Gold Horizon, corporazione che ha cavalcato l’onda del successo e poi è crollata sotto il peso delle proprie decisioni.


“Insieme miglioreremo, portando l’umanità sempre più lontano, verso l’infinito orizzonte dorato.”
– Ivar Messer, 2546, discorso durante la sua ascesa ad Imperatore.

Gold Horizon, precedentemente conosciuta come Corporazione di Ricerca Minerali Extrasolari Gold Horizon, persiste come promemoria di avidità incontrollata e florida espansione della nostra civiltà nella galassia. L’azienda, che ha preso il nome da alcune parole del discorso fatto da Messer durante la sua ascesa, in un certo senso rappresenta il meglio ed il peggio di quell’era. Al giorno d’oggi agli studiosi di storia sembra ironico che lo stesso governo Messer che ha ispirato la crescita di Gold Horizon ne abbia quasi decretato la fine, e che coloro che guidarono l’azienda fossero vittime della stessa brutalità che affliggeva tutto l’Impero.

Gold Horizon venne fondata come azienda di ricerca mineraria nella metà del 26° secolo, con lo scopo di approfittare della serie di agevolazioni fiscali sull’estrazione mineraria da asteroidi concesse dal nuovo governo. L’azienda trovò un successo immediato, grazie alla scoperta del filone Grakneth nel Sistema Terra, una serie di asteroidi con un’alta concentrazione di titanio. I profitti di Gold Horizon la portarono a stabilirsi come impresa industriale, dedita alla produzione di stazioni minerarie prefabbricate per un rapido dispiegamento nei Sistemi stellari freschi di ispezione. In questo momento della storia, i jumper interstellari erano ovunque, e sfruttavano le lunghe tempistiche tra le ispezioni aziendali e l’inizio vero e proprio dell’estrazione su larga scala. Con i prefabbricati di Gold Horizon un’intera operazione di estrazione – completa di impianti di perforazione, magazzini e perimetri di difesa spaziale – poteva essere preparata nello stesso istante in cui le navi ispezionavano ed avviata immediatamente.

Nella seconda decade di operatività di Gold Horizon, l’Impero Unito della Terra era divenuto una realtà stabilità e la civiltà Umana era ossessionata dalla terraformazione. Osservando l’enorme ammontare economico dell’Impero che veniva investito per espansione e progetti di terraformazione, Gold Horizon optò per passare dal supporto minerario al supporto di trasformazione planetaria. Questo spostamento diede vita alla Stazione Spaziale Gold Horizon, la piattaforma anulare dislocata nella galassia che offre dimora agli operai terraformatori, al loro equipaggiamento e ai loro sistemi di supporto.

A differenza dell’attrezzatura da estrazione mineraria di Gold Horizon, la Stazione Gold Horizon era enorme e capace di supportare centinaia di lavoratori nei loro compiti più difficili. Questi campi-base stellari offrivano tutti i comfort di una casa, da quartieri residenziali piuttosto comodi a baie mediche attrezzate con tutto il necessario, fino ad arene con intrattenimenti dedicati. Quando si iniziò a produrre equipaggiamenti di terraformazione di grandi dimensioni, questi furono progettati per transitare senza problemi attraverso i sistemi della Stazione Gold Horizon che supportarono la prima ondata di conversioni rapide della biosfera.

Riuscendo ad avanzare di pari passo con l’impero in continua espansione e potendo contare su un numero sempre maggiore di politici tra le sue fila, Gold Horizon sembrava un colosso inarrestabile. L’azienda guadagnò miliardi dal governo e dai contratti privati (molti dicevano che fossero stati acquisiti tramite tangenti). Gold Horizon era un nome collegato direttamente al movimento sociale regnante e sembrava che niente potesse andare storto. Almeno fino al 2650, quando Dennis Acevedo, CEO ed azionista della maggioranza, prese una singola, fatale decisione: trasferire la sede della società su Terra.

Il Collasso
Gli studiosi di storia restano divisi riguardo la decisione di Acevedo. Terra era un centro della cultura Umana la cui popolarità era in continuo aumento, ma molti nel circolo dei consulenti di Corsen Messer V temevano che questa popolarità stesse anche spostando l’attenzione culturale lontana dalla Vecchia Terra. Se la compagnia stesse cercando di ridurre il proprio sovraccarico con il trasferimento o se stesse protestando attivamente contro la direzione sempre più marziale dell’espansione imperiale non lo sapremo mai. Qualunque fosse la motivazione, l’Imperatore prese nota e dichiarò la mossa di Gold Horizon un affronto personale. I contratti del governo subirono uno stop immediato, e gli sviluppatori privati smisero immediatamente di acquistare equipaggiamento Gold Horizon. Nel giro di appena cinque anni, Gold Horizon era fuori dal business.

Nel 2654 l’Imperatore diede il colpo di grazia: il governo nazionalizzò tutti ciò che riguardava il “supporto alla terraformazione” – in poche parole, le piattaforme spaziali Gold Horizon –con lo scopo apparente di voler proteggere i coloni cittadini che avrebbero potuto affidarsi a loro per la conquista dei nuovi mondi. Gran parte delle attività di Gold Horizon furono congelate e le spese totali di tutti i loro progetti a lungo termine divennero insostenibili. Sono stati due i CEO che, cambiati in rapida successione, hanno provato ad aggiustare il tiro tornando verso l’estrazione mineraria ed al supporto generale all’industria pesante, ma niente riuscì a fermare l’inevitabile. Gold Horizon chiuse definitivamente i battenti nel 2655.

Gold Horizon Oggi
Sotto una certa luce, l’impatto che ha avuto Gold Horizon nel tempo si riflette sui 2944 trilioni di esseri umani che vivono in mondi che secoli fa non erano abitabili. Nonostante l’umanità fosse destinata comunque ad espandersi attraverso le stelle, il supporto offerto dalla spina dorsale di Gold Horizon è parzialmente responsabile per aver mantenuto i mondi Umani più vicini di quanto sarebbero stati altrimenti. Partendo da ciò, non è del tutto sbagliato dire che la forza geografica dell’Impero di oggi deve qualcosa a quello che l’azienda ha permesso di fare. Ancora oggi per la società moderna, la “campanella con la G”, logo distintivo di Gold Horizon, resta un simbolo dibattuto. Divenuto da tempo di dominio pubblico, occasionalmente riappare su di alcuni accessori alla moda (nelle aree più conservatrici della Vecchia Terra, le borsette di Gold Horizon riscontrano sempre ottime vendite).

Storia a parte, l’impatto di maggiore durata di Gold Horizon deriva senza dubbio dall’apparente indistruttibilità delle sue stazioni. Sono dozzine le stazioni Gold Horizon sparse per tutto l’Impero, perlopiù in aree di spazio dove la terraformazione venne iniziata ma reputata non redditizia a metà del procedimento. Le stazioni sono divenute vere e proprie tane per le attività illegali. Abitate da persone solitarie, sopravvissuti, corsari e anche peggio, le stazioni Gold Horizon ancora attive nei Sistemi più esterni o sono dei paradisi per il mercato nero oppure mortali campi di battaglia ove si combattono gruppi pirata in competizione.

Nel 2943, il Senato dell’Impero Unito della Terra ha condotto alcune inchieste sotto copertura riguardo le basi Gold Horizon e ha stabilito che non è possibile ricollocarvi dei civili. La decisione formale voleva che l’esercito distruggesse le basi rimanenti, anche se il tutto è passato in secondo piano in luce dei problemi derivati dalla crescente minaccia Vanduul.

Traduzione a cura di Alex Miura.
Articolo originale disponibile presso Roberts Space Industries.