Dal momento che lo UEE ha contatti con gli Xi’an da moltissimo tempo, e poiché gli scambi culturali non sono sempre stati alla base della loro storia, le parole Xi’an non sempre sono state trascritte in caratteri romani allo stesso modo. Per esempio, sono molti i contesti nei quali anche il nome stesso degli Xi’an viene spesso scritto Xi’An con una “A” maiuscola nel mezzo. Questo è iniziato secoli fa a causa di idee sbagliate sulla scrittura Xi’an. Anche il nome del pianeta degli Xi’an Kaua viene comunemente pronunciato Cáwa, una conseguenza di come venne percepito secoli addietro da ascoltatori che non parlavano fluentemente il linguaggio Xi’an. Il lignaggio della famiglia Imperiale Xi’an (tecnicamente:  Kr.ē) nel linguaggio comune di ogni giorno si scrive Kray. I nomi propri Xi’an come U.al, R.ēth, e S.oam si possono spesso trovare scritti come Wal, Rayth e Soahm. Questi metodi di scrittura non sono completamente errati e gli Xi’an non si offendono nel vedere i loro nomi scritti in quel modo, ma questa umanizzazione nella scrittura del loro linguaggio non tiene in considerazione il fatto che il linguaggio Xi’an sia una lingua tonale e perciò le variazioni di tono sono molto importanti.

Ecco a voi lo SRX (Standard Romanized Xi’an – Romanizzazione Standard del linguaggio Xi’an): una lista di considerazioni sviluppata tramite la collaborazione tra l’Ufficio Diplomatico UEE di Protocolli Xenolinguistici (DC OxLP) e l’Accademia Imperiale Xi’an. Sfogliando lo SRX probabilmente avrete già notato i punti interstiziali (esempio:  Kr.ē) e gli apostrofi interstiziali (esempio:  Xian) come anche le virgolette “orfane” (es.:  Li) . Questi segni di punteggiatura sono stati selezionati dal repertorio dei simboli della lingua umana perché riescono a descrivere approssimativamente le diacritiche annotative che gli Xi’an utilizzano nella loro ortografia nativa (il loro sistema di scrittura). Il sistema tonale Xi’an verrà spiegato nel dettaglio in una prossima occasione. Per ora, abbiamo creato questa guida perché non vi sentiate del tutto persi quando leggerete il dizionario Xi’an.

Una Guida agli Indicatori di Tono nello SRX
naithlūn : profonda comprensione ed apprezzamento per qualcosa: esempio di tono neutrale
Entrambe le sillabe di questa parola vengono pronunciate con un tono  Non devono ricevere accenti o enfasi particolari. NAI  (letterale) + THLŪN (dove TH si pronuncia F con la lingua tra i denti e la ŪN è pronunciata con la U allungata). Il suono THL viene considerato un suono singolo dagli Xi’an e noi lo produciamo pronunciando ad esempio le lettereF ed L molto velocemente. Tenete una voce neutrale e rilassata quando pronunciate naithlūn e date ad entrambe le sillabe il medesimo tono, né troppo alto né troppo basso. Attenzione, non sono presenti né punti né apostrofi.

tyo’ma : cultura : esempio di tono discendente
Questa è la modalità tonale più comune del linguaggio, specialmente nell’utilizzo di parole a due sillabe. TYO (una sillaba in cui TY deve essere considerato come un insieme di consonanti) si pronuncia con un tono medio-alto e MA ricade verso un tono medio-basso. Alla maggior parte degli umani che non parlano già un linguaggio tonale parrà di sentire un accento particolarmente pesante su TYO. L’apostrofo indica che il tono ricade su MA.

m.oa : tutto, totale, ogni : esempio di tono basso
Questo andamento tonale con un singolo punto interstiziale indica che il tono è basso.  M.OA si pronuncia come una sillaba singola, proprio come se si indicasse l’oramai estinto volatile terrestre, ma la voce viene mantenuta bassa in egual misura sia sulla O che sulla A, cosa che i linguisti descrivono come dittongo. Il punto che indica il tono basso è solitamente posizionato dopo la consonante, se presente, o prima della vocale se non c’è nessuna consonante. Un ottimo esempio di questo è la particella grammaticale .U che marca le parole o le frasi che forniscono un contesto per i costrutti verbali.

Li : il ‘percorso’ di una vita vissuta : esempio di tono alto
Questo andamento tonale con delle virgolette solitarie (”) indica che il tono è alto.  Questa punteggiatura si può trovare nelle parole composte da una sola sillaba e sulla seconda sillaba laddove il tono si alza. La maggior parte degli andamenti ascendenti non arriva al tono più alto, ma in certe parole è importante “arrivare al massimo” ed è in questi casi che si utilizza la punteggiatura per indicare il tono alto. È importante notare che molte parole con un tono alto intrinseco come Li fanno cadere il loro normale tono alto e quando combinate vanno a formare andamenti tonali discendenti. Ad esempio nella parola Lit.oua. Questo è lo spelling dello SRX per quanto riguarda la tradizione “religiosa” che negli scritti UEE potreste aver trovato come Li’tova o Litòva. In questa parola la sillaba iniziale LI viene pronunciata con un tono medio-alto. Le sillabe con un tono alto naturale sono solite mantenerlo solo quando sono l’ultima sillaba di una parola composta. Ad esempio in n.aiLi, (“illuminazione minore” della tradizione Li’tova). In questa parola, NAI si pronuncia con un tono medio-basso oppure neutrale e va ad aumentare su tonalità più alte sulla LI. Questo è un andamento ascendente verso l’alto e in questa lingua è piuttosto comune.

y.au : questo/a (indica questa cosa) : esempio di tonalità ascendente normale
Anche questo andamento tonale è piuttosto comune nel linguaggio Xi’an, anche se meno presente della tonalità discendente. Utilizza sia un punto che un apostrofo per indicare che la prima sillaba ha toni più bassi rispetto alla seconda. È importante notare che questo punto sostanzialmente forma una coppia con l’apostrofo. Devono essere letti insieme. La sillaba YA non è tecnicamente bassa come potreste pensare. Infatti, è soltanto medio-bassa. Similmente, la seconda sillaba U è soltanto medio-alta. Molti studiosi della lingua Xi’an trovano questa ambiguità nello SRX fastidiosa, ed in passato alcuni umani hanno provato ad adottare la virgola al posto del punto per segnalare questo andamento tonale, sostenendo che avrebbe migliorato la similarità con l’ortografia diacritica nativa del linguaggio Xi’an. Tuttavia, in seguito alle numerose obiezioni, è rimasto il binomio punto + apostrofo. Lo SRX comunque smorza il problema di questa ambiguità grazie al fatto che nel linguaggio parlato, in quasi TUTTI gli andamenti tonali, tra una partenza medio-bassa ed una bassa che in seguito vada ascendendo non c’è praticamente nessuna differenza. Questo per dire che non è veramente necessario marcare in modo particolare un tono basso per differenziarlo da uno medio-basso, in quanto il linguaggio moderno non fa questa distinzione, tranne che in alcune parole dialettali o in gergo che difficilmente sentirete. Quando i linguisti trascrivono delle note sul dialetto tramite lo SRX, una tonalità bassa che va in ascesa viene indicata con .. come nel termine in gergo giovanile Xi’an m..âman (“matto come un umano” – termine invero positivo, che indica la capacità di un individuo di divertirsi senza inibizioni). In questa parola la prima sillaba è bassa e nell’ascendere raggiunge un tono alto. Non vi capiterà di trovarla in un discorso quotidiano. Parleremo ulteriormente degli andamenti più avanti, ma è importante essere in grado di riconoscere una tonalità ascendente-discendente come in .ithlea (morale; etica; “la scelta giusta”). La I è medio-bassa. THLE è medio-alta. Ed infine la A discende nuovamente in tonalità medio-bassa.

Doppie vocali e Dittonghi
Ora, spendiamo qualche parola riguardo le vocali lunghe indicate dai macron e dalle doppie i (ā, ē, ii, ō, ū). Fare una distinzione appropriata della lunghezza delle vocali nel linguaggio Xi’an è leggermente più importante rispetto all’utilizzare un tono perfetto. È più facile che veniate fraintesi per l’utilizzo errato delle doppie piuttosto che per aver parlato con un tono troppo alto o troppo basso. Ad esempio, .i (scelta; selezione) e .ii (multiplo; duplicato; accoppiamento). Oppure al (estroverso; esterno; esternare; discostare; uscire; esportare) e āl (meditazione profonda; meditazione fugace; fantasticheria). Ci possono essere inoltre degli incroci tra tono e lunghezza delle vocali necessari per pronunciare il termine corretto. Ad esempio a (oggetto; cosa tangibile) o a (calzare; starci dentro) oppure (continuazione; movimento (in avanti)). Anche ii (luce; luminosità; splendore) si può comparare ad ii e .i. Continuando con le comparazioni: ia (“epico” (sacro, nel senso di “al di là di ogni possibilità di comprensione”)) rispetto a iia (pianta (termine generico per i vegetali); flora (contrapposto a fauna)). Queste distinzioni si verificano anche nelle coppie di dittonghi: Ai*/*āi,, ao*/*āo, e oa*/*ōa. (Notare che ia ed ea non sono tecnicamente considerati dittonghi dai linguisti Xi’an, ma molti umani li percepiscono come tali). È meglio imparare queste distinzioni ascoltando dei madrelingua ed imitandoli.

Infine, una nota su u+a, e, i, o e i dittonghi: in questo contesto si pronuncia ‘W’. Perciò ua = wah, ue = weh, ui = wee, uo = woh. Questo è vero qualora sia accoppiato con altre consonanti. Pua,, nua e kuo si pronunciano pwah, nwah e kwoh, non pu-ah, nu-ah o ku-oh. Similmente, la ‘Y’ si pronuncia insieme alle altre consonanti. Non è mai come una vocale singola come nel linguaggio UEE comune.

Articolo originale disponibile presso le Roberts Space Industries.