Behring, la compagnia che produce alcune tra le armi più grosse dell’Universo e che nasconde qualche segreto…


La Divisione di Tecnologia Applicata Behring (Behring Applied Technology – BAT) si trova in uno stato interessante: nonostante la sua esistenza sia uno dei segreti peggio nascosti della galassia, nessuno sa con certezza l’impatto e l’espansione che ha sulle tecnologie (e altro) dell’esercito. I documenti di registrazione per il consorzio armi di Behring non fa riferimento alla suddetta divisione, le indagini della stampa vengono ignorate o evitate, e negli organigrammi aziendali non si trova assolutamente nessuna traccia… quel che è certo è che una buona fetta dei profitti della compagnia risultano scomparsi ad ogni rapporto spesa pubblicato. Per anni menzionare la divisione è stato proibito. È stato ad un pranzo che, sottoposto ad alcune domande pressanti, Evan Behring stesso ha ammesso che la divisone esiste, seppure per “produrre beni casalinghi di prossima generazione.” Ad oggi, la compagnia riconosce l’esistenza di BAT, ne conferma la responsabilità per gli armamenti pesanti che si trovano sulle navi da guerra della marina, eppure nega il fatto che possa avere un ruolo più ampio nel campo di alcune ricerche top-secret.

Nonostante l’esistenza di BAT sia ufficialmente negata, le conseguenze del suo lavoro sono sempre state visibili ed ampiamente riconosciute in tutta la galassia; dopotutto, anche prima che ne venisse ammessa l’esistenza, le enormi armi laser utilizzate dalle navi UEE dovevano pur venire da qualche parte. Grazie alla raccolta di voci di corridoio e testimonianze e soprattutto il passare del tempo, la lunga storia di BAT, radicata nei primi giorni di volo spaziale, è oramai ben conosciuta. Il consorzio Behring venne fondato nel 2554 grazie alla fusione di diverse dozzine di piccoli laboratori e centri di ricerca e sviluppo. Questa organizzazione diede origine al famoso laboratorio di Terra responsabile delle armi laser standard e di molte altre innovazioni targate Behring. Nell’ombra, però, nacque anche BAT. Inizialmente nascosta su una luna di Terra (ed ora situata sotto la superficie di Vili, la luna di Odin II), BAT aveva il compito di soddisfare le esigenze dell’esercito riguardo i progetti più segreti. BAT è conosciuta per il suo atteggiamento inflessibile verso la sperimentazione e la ricerca; gli scienziati e gli ingegneri che fanno parte del team hanno lavorato incessantemente e lealmente per creare sia armi di conquista che di difesa tramite differenti progetti di stampo politico.

Fino ad oggi è stato difficile dire quali siano le innovazioni scaturite da BAT, a parte il fatto che la divisione deve essere la responsabile per gran parte dell’armamentario delle ammiraglie UEE. Il fatto che Behring non abbia preso i meriti per le armi o le altre tecnologie presenti su tali vascelli è una certezza. Si crede tuttavia che BAT abbia sviluppato tecnologie in diversi campi, che si possono trovare in molti miglioramenti per gli scudi, per la propulsione, la schermatura laser e le tecnologie di telerilevamento. Quel che è certo al giorno d’oggi è che la mascotte non ufficiale della divisione BAT è Barrie, un pipistrello accuratamente dipinto su innumerevoli prototipi di armi mortali.

Torrette per Ammiraglie
In particolare, è al laboratorio di Tecnologia Applicata Behring che si devono due tipi di armi ad alto rendimento per ammiraglie: le armi Anti-Ship Artillery (ASA) e le torrette Ship to Ship (STS). Le torrette ASA sono progettata semplicemente per proteggere le navi più grandi da quelle più piccole. Con sistemi idraulici scattanti ed interfacce per l’aggancio degli obiettivi integrate, le torrette ASA sono generalmente situate in cerchio attorno allo scafo della nave ammiraglia, per offrire il più vasto campo di protezione possibile. Le torrette ASA montano armi laser di taglia piccola simili a quelle trovate sui veicoli civili. La fregata militare Idris-M, ad esempio, monta sei torrette ASA provviste di laser Behring M3C.

Le torrette Ship to Ship sono di tutt’altra categoria di potenza, progettate per sfondare gli scudi e gli scafi delle altre navi più grandi. Nonostante pecchino in termini di reazione rispetto alle torrette ASA e si trovano spesso inadatte a servire da copertura antiproiettili, il calibro decisamente più alto di queste armi assicura che ogni colpo sparato contro un caccia o un bombardiere significa morte certa. Come i cugini più piccoli, le torrette STS sono modulari e possono essere personalizzate con una vasta gamma di armi. Ad esempio, la Idris-M monta una serie di torrette STS ‘stinger’ con un cannone laser Behring M5C. Il cavallo di battaglia della Marina, il distruttore Javelin, monta un paio di cannoni laser Behring M6A su torrette STS standard.

Sebbene la compagnia sia responsaibile della produzione dei componenti, del contenimento del campo antimateria e di altri processi importanti nello sviluppo delle torrette, con ogni probabilità il progresso più importante che le sia stato accreditato è lo sviluppo dei kit di interfase degli scudi, che oggi costituiscono lo standard di tutte le torrette. Prima del 28° secolo, si credeva impossibile progettare un sistema di scudi che potesse funzionare con una torretta rotante; laddove i primi scudi nascevano con un ‘punto cieco’ che permettesse ai cannoni di sparare all’esterno da una posizione prestabilita, questi scarseggiavano nel fornire lo stesso servizio con le torrette semoventi. Le navi ammiraglie di qualche tempo fa dovevano disattivare completamente gli scudi prima di fare fuoco, cosa che rendeva l’armamento di armi anti-astronavi impraticabile. Grazie ai kit interfase di BAT, si può sparare con quasi tutti i tipi di arma senza disattivare nulla.

Cannoni a Rotaia
Cosa fareste se aveste la più grossa arma della galassia? BAT si offre di rispondere a questa domanda proponendovi il loro enorme sistema di cannoni a rotaia a 130mm “Ship Buster”. È il più potente cannone a rotaia a ricarica singola nello spazio conosciuto, un suo singolo colpo è in grado di sfondare un distruttore come fosse una lattina. Un singolo Ship Buster è montato sulla chiglia della portaerei Bengal, mentre una serie di questi costituisce la forza d’attacco della Retribution. Questi cannoni a rotaia sfruttano la stessa tecnologia dei cannoni a massa standard per caccia, impiegata su una scala ben più vasta che una volta si pensava impossibile da raggiungere. A generare la potenza necessaria per far sparare questi bestioni da 130mm servono migliaia di migliaia di elettromagneti.

Operazioni Segrete
Sembra innegabile che BAT sia coinvolta in ricerche per operazioni segrete. I recenti progressi nel telerilevamento, camo automatizzate e tecnologie di propulsione semoventi sembrano nate direttamente dai laboratori super-segreti di Behring. Nonostante tutto questo non verrà mai formalmente confermato, i trilioni di UEC investiti nelle ricerche svolte nel sottosuolo di Vili potrebbero facilmente aggiornare gli attuali calibri laser della Marina decine di volte. Ci sono prove tangibili che un certo numero di eminenti xenobiologi siano svaniti nel nulla, trasferiti al reparto operazioni segrete dell’esercito. Che sia vero oppure no, i complottisti credono che stiano prendendo parte a vivisezioni di prigionieri di guerra Vanduul.

Traduzione a cura di Alex Miura.
Articolo originale disponibile presso Roberts Space Industries.