origin è tra gli sponsor di stadi, scuole e strade locali. I turisti che non sono interessati ad acquistare una nave di lusso, lasceranno comunque New Austin con un bicchiere da cocktail con inciso il logo Origin, vestiti di marcha oppure i modelli ultra-dettagliati delle navi Takuetsu.

Nel corso degli anni, Origin è rimasta sinonimo di lusso, riuscendo ad offirire inoltre una gamma diversificata di navi che include incrociatori a calotta aperta, speedster monoposto e yacht di lusso. La CEO Jennifer Friskers spinge costantemente l’azienda a reinventarsi. Spesso chiede ai suoi ingegneri e designer di rivisitare le vecchie idee per portarle al passo con i tempi per essere degne del marchio Origin. Il risultato è un’ampia base di navi che riescono a soddisfare moltissime funzioni mantenendo lo stile elegante e sofisticato di Origin.

La Linea di Lusso Origin

X1

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Le storie riguardanti la creazione delle astronavi spesso mescolano mito e realtà. L’ingegnere Alberto Vara ha affermato che il primo schizzo della X1 richiese solo dieci minuti. Mentre progettava la M50 soffrì di un blocco creativo, ed il veloce abbozzo era inteso per sbloccare la sua creatività. Una volta finito, venne archiviato e dimenticato per decenni.

Quando Origin decise di progettare una moto da corsa, un archivista ritrovò lo schizzo. A quel tempo Vara era uno degli astroingegneri più famosi di tutto l’UEE. Aveva vinto due volte il Premio Aron ed all’interno di Origin era diventato il Capo Ingegnere prima di abbandonare le sue fila per fondare Infinity Customs, uno studio di personalizzazione per le astronavi. Origin decise l’unico modo per produrre la X1 sarebbe stato con la benedizione e l’aiuto di Vara.

Origin ed Infinity Customs collaborarono sulla X1 per creare un veicolo a calotta aperta che potesse ridefinire il confine tra pilota e nave. Il design innovativo integrava senza soluzione di continuità la tecnologia del motore e la disposizione del propulsore vettoriale, rendendolo un veicolo ad alte prestazioni in grado di offrire un’esperienza di volo davvero unica.

Serie 100

Una volta che i prototipi vennero testati in volo e poi abbandonati da Origin, i progetti della Serie 100 originale vennero gettati per la preoccupazione che non riuscissero a rappresentare completamente il lusso. Le Serie 200 e 300 presero la precedenza e la Serie 100 rimase ferma per decenni fino a quando, nel 2940, l’azienda sviluppò il sistema di aspirazione carburante AIR (Adaptive Intake Refinery – Raffineria di Aspirazione Adattabile). L’AIR riduceva significativamente le emissioni ed era in grado di aspirare un’ampia gamma di gas per convertirli in plasma utilizzabile per ridurre il bisogno di carburante.

Quando le simulazioni dimostrarono che le navi più leggere avrebbero tratto benefici maggiori dall’AIR, la CEO Jennifer Friskers rispolverò i progetti della Serie 100. Per anni aveva tentato di espandere la gamma di navi Origin per includere una nave che potesse attrarre nuovi consumatori, ma sapeva anche che c’era bisogno di una caratteristica distintiva. E questa era l’AIR. I progettisti integrarono il nuovo e rivoluzionario sistema nel vecchio telaio e sfruttarono decine di anni per assicurarsi che la Serie 100 rappresentasse lo stile Origin divenendo una nave di lusso.

Serie 300

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Il cavallo di battaglia attuale della compagnia (non che le altre navi Origin non possano definirsi tali) è la Origin Serie 300, un caccia “di lusso”. È merito della compagnia se tale descrizione non contraddice la realtà: l’argento metallico e le linee lisce ed aerodinamiche del design della 300i evoca alla perfezione sia un’opera d’arte tecnica che una macchina assassina perfetta. Ogni elemento della Serie 300 sembra disegnato a mano, dalla montatura dei missili fino al metallo degli agganci per le armi… e, ovviamente, disegnati lo sono davvero: centinaia di ore spese nello sviluppo di ogni singolo elemento delle loro astronavi.

Origin attualmente produce tre modelli standard per la Serie 300, ed offre una varietà di personalizzazioni per i piloti che vogliono rendere unica la loro nave. Nonostante i volantini di vendita pubblicizzino i modelli avanzati adatti per qualsiasi stile di vita, gli osservatori possono facilmente descrivere dei compiti specifici: la 315p, con svariate opzioni per il lungo raggio e scanner migliorati è il modello per l’esplorazione mentre la 325a, con armature ed armi migliori, è costruita per il combattimento. L’ultimo modello standard della Serie 300 non viene prodotto in grandi quantità ma è senza ombra di dubbio il più conosciuto dai fan, ed è la 350r. Questa velocista viene utilizzata dai piloti professionisti di tutta la galassia. Le 350r hanno una storia leggendaria, che include un’impressionante numero di vittore al Carrington Derby. Dalle corse di resistenza multi-Sistema fino alle gare di velocità, la 350r con il suo motore doppio è immancabile in tutte le griglie di partenza.

M50

Le M50 vengono spesso definite come un generatore di energia con un’abitacolo sopra. Presentate per la prima volta nel 2920, le M50 hanno rappresentato un altro salto in avanti per la tecnologia dei motori e già si pensa che faranno guadagnare l’azienda tanto quanto le 350r. Nonostante le ben conosciute (se non addirittura troppe) difficoltà iniziali nei prototipi e le navi di test della serie Y, l’attuale line-up di M50 mette a disposizione un design solido che promette velocità ineguagliabili, assicurate sul campo grazie alla vittoria di molteplici Murray Cup.

Nel tardo 2930, l’Advocacy UEE ne acquistò una gran quantità per convertirle in navi da interdizione. Questi modelli personalizzati sono ben noti tra i gruppi criminali, molti dei quali hanno promesso taglie cospicue per chiunque abbia il fegato di sfidare l’Advocacy e distruggerne una.

600i

Destinata ad infondere alla linea Origin un po’ di versatilità, all’inizio la linea 600 era una nave da trasporto di medie dimensioni che la compagnia etichettava come ideale per lavoro e per piacere. Eppure le vendite non riuscivano ad avvicinarsi a quelle delle altre navi Origin, in quanto sia gli acquirenti che i critici non riuscivano a comprendere appieno chi fosse il target di vendita. Nonostante l’indifferenza commerciale, dall’azienda veniva comunque considerata un successo. Avevano strategicamente assemblato tutta la nave in Sol, che portò il marchio ad essere amato dai potenti politici locali e molti dei multimiliardari che sulla Vecchia Terra possedevano le aziende che rifornivano le loro strutture. La strategia del “made in Sol” cambiò quando la compagnia si trasferì su Terra, seguita ovviamente dalla nave.

Mentre Origin stava ridefinendo il suo concetto di lusso, fece un passo indietro per riprogettare la 600 ed adattarla all’iconica estetica aziendale. Gli ingegneri riutilizzarono il telaio ma raffinarono lo stile degli interni, utilizzando materiali di alta qualità ed aggiungendo enormi pannelli di laminato di diamante per andare a creare un ponte di osservazione. Messo in produzione massiva per il modello dell’anno 2947, Origin simbolizzò questo aggiornamento aggiungendo una “i” al nome della nave. Coloro che cercano di acquistarne una sul mercato secondario dovrebbe fare attenzione ai venditori senza scrupoli che cercano di svendere modelli vecchi ed obsoleti.

890J

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L’ammiraglia di Origin, che definisce il lusso dei viaggi nello spazio. La nave ha una silhouette imponente ed è dotata di numerosi accessori. Irraggiungibile nello stile e nella raffinatezza, sono molti i CEO, i politici e le stelle dello spectrum che attualmente considerano la 890 Jump la loro casa lontano da casa.

Nonostante il decantato status della nave, quando iniziò a produrla nel 2858 la 890 Jump fu una scommessa importante per Origin. I costi di produzione astronomici avevano attirato l’attenzione degli investitori e degli analisti, che temevano si sarebbe rivelata un’enorme perdita di crediti se non ci fossero stati abbastanza acquirenti. Alla Origin però diedero retta alle loro ricerche di mercato, che dimostravano la presenza di desiderio per una nave del genere, anche se alla fine essi stessi rimasero stupiti dal suo enorme successo. L’azienda arrivò addirittura a ridurre il budget per il marketing in seguito al caricamento di immagini e video sullo spectrum da parte dei proprietari dell’opulento vascello.

Le versioni successive della 890 Jump, arrivate nel 2903, erano immesse nel mercato in coppia con una versione limitata della 85x, uno snub due posti di lusso perfetto per delle veloci escursioni. Origin ha infuso questa piccola nave con gli stessi propulsori della Serie 300, rendendola un ibrido tra una nave da corsa ed una da turismo. Veloce, agile ed elgante, è di fatto la compagna ideale della 890 Jump.

 

Articolo originale disponibile presso Roberts Space Industries.