Questo portfolio è stato originariamente pubblicato nel Jump Point 4.12.

Un vecchio detto dice che “l’imitazione è la forma più sincera delle adulazioni.” Mai frase fu più azzeccata che con Esperia. La compagnia assembla riproduzioni completamente funzionanti di navi storiche ed aliene e, più di recente, navi aliene storiche. L’abilità di Esperia nel fondere armoniosamente funzionalità e lusso moderni con il design di navi classiche ormai fuori moda la rende un elemento unico nel mercato aerospaziale.

È interessante notare che nel 2873, quando venne fondata, Esperia trattava di storia e non di commercio. L’azienda divenne uno dei giocatori più importanti nell’industria aerospaziale grazie ad un pizzico di fortuna, una grande controversia e la guida instancabile dei suoi due fondatori: Jovi e Theo Ingstrom. La storia di Esperia è veramente intrisa di questi due fratelli che si sono odiati, amati, e spinti l’un l’altro per fare ciò che nessun’altro osava.

Parenti Serpenti

I fratelli Ingstrom nacquero e crebbero su Quasi, Terra. I loro genitori possedevano e gestivano un enorme hotel di lusso che ospitava i turisti che visitavano la pittoresca cittadina situata sui monti. Da bambino Jovi, il più grande tra i due, era affascinato dalle strane rovine aliene adagiate appena fuori Quasi e passava ore ed ore ad esplorarle. Nel frattempo, Theo passava il tempo all’interno dell’hangar dell’hotel. Era lì che ammirava le navi costose che arrivavano e partivano con i loro proprietari.

Secondo lo staff presente all’epoca, nonostante fosse un piacere passare del tempo in compagnia di Jovi e Theo se presi singolarmente, in compagnia si trasformavano nel terrore locale; i fratelli erano in continua competizione e si sfidavano nel fare le cose più spericolate. Edwin Kelce, autore di Rivivere le Icone (la più completa biografia dei fratelli), suggerisce che il più famoso incidente tra i due avvenne quando erano adolescenti, nel 2866. Jovi sfidò Theo a stare in piedi sul parapetto del ponte d’osservazione del terzo piano dell’hotel. Quando il fratello arrivò fino ad appollaiarvisi sopra, Jovi urtò la ringhiera. In qualche modo Theo sopravvisse alla caduta, uscendone solo con un braccio rotto.

Nonostante tutto il trambusto, il padre percepì in Jovi un forte istinto imprenditoriale e decise che avrebbe imparato a gestire gli affari di famiglia. Jovi si rifiutò, decidendo invece di frequentare l’Università di Jalan per studiare xenoaercheologia. L’anno successivo, Theo iniziò a frequentare l’Università di Rethor per imparare ingegneria aerospaziale. Theo si dimostrò uno studente dotato e motivato, mentre Jovi venne espulso durante il secondo anno.

Dopo l’espulsione, Jovi lavorò presso l’hotel di famiglia per qualche mese. Si stancò in fretta del controllo costante dei genitori e decise di tornare a studiare. I suoi accettarono di supportarlo economicamente a condizione che frequentasse l’Università di Rhetor con il fratello. Secondo quanto riferito, i genitori, entrambi ex-studenti lì, giocarono la carta dell’eredità e donarono una cospicua somma per assicurarsi che venisse accettato.

Jovi raggiunse Theo il semestre successivo. L’accordo aveva comunque infastidito entrambi i fratelli. Theo credeva che i genitori lo avessero appesantito con il fardello della responsabilità di tenere in riga il fratello, mentre Jovi mal sopportava che il fratello minore lo tenesse d’occhio. Poi, nel 2872, i due andarono a visitare la Expo Aerospaziale Intergalattica (EAI), viaggio che cambiò non solo i loro rapporti, ma anche il loro futuro.

Archeologia Digitale

Per anni Theo aveva tentato di mettere le mani su una nave modelli Gailforce, famosa tra gli appassionati di ingegneria perché non era mai arrivata sul mercato dopo che i costi eccessivi avevano mandato in fallimento il suo produttore. Mentre visitava la fiera, Theo trovò in vendita un pezzo di corazza rotto di una Gailforce. Nonostante i suoi sforzi, non riuscì però a far abbassare il prezzo elevato imposto dal collezionista privato. Per il resto della giornata, Theo borbottò costantemente riguardo la nave ed infine Jovi decise di prendere in mano la situazione. Prima che qualcuno di voi possa anche solo pensare che quello di Jovi fosse un atto altruistico, vorremmo sottolineare che Rivivere le Icone afferma che la reale motivazione del ragazzo fosse quella di “far chiudere la bocca a Theo.” Durante la serata rintracciò il collezionista nel bar dell’hotel e, dopo una nottata passata a bere, riuscì a farsi abbassare il prezzo. Non solo, portò a casa anche una serie di progetti originali.

Theo utilizzò i progetti per riparare la nave, ma si trovò di fronte ad un ostacolo quando scoprì che alcuni dati corrotti avevano reso illeggibili delle pagine. Jovi iniziò a cercare dove avrebbero potuto trovare delle copie delle pagine corrotte e fu sorpreso nello scoprire che i progetti erano più difficili da trovare delle navi stesse. Il fatto che i progetti della Gailforce fossero virtualmente spariti solo dopo pochi decenni sconvolse Jovi.

Dopo aver guardato Theo riparare e ripristinare la Gailforce, comprese quanto i progetti fossero una parte essenziale della storia aerospaziale e fu sorpreso che nessuno avesse mai pensato di compilare un archivio con tutti questi documenti. Jovi vide l’opportunità di combinare il suo naturale acume per gli affari con la sua passione per la storia.

Nel 2873 Jovi si ritirò da scuola, liquidò il suo fondo fiduciario e con l’aiuto di Theo fondò Esperia. L’azienda prendeva il nome di un produttore di navi su piccola scala, conosciuto soprattutto nel circolo dei collezionisti, che era tragicamente scomparso quando il Sistema Orion cadde negli artigli dei Vanduul. L’obiettivo iniziale di Esperia era quello di collezionare e preservare i progetti delle navi in modo che non venissero più perse tra le sabbie del tempo.

Jovi e Theo iniziarono a comprare il maggior numero possibile di progetti. In seguito addebitarono una tariffa per il noleggio di queste registrazioni, per permettere ai collezionisti di ripristinare le loro preziose navi con le specifiche originali. Jovi setacciava l’intero universo pagando fior di quattrini per ogni singolo progetto che riusciva a trovare. Non passò molto tempo prima che Esperia si trovasse con un archivio impressionante e si fosse fatta un nome tra i collezionisti come fonte sicura di materiale.

Il modello di abbonamento però non era abbastanza redditizio ed Esperia faticava a percepire un profitto. Quando Theo si laureò all’università, iniziò a comprare e vendere le vecchie navi che aveva restaurato grazie ai progetti di Esperia. Jovi aveva pubblicizzato ovunque tali restauri per dimostrare quel che potevano fare. Poco dopo la reputazione di Theo come abile restauratore superò di gran lunga l’interesse riguardo i progetti. Una mattina, Victor Hurston li stava aspettando pazientemente fuori dal loro piccolo ufficio a Kutaram, Terra. Quello che gli propose in seguito avrebbe modificato permanentemente la strada della compagnia.

Il Gioco delle Imitazioni

Victor Hurston era meglio conosciuto come un playboy con un debole per le navi esotiche. Nonostante questo, ciò che propose ai fratelli Ingstrom fu a dir poco scioccante. Victor era riuscito ad entrare in possesso di una Glaive Vanduul e chiese se Esperia fosse stata in grado di rimetterla in sesto. Nonostante la mancanza dei progetti e di qualsiasi tipo di conoscenza del linguaggio Vanduul, il team Esperia riuscì in qualche modo nell’impresa. Qualche mese dopo, all’EAI del 2877, Victor Hurston svelò la Glaive ad un pubblico sconvolto, che andò letteralmente in visibilio quando salì a bordo e si levò in volo. In seguito, Victor ringraziò personalmente Esperia per i loro lavori sulla nave.

Nel giro di una notte il nome di Esperia era sulla bocca di tutto l’Impero. Molti erano meravigliati di come quella piccola compagnia di restauro fosse riuscita a padroneggiare la tecnologia Vanduul, mentre altri li maledissero per aver trasformato un’arma mortale del nemico in un giocattolo per un bambino viziato. Theo prese le distanze dalla controversia. Jovi, invece, la accolse a braccia aperte, sfruttandola per far avanzare ulteriormente la loro immagine ed iniziare a costruire un marchio.

Poi, alle porte di Esperia si presentò la Marina UEE. Gli ingegneri governativi non avevano mai compreso appieno come rendere funzionanti le navi Vanduul catturate, sicuramente non ai livelli mostrati da Victor Hurston, perciò si affidarono ad Esperia come consulente. Quando Theo ed il suo team dimostrarono il loro valore, il governo si approcciò ad Esperia con un progetto ancor più ambizioso – la costruzione di repliche di navi Vanduul da utilizzare nelle esercitazioni della Marina. Per riuscire a soddisfare il contratto governativo, Esperia ebbe il bisogno di espandere velocemente la loro capacità produttiva. Jovi lavorò giorno e notte perché ciò accadesse e la cosa diede i suoi frutti. È da allora che Esperia è nel libro paga della Marina.

Dopo aver espanso le loro operazioni per soddisfare il contratto governativo, Esperia disponeva finalmente delle strutture per riuscire a produrre repliche di qualità anche per il settore privato. In poco tempo, diverse astronavi prossime alla scomparsa iniziarono a volare nuovamente per l’Impero come fedeli riproduzioni Esperia. I clienti più facoltosi facevano la fila per avere la possibilità di volare in una di queste navi in edizione limitata.

Recentemente, il rapporto speciale tra Esperia ed il governo UEE gli ha permesso di accedere nel Sistema Kabal, per catalogare e valutare le antiche navi Tevarin trovate lì. In seguito a questa visita hanno portato sul mercato la Prowler, famosa nave da trasporto truppe, faticosamente costruita per ricreare lo spirito della nave originale, seppur aggiornandola con caratteristiche e comfort contemporanei. La Prowler si unisce alle repliche della Glaive e della Blade Vanduul che la società ha recentemente venduto al pubblico nell’ambito di un nuovo piano aziendale promosso dall’attuale CEO Charlotte Hussion.

Esperia ne ha percorsa di strada da quando Jovi e Theo iniziarono il viaggio come archivio di progetti introvabili. Eppure, la dedizione dell’azienda nel preservare il passato è ancora viva e vegeta e continua ad influenzarne il futuro. Ogni anno, otto studenti dell’Università di Rhetor ricevono una borsa di studio Ingstrom per il lavoro nel campo della xenoarcheologia.

 

Articolo originale disponibile presso Roberts Space Industries.