Questo portfolio è stato originariamente pubblicato nel Jump Point 5.3.

Sebbene Casse Aerospace abbia partorito il nome di una leggenda nel campo dell’ingegneria, la compagnia in sé è svanita dalla memoria di chiunque non sia un vero appassionato di astronavi. O almeno, è stato questo il caso per oltre un secolo, fino a che Anvil Aerospace non ha resuscitato uno dei progetti di Casse e, insieme a questo, l’interesse per l’uomo stesso e le navi da lui costruite.

Leonard Casse, membro della Hall of Fame dell’Istituto di Progettazione Edleson dal 2902, si è guadagnato il suo posto negli annali della storia come uno dei più grandi visionari dell’Era Messer per quanto riguardo i veicoli aerospaziali. Nonostante la massa ritenga il suo caccia Hurricane come la massima espressione della sua eredità, in verità il suo tocco nel settore non si limita soltanto a quel progetto. Citato spesso da luminari della progettazione navale come J. Harris Arnold, Silas Koerner e Jules Parliegh come grande fonte di ispirazione, l’influenza di Casse si può ritrovare in molte delle navi che volano al giorno d’oggi. Dall’umile Aurora di RSI fino alla possente Hornet di Anvil, molti tra i velivoli più famosi dell’Impero ritrovano, nel loro albero genealogico, tracce della visione unica di Casse.

Decollare

Assunto non appena uscito dall’università, nel 2587 Casse iniziò la sua carriera come ingegnere aerospaziale tirocinante presso la RSI, assicurandosi una posizione nella squadra dedita alla nave da trasporto Starbright. Questa semplice e funzionale nave, che spesso viene indicata come predecessore spirituale dell’Aurora, venne riprogettata per il modello del 2590 ed era pronta ad entrare in piena produzione. Assegnato alla revisione delle specifiche di lavorazione per il ventre della nave prima che iniziasse la lavorazione, Casse notò che il posizionamento aggiornato degli augelli, creato ad-hoc per aumentare l’efficienza del consumo carburante, avrebbe potuto causare un potenziale e pericoloso stress aggiuntivo a tutto il telaio della nave. Segnalò immediatamente la scoperta al capo progettista della Starbright solo per sentirsi dire che l’effetto era trascurabile e che avrebbe dovuto aver più fiducia dei membri più esperti della squadra.

Insoddisfatto da questa risposta, Casse portò il suo rapporto direttamente al dirigente dell’azienda, l’amministratore delegato Thessaly Vanowen. Impressionato dal giovane ingegnere, Vanowen fece creare un team indipendente separato con il compito di controllare i risultati dei test della Starbright. Due settimane dopo, il progetto venne arrestato completamente per una rielaborazione totale dei montanti interni. La Starbright 2590 venne distribuita nel 2591 e Casse fu promosso ad ingegnere nel suo team.

In seguito, la sua ascesa fu rapidissima. Nel 2595 Casse fu nominato capo progettista per la Starbright 2600. La RSI vide l’arrivo del nuovo secolo come l’occasione giusta per rilanciare la Starbright e sperava che Casse si sarebbe rivelato il candidato ideale per rivitalizzare una nave oramai invecchiata. E non deluse le aspettative. Ricostruita da zero, la Starbright 2600 venne elogiata per il suo innovativo sistema di ingresso e per il nuovissimo IFCS che si integrava perfettamente con i propulsori della nave per tempi di risposta senza pari. Ciò che prima veniva considerata “l’ennesima nave da trasporto” divenne presto “un’esperienza di volo che tutti dovrebbero avere il piacere di godersi.” Anche oggi, secoli dopo, i collezionisti cercano in tutti i modi di aggiungere la Starbright 2600 nella loro flotta personale. Forse ciò che la rende tanto apprezzata, oltre alla sua qualità, è il fatto che fu l’unica nave RSI progettata da Casse.

Un Nuovo Modo di Volare

All’inizio del 2599, non appena la linea d’assemblaggio iniziò la produzione della nave su cui aveva lavorato per quasi quattro anni, Casse annunciò che si sarebbe licenziato per fondare la sua compagnia. Secondo i biografi, Casse descrisse la sua esperienza in RSI come una lotta costante. Sin dalla prima volta che i suoi suggerimenti vennero ignorati per il suo essere tirocinante, capì che la progettazione, quella davvero buona, era spesso sacrificata per placare un’organizzazione gerarchica alla costante ricerca di provare il proprio valore. “Non appena ti ritrovi con una società che fabbrica navi dove la metà delle persone che ci lavora non ha nulla a che fare con la fabbricazione di navi, capisci che ci saranno dei problemi,” avrebbe dichiarato in un’intervista. Giurò che la compagnia che stava creando, la Casse Aerospace, sarebbe stata differente. Avrebbe assunto soltanto un piccolo gruppo di persone a cui si poteva affidare per del lavoro di qualità agli standard da lui richiesti, lasciandogli poi completa libertà. L’opinione di tutti avrebbe avuto lo stesso peso, e le decisioni finali sarebbero ricadute soltanto su di lui. Era un sistema non ortodosso per il campo della produzione navale, ma sotto la guida e la forte visione di Casse, questo stile di organizzazione orizzontale funzionò alla grande.

Era il 2604 quando Casse Aerospace rilasciò la sua prima nave, lo sloop a corto raggio Cosmo. Si trattava di una nave casual focalizzata sulla facilità di utilizzo, con uno scafo che metteva in mostra una sorta di sigillo a cerchio aperto e le ali curve che Casse avrebbe riutilizzato in tutti i suoi progetti futuri. Le recensioni di questo scafo all’avanguardia furono universalmente positive, ma sfortunatamente il periodo di lancio della nave si rivelò essere la sua rovina.

La Seconda Guerra Tevarin era iniziata l’anno prima e con le forze nemiche che si facevano strada sfondando le difese dell’Umanità, il mercato delle navi casual toccò il fondo. Essendosi affidata esclusivamente alle vendite della Cosmo, Casse Aerospace si trovò così a faticare per mantenersi a galla e decise che il miglior corso d’azione sarebbe stato unirsi allo sforzo bellico.

La Calma Prima della Tempesta

La flotta Tevarin aveva apportato significativi aggiornamenti tecnologici durante il loro esodo, e le forze della Marina UEE riuscivano a superare i loro nuovi scudi Phalanx a fatica. Nel 2605, gli ufficiali della Marina si rivolsero alle industrie aeronavali perché trovassero una soluzione. Nonostante non avesse mai lavorato ad una nave da combattimento, Casse sapeva che i crediti di un contratto così redditizio avrebbero potuto salvare la compagnia, perciò decise di progettare una soluzione per i problemi dell’Umanità.

Analizzando i filmati di combattimento delle forze della Marina contro i Tevarin, Casse giunse alla conclusione che cercare di sopraffare gli scudi Phalanx era una causa persa. Il grosso del danno che la Marina riuscì ad infliggere agli alieni si verificò quando questi ultimi vennero presi alla sprovvista. L’obiettivo del suo progetto era quello di aumentare la frequenza con cui tali opportunità si sarebbero verificate andando così a massimizzare il danno inflitto durante ogni attacco. Per aiutare la sua nave a raggiungere questo obiettivo, prese in prestito una pagina dal libro dei suoi nemici. Se i Tevarin operavano a squadre di due, un pilota ed un operatore degli scudi, anche la sua nave sarebbe stata gestita da un team, un pilota ed un cannoniere. Il progetto che mostrò alla Marina era in netto contrasto con quanto presentato dal leader dell’industria Aegis, e tutti restarono di stucco quando la Marina firmò il contratto con l’insolito contendente. Casse Aerospace iniziò immediatamente a lavorare su quella che in seguito sarebbe diventata la Hurricane.

Lanciata nel tardo 2607, la Casse Hurricane soffrì di alcuni ritardi durante le fasi di test. Nonostante ai piloti piacesse il rapporto peso-potenza e la forza d’attacco extra offerta dalla sua torretta quadrupla, l’alto tasso di coordinazione necessario tra pilota e cannoniere aveva una curva d’apprendimento molto ripida. A causa di questo, la Hurricane non entrò nel vivo della battaglia fino al 2609. Tramite l’utilizzo dei loro effetti devastanti in una manciata di operazioni chiave, la guerra finì poco dopo il loro dispiegamento, nel 2610.

Cercando di trarre vantaggio dal successo della Hurricane, Casse Aerospace sfruttò la benevolenza ottenuta per aggiudicarsi un contratto per la progettazione di una nave da pattuglia a lungo raggio adatta a controllare il crescente fronte Xi’an. Tuttavia, prima che la nave potesse essere finita, nel 2615 Leonard Casse morì tragicamente a causa di una collisione mortale in atmosfera. Annaspando in seguito alla perdita del suo fondatore e leader, Casse Aerospace tentò di portare a termine il progetto, ma senza il coinvolgimento personale di Casse gli ufficiali dell’esercito persero la fiducia e staccarono la spina.

Continuando a sopravvivere grazie alle vendite della Hurricane, Casse Aerospace tentò di tornare alle proprie radici e rilasciò una Cosmo aggiornata ma ancora una volta, senza Casse, non arrivò il tanto sperato successo commerciale. La compagnia era messa male, e quando la Marina annunciò che la Hurricane sarebbe stata ritirata dal servizio attivo, fu l’inizio della fine. Il mercato venne così sommerso dalle Hurricane in eccedenza e non ci furono nuove vendite. Con una scelta d’opzioni davvero esigua, il consiglio vendette l’azienda ad una società di investimenti. Passò poi di mano diverse volte prima di finire in amministrazione controllata e divenire nulla più che una nota a piè di pagina nella storia scritta il secolo seguente.

La Generazione Successiva

Quando J. Harris Arnold frequentava la sua scuola, era ossessionato dai lavori di Leonard Casse. Per lui, l’oramai dimenticato ingegnere rappresentava tutto ciò che amava riguardo la progettazione navale. Quando fondò la sua compagnia di produzione di astronavi, Arnold traeva forte ispirazione dai lavori di Cassel così come dal suo modello di business, utilizzando tra l’altro gli stessi elementi distintivi come ali ricurve ed il sigillo a cerchio aperto sulla parte superiore. Le similarità erano tali che Arnold e la sua neonata compagnia, Anvil Aerospace, vennero citati in giudizio dalla holding che aveva acquistato i diritti sui progetti di Casse. Arnold decise di risolvere il caso acquistando tutto il portfolio di Casse Aerospace. Arnold, ora proprietario dell’eredità di Casse, vide un’opportunità per riutilizzare i progetti originali della compagnia, in particolare uno che non si era ripresentato per circa settant’anni.

Lo UEE stava soffrendo mentre gli attacchi dei Vanduul a Caliban aumentavano di frequenza ed in maniera simile a quelli che avevano portato alla caduta di Virgil e Tiber. Desiderosi di cambiare la situazione, i pezzi grossi della Marina cercavano una nuova nave che potesse ridurre il tempo in combattimento dei suoi piloti. La loro teoria voleva che più velocemente si fosse riusciti ad eliminare un caccia Vanduul, minore sarebbe stata la possibilità di subire perdite Umane. Anvil fornì la soluzione sotto la forma di una resuscitata Hurricane. Il design aggiornato portava ancora tutti i tratti distintivi dell’originale di Casse, con l’aggiunta della comprovata esperienza in ambito bellico di Anvil. Il risultato fu una svolta totale nella guerra, e nel 2878 una nuova generazione di piloti della Marina iniziò ad utilizzare la Hurricane con effetti devastanti.

Ad oggi, Casse e la compagnia da lui fondata hanno finalmente preso il posto che gli spetta nei libri di storia, grazie all’impegno di Arnold e molti altri che si sono impegnati a mantenere vivo il loro ricordo. Sebbene durante la sua vita abbia progettato soltanto tre navi, il contributo di Leonard Casse si è esteso ben oltre ciò che ha lasciato nel cantiere navale, in quanto è divenuto fonte d’ispirazione per innumerevoli persone che hanno iniziato a vedere l’universo in maniera leggermente diversa. La targa in suo onore presso la Hall of Fame dell’Istituti di Progettazione Edleson cita una frase di Casse: “I buoni progetti risolvono i problemi, i cattivi progetti ne creano di nuovi.”

Articolo originale disponibile presso Roberts Space Industries.