La nuova programmazione di rilascio della 3.0 getta luci ed ombre sull’attuale processo di sviluppo di Star Citizen. Vediamo quali sono.


L’hype, si sa, è una brutta bestia. Crea aspettative e speranze che poi, spesso, finiscono per essere deluse. E chi segue Star Citizen da anni lo sa bene, per cui dovrebbe aver imparato, almeno in teoria, ad evitare di riporre troppe attese in un processo di sviluppo complicato, lento e, soprattutto, assai poco trasparente.

Quello che è successo stanotte è l’ennesima riprova di tutto questo. La pubblicazione della programmazione di rilascio della 3.0 doveva essere una pietra miliare nella storia del progetto Star Citizen, ben più del rilascio della 3.0 stessa. Questo perché avrebbe dovuto smentire le voci, sempre più insistenti, di un imminente fallimento della compagnia, avrebbe dovuto rispondere a tono a chi, da anni, asserisce che il gioco sia una frode, e, più semplicemente, avrebbe dovuto confortare i backer di vecchia data che, come me, hanno visto un progressivo deterioramento nelle capacità comunicative della CIG, di per sé già non eccelse.

Ebbene, un po’ come per lo streaming di Natale, anche questa volta la CIG non solo ha disatteso le aspettative, ma ha compiuto l’ennesimo, clamoroso passo indietro.

Chi ha già dato un’occhiata alla programmazione di rilascio della 3.0 (la pubblicheremo in Italiano più tardi in giornata, imprevisti permettendo), avrà capito che non siamo di fronte ad una 3.0. Forse possiamo definirla una 2.99. Magari una 2.9. Dai, facciamo che è una 2.7 e pace. Perché la 3.0, nella forma in cui è stata descritta in quell’articolo, non è la 3.0 che era stata tanto decantata a partire dallo scorso GamesCom a questa parte (parliamo di quasi un anno fa).

Manca il sistema Stanton, con ArcCorp da implementare con la 3.1 ed Hurston, Microtech e Crusader, gli altri pianeti di Stanton, in arrivo con la 3.2 (per maggiori informazioni, andate a leggere il punto 3 del Post Scriptum). Manca il nuovo netcode, di cui non è possibile trovare traccia. Manca il gameplay relativo al mining, che è completamente assente dal report. Mancano gli NPC, che pure saranno introdotti, forse, con la 3.2, mentre il modello dei personaggi femminili arriverà con la 3.1.

E questi sono soltanto alcuni dei “grandi” assenti o ritardatari. Quasi sicuramente, tra le tante scritte, diciture e sigle, si annida qualche altro assente speciale di cui, al momento, non riesco a tenere traccia. Ma non è tanto questo a preoccuparmi. I ritardi, si sa, fanno parte della storia di qualsiasi processo di sviluppo, in particolar modo di quello di Star Citizen. A suonare un campanello d’allarme, invece, è la sempre minore trasparenza della CIG con i propri backer.

Behaviour, azienda di outsourcing cui la CIG aveva affidato lo sviluppo di vari ambienti, tra cui GrimHEX, ArcCorp e Levski, pare aver cessato a Dicembre i suoi rapporti con la casa di Chris Roberts, il quale ha laconicamente affermato che “Behaviour è passata a lavorare ad altri progetti”. Con il senno di poi, ora appare evidente l’assenza della Behaviour dai report mensili successivi a quello di Gennaio. Purtroppo, i veterani ricorderanno come un evento simile sia già accaduto due anni fa, quando la Illfonic, società appaltatrice cui era stato affidato lo sviluppo del modulo FPS di Star Citizen, cessò i rapporti con la CIG per questioni riguardanti la qualità del prodotto da loro completato. E da allora, dovemmo aspettare un altro anno e mezzo prima di veder rilasciato Star Marine. Questo, se non altro, dovrebbe far suonare diversi campanelli di allarme.

Ma non è tutto. Solo qualche mese fa, Brian Chambers, Produttore Senior della CIG, in una intervista esterna confermò la presenza del mining all’interno dell’aggiornamento 3.0. Cosa che fu ulteriormente ribadita poco dopo da altri membri della CIG. Ebbene, il mining, come già fatto notare poco sopra, è uno dei grandi assenti di questa roadmap che ci dovrebbe portare dalla 3.0 alla 3.2 entro l’inizio del prossimo anno. Gli interrogativi a questo punto si sprecano. Perché annunciare una funzionalità, per poi ritirarla completamente dalla programmazione solo un paio di mesi dopo? Perché insistere sul fatto che la 3.0 avrebbe fornito quanto inizialmente promesso, pur sapendo da Dicembre che c’erano degli evidenti e grossi problemi di sviluppo, causa la cessazione della partecipazione di Behaviour al progetto, quantomeno nelle forme a noi note?

Qualcuno obietterà che lo sviluppo è un processo dinamico e, quindi, le cose possono cambiare da un giorno all’altro. Qualcuno urlerà alle trovate di marketing. Qualcuno probabilmente andrà sbandierando a destra e manca che:” Io ve l’avevo detto”. Fatto sta che, purtroppo, la CIG conferma la sua incapacità di intrattenere delle comunicazioni chiare con i suoi backer e, cosa forse ancora peggiore, la sua totale inadeguatezza nell’operare un controllo danni efficace quando si verificano situazioni simili. Perché ripulire i post, o mettere la gente in probation, impedendo loro di scrivere sui forum, NON è un controllo danni efficace.

Insomma, siamo di fronte all’ennesimo scivolone della CIG. E le conseguenze, ancora una volta, hanno un effetto domino su tutto. Lascio a voi il riflettere su quale potrebbe essere l’impatto, in termini di tempi di sviluppo, di quanto appreso oggi sull’intero progetto. E non dubito che le richieste di refund si facciano ancora più numerose, cosa che andrà a danneggiare ulteriormente il progetto.

Ben fatto, CIG.

Ancora una volta, il cercare di tenere i backer all’oscuro di una serie di movimenti importanti arrecherà danno al gioco ed alla società stessa. Perché informarci con quattro mesi di ritardo della supposta conclusione del lavoro di Behaviour, per lo più in occasione di un evento tanto atteso come il rilascio della programmazione di sviluppo della 3.0, non può far altro che sollevare un nuovo vespaio. Altro che controllo danni.

A questo punto della vicenda, il mio consiglio personale, da appassionato (per ironia) del gioco, a chiunque nutra qualche dubbio sullo sviluppo di Star Citizen è: se avete investito troppo nel progetto, fate refund e tenetevi un pacchetto base. Se non lo avete ancora, aspettate ALMENO il rilascio della nuova 3.2 (che grosso modo, coinciderà con la 3.0 originale). Se invece volete continuare imperterriti a seguire lo sviluppo del gioco con me e lo staff di Star Citizen Italia, sarà il caso che ci mettiamo comodi. Ne vedremo ancora tante.

Questo non vuol dire che non varrà la pena di seguire il processo di sviluppo in sé o che il progetto stia naufragando (altrimenti non saremmo più qui a discuterne), ma significa che la natura stessa dello sviluppo di Star Citizen è molto complicata e non è per tutti. Per cui se nutrite dubbi sul titolo, se per voi è, come lo definiscono molti, una frode, allora questo gioco non fa per voi. Fate refund o prendetevi una lunga pausa dal seguire il titolo e ritornate per Dicembre 2017.

Ovviamente, potete anche abbandonare ogni speranza per SQ42 entro fine anno. Se l’IA per NPC uscirà con la 3.2 a Gennaio 2018, è altamente improbabile la possibilità di vedere la campagna singleplayer nel 2017. Ci godremo, forse, il vertical slice al CitizenCon, ma non più di tanto. Sicuramente potrei anche sbagliarmi, dato che lo sviluppo di SQ42 segue binari paralleli, ma non identici a quelli di SC; tuttavia, la CIG ci ha abituati più ai ritardi che altro, per cui le probabilità che si verifichi qualcosa di simile sono basse.

Soltanto il tempo ci dirà come stanno realmente le cose. E sinceramente, se SQ42 uscirà davvero entro la fine dell’anno… Beh, di certo non mi troverete a tradurre la notizie, mi spiace :D.

Ci vediamo nel ‘Verse,
Darnos

PS: a fronte dei commenti espressi sia sul gruppo Fb che sul forum, mi trovo nella condizione di dover esprimere con chiarezza una paio di punti, cosa che speravo non fosse necessaria.

1 – Il presente articolo non critica tanto i contenuti della programmazione di rilascio della 3.0, quanto piuttosto l’assenza di trasparenza e di chiarezza della CIG con i backer. Nella fattispecie, il sottoscritto è preoccupato dell’ondata di pubblicità negativa che questo “coming out” improvviso creerà, la quale probabilmente si sarebbe potuta mitigare con comunicazioni più frequenti, trasparenti e tempestive su argomenti importanti come quello di Behaviour.

2 – Il consiglio di fare refund rivolto a quanti non sono convinti del progetto è mirato a fare l’interesse della comunità. Tutto lo staff di SCI non fa gli interessi della CIG, ma della comunità. Se avete il dubbio se fare refund o meno, è meglio che voi stiate tranquilli in real. Non vi sto dicendo nulla di nuovo, vi sto solo consigliando di accelerare il naturale corso della vostra decisione, cosa che, in quasi cinque anni di Star Citizen, ho visto accadere più e più volte. Ciò non vi impedirà di continuare a seguire il progetto, se sarete ancora interessati, o di tornare sui vostri passi in futuro e riprendere un pacchetto.

Badate, però: un refund è qualcosa di irrevocabile. Se decidete di farvi restituire i soldi, perderete qualsiasi benefit incluso nei vostri pacchetti e non li potrete più recuperare.

3 – Infine, ho notato (a dire la verità, ne sono rimasto parecchio stupito) che è passata l’associazione niente pianeti = niente esplorazione a terra. Per quanto il sistema Stanton non sarà incluso nella 3.0, ma verrà con la 3.1 e la 3.2, la 3.0 conterrà comunque il pianeta di Delamar e le tre lune di Crusader. SIA IL PIANETA CHE LE LUNE SARANNO COMPLETAMENTE ESPLORABILI A TERRA. Quindi, l’esplorazione e gli avamposti planetari sono comunque inclusi nella 3.0. Pensavo fosse scontato, ma come mi è stato fatto notare da alcuni ragazzi, probabilmente è meglio metterlo in chiaro per evitare ambiguità.