Scopri con noi le origini di GNP, l’azienda che produce le apparecchiature utilizzate “dietro le quinte” della tua astronave!


Helios. Odin. Charon. Baker. Questi Sistemi, lontani dalla Vecchia Terra o dal contesto operativo della ricerca e sviluppo militare dell’UEE, non sembrano dei Sistemi che potrebbero farsi una reputazione grazie ad equipaggiamento di fascia alta per astronavi. Ma è esattamente quel che è successo nel caso di GNP. Nel tentativo di svettare nell’affollato campo dei produttori di astronavi e di competere con i mondi più sviluppati, i governi di questi quattro Sistemi si sono uniti per sovvenzionare la creazione di GNP, un’azienda completamente nuova.

Le fondamenta della struttura aziendale di GNP nascono da FarSeer Corporation, società con base su Tangaroa (Helios II). FarSeer, che sviluppava suite di sensori di fascia alta, venne incorporata nel 2908. Nonostante l’ottima qualità dei suoi prodotti, FarSeer annaspava nella recessione aerospaziale degli ultimi vent’anni, perciò i beni della società vennero trasferiti al governo Helosiano. Piuttosto di vendere FarSeer al primo acquirente, però, i funzionari continuarono a mantenerla con i soldi del fisco mentre sviluppavano la loro alleanza tra colonie. A quella che era l’infrastruttura della società FarSeer presto vennero affiancati un laboratorio di motori riacquistato nel Sistema Odin, una serie di raffinerie e fabbriche di Charon e delle massicce entrate di UEC ricavate dalle spoglie di guerra da Baker.

La cosa più sorprendente riguardo la compagnia è che evita in tutto e per tutto il settore di ricerca e sviluppo più redditizio nel mondo delle astronavi: l’applicazione diretta delle armi. Laddove compagnie come Behring e MaxOx guadagnano miliardi tramite la vendita di laser e missili, lo statuto di GNP vieta rigorosamente di mettere armi nelle mani dei civili (ed allo stesso modo si tiene ben lontana dal creare tali strumenti per i governi). Al contrario, le produzioni della compagnia si focalizzano completamente su quelle apparecchiature di alta qualità che la maggior parte degli acquirenti non tiene in considerazione quando pensa ad un’astronave: sensori, motori, marcatori di navigazione, superfici per il controllo delle connessioni, software e simili.

Sensori
Il primo trionfo per GNP arrivò in seguito all’adozione da parte della Marina UEE del loro RADAR V601-11. Il V601-11, un sistema multisincronizzato ad alta risoluzione in grado di monitorare indipendentemente dozzine di oggetti e di interfacciarsi con centinaia di sottosistemi dell’astronave, è parte integrante della base che sorregge il caccia distintivo della marina, l’Hornet F7A. Il contratto Hornet, che molti davano già in mano a AllTell oppure Skanix, ha cambiato tutto per GNP e ha scioccato le fondamenta stesse dell’industria aerospaziale.

Ma questo contratto era solo il primo pugno. La pura superiorità del sistema divenne subito chiara, ed altri produttori iniziarono a concedere licenze o a copiare il V601. GNP guadagnava miliardi di crediti, spesi tutti fino all’ultimo centesimo per lo sviluppo e la produzione. Nonostante altre compagnie avessero realizzato radar altrettanto buoni in tempi recenti, la modularità e la personalizzazione del V601 gli hanno permesso di coprire la fetta più grossa nel mercato dei sensori.

Secondo quanto dicono, non c’è assolutamente nessuna differenza tra la versione civile e quella militare del V601-11; la stessa tecnologia affidabile ed il software che si possono trovare su una Hornet F7A sono disponibili di base (o come upgrade) in diverse tipologie di navi civili (inclusa la famosa linea Freelancer, che ha optato per il sistema prima che divenisse uno standard supportato dalla marina).

Il sistema V601-11 è più di uno scanner fisico; è una soluzione per tutta la nave che include sia i moduli fisici che l’HUD. Sviluppato da un team che includeva i più abili progettisti della galassia in fatto di interfaccia, l’HUD del V601-11 è come un’opera d’arte. Integrato direttamente nel display dell’elmo del pilota, tramite i suoi tenui colori fornisce un’enorme quantità di dati di volo senza distrarre minimamente. Il layout dell’HUD è reattivo, con la potenza computazionale per predire ed organizzare le informazioni in caso di necessità; potrebbe mostrare i dati dell’obiettivo un attimo prima e quello seguente trovarne altri. Inoltre, l’HUD standard di GNP è conosciuto anche da una moltitudine di non-piloti, dal momento che è utilizzato anche nel gioco di Original System, Arena Commander. Nel timore che l’HUD potesse diventare di dominio pubblico, GNP ha insistito perché Original chiedesse loro la licenza piuttosto di riprodurre semplicemente l’HUD in gioco (la tassa per la licenza fu un singolo UEC).

Motori
Se il V601-11 ha fatto nascere GNP, allora la linea di motori Tonnerre è ciò che le ha assicurato la sua posizione di corporazione aerospaziale diversificata e su larga scala. Testato nelle estreme condizioni dello spazio profondo offerte dal Sistema Odin e prodotto su Charon, il Tonnerre rappresenta un modo interessante per prendere di mira il mercato dei motori per astronave. Le vecchie aziende hanno sempre provato a rendere famosi i loro motori focalizzandosi su quelle che svolgono il ruolo più amichevole di PR: le navi veloci. GNP capì che mentre le altre aziende continuavano a scavalcarsi per prendersi il posto sulla ORIGIN 315R o la Anvil Super Hornet, per le navi da trasporto di grandi dimensioni c’era poca competizione (anche qualitativamente).

Le squadre di progettisti decisero così di creare dei motori a fissione di lunga durata alimentati da reattori di fluoruro di torio liquido, specializzandosi soltanto su questa tecnologia apposita per navi di grandi dimensioni piuttosto di renderlo adattabile ai caccia o ai mini-caccia. I motori Tonnerre sono facili da riparare e da mantenere, con la maggior parte dei pezzi che può essere sostituita facilmente (molte volte anche durante il volo). La linea Tonnerre, attualmente prodotta in nove modelli separati, venne progettata da Day One per andare a sostituire i vecchi motori montati sulle Freelancer e le Starfarer di MISC. Lo stratagemma funzionò come previsto: MISC adottò il GNP Tonnerre-00 per tutte le sue Freelancer ed il GNP Typhon-00 per le imponenti Starfarer.

Ci sono tre llinee di motori Tonnerre, ognuna di dimensione diversa. La più piccola, progettata per la Freelancer, è il Tonnerre (Tonnerre-00, -55 e -77). Il secondo gradino, il Super Tonnerre, non è ancora stato scelto da nessun produttore, nonostante alcune voci dicono che Aegis è in trattativa per montarlo nel modello civile di Retaliator. A completare il quadro ci sono gli enormi Typhon, pensati per le Starfarer e le navi da trasporto più grandi. MISC è soddisfatta con questi prodotti e ciò suggerisce che con molta probabilità il Typhon-77 verrà incluso entro l’anno prossimo nella Hull-C. Dal momento che i reattori di fluoruro di torio liquido possono teoricamente aumentare di dimensione all’infinito, è probabile che entro i prossimi cinque anni GNP svelerà motori ancora più grandi pensati per le navi ammiraglie.

Traduzione a cura di Alex Miura.
Articolo originale disponibile presso Roberts Space Industries.