È tempo di un nuovo Portfolio! In questo articolo leggiamo degli umili inizi e delle vicende che portarono la Kruger Intergalactic, il produttore dei cannoni Gatling Tigerstreik e dei minicaccia Merlin ed Archimedes, a diventare il colosso che oggi conosciamo!


 Un Inizio Umile ma Determinato
“Perfezione in ogni componente”. Queste sono le parole che erano appese fuori dalle mura di un’officina improvvisata in un hangar in affitto di Magnus, e che sarebbero diventati i principi fondanti della compagnia oggi nota come Kruger Intergalactic.

Nonostante il suo successo, in pochi conoscono le umili origini di questo colosso dell’industria. Nel 2558, Ozell Kruger aprì un’officina sul suo pianeta natale, Borea, nel Sistema Magnus. Per onorare il retaggio della sua famiglia, Ozell chiamò la compagnia Kruger Intergalaktische. La capacità della sua azienda di fornire prodotti di alto livello in tempi e con budget ridotti impressionò velocemente i clienti. Comunque, fu un caso fortuito che Ozell entrò in affari proprio durante il boom di Borea, che aiutò moltissimo nella crescita della sua piccola azienda.

Sfruttando questa considerevole spinta, la Kruger Intergalaktische, partendo da queste umili origini, crebbe fino a diventare una compagnia multi-miliardaria, specializzata in componenti personalizzati lavorati con grandissima competenza e, di recente, nella creazione di armi e navi complete, incluso il popolare cannone a rotazione Tigerstreik ed il minicaccia P-52 Merlin.

Il Complesso Militare
Con l’espansione della Marina, il denaro UPE invase il pianeta che, per un po’, divenne uno dei principali punti di snodo militari e la base dove veniva costruita buona parte delle navi. All’epoca, la Kruger era ancora una piccola azienda che non disponeva dell’infrastruttura o dell’apparato produttivo necessari per competere con gli appaltatori del governo, per cui si concentrò sull’assicurarsi dei sub-appalti per la produzione dei componenti per le compagnie più grandi. Il punto di forza della Kruger era la capacità di produrre una vasta gamma di parti per qualsiasi utilizzo, dalle armi fino all’equipaggiamento necessario per la costruzione delle navi. Con i produttori che facevano tutto il possibile per rispettare ed evadere le consegne, mentre l’altissima reputazione della Kruger continuava a diffondersi ad elevata velocità, i suoi servizi divennero sempre più richiesti. Fu in questo periodo che la Kruger iniziò quelli che sarebbero diventati i suoi rapporti commerciali di lunga durata con la Behring e la RSI. Dalle punte ad emissione laser del P8-AR della Behring fino ai componenti essenziali attentamente e scrupolosamente forgiati per le navi ammiraglie, i pezzi prodotti e progettati dalla Kruger divennero rapidamente fondamentali per molti oggetti e velivoli.

Fortunatamente per la Kruger, questa confluenza di eventi si verificò prima dello scoppio della bolla dell’industria militare di Magnus. Nel 2751, la UEE spostò i suoi centri principali di produzione delle navi nel Sistema Kilian. Poiché ciò indusse numerose compagnie a chiudere bottega o ad abbandonare il Sistema, l’economia di Magnus collassò. Ciò nonostante, la Kruger non soltanto sopravvisse a questi eventi, ma anzi prosperò. L’azienda sfruttò la situazione economica per acquistare immobili ed apparecchiature abbandonate per espandere le proprie attività. All’epoca, il CEO della Kruger, Artyom Chansiri, affermò che la compagnia sarebbe rimasta fedele al Sistema e comunicò a numerose riviste di economia che i componenti della Kruger sarebbero sempre stati “prodotti in Magnus”.

Sfortunatamente, Chansiri non fu in grado di tenere fede alle sue parole. Dal momento che gli affari legali abbandonarono Magnus, per sopravvivere gli abitanti furono costretti a dedicarsi alle attività illegali. Non ci volle molto prima che Magnus si guadagnasse la nomea di essere un Sistema sviluppato, ma con una mentalità tipicamente di frontiera. Ogni anno, la preoccupazione dei dirigenti della Kruger cresceva mentre vedevano investire una fetta sempre più grande del budget aziendale nella protezione delle proprie spedizioni.

Infine, nel 2785, dei pirati attaccarono e saccheggiarono un grande convoglio di componenti RSI realizzati dalla Kruger proprio mentre stava abbandonando il Sistema. La distruzione della catena di rifornimento della RSI mise in pericolo una delle collaborazioni chiave della Kruger, per cui la compagnia si affannò per trovare una soluzione. Anni dopo, la divulgazione di una serie di documenti aziendali rivelò che lo stesso Chansiri aveva personalmente garantito che la Kruger avrebbe abbandonato il Sistema Magnus pur di assicurarsi di continuare a fare affari con la RSI. Era solo questione di trovare una nuova patria adeguata ed economicamente vantaggiosa in cui trasferire le enormi attività della compagnia.

Alla fine, la Kruger identificò il luogo ideale su Castra II, vicino Sherman. Il pianeta era in origine una base militare costruita durante la guerra fredda con gli Xi’An. Nel 2789, le relazioni con gli Xi’An erano migliorate abbastanza da ridesignare l’utilizzo del Sistema come civile. Dotato di enormi spazi dal costo contenuto, una solida infrastruttura e, cosa molto più importante, di rotte di trasporto sicure, Sherman era un luogo ideale. Nel momento in cui il pianeta venne aperto anche alle entità non militari, la Kruger si trasferì. Da allora, Sherman ospita il loro quartier generale.

Il trasferimento della Kruger su Sherman non cambiò soltanto il luogo delle operazioni della compagnia, ma anche il suo nome. Il presidente di Castra II, Leon Osborne, indisse una cerimonia per dare il benvenuto alla Kruger sul pianeta. Durante il suo discorso, il Presidente Osborne inciampò più e più volte sulla pronuncia della parola Intergalaktische. Per risparmiarsi ulteriore imbarazzo, iniziò semplicemente a chiamarla Intergalactic. Da allora i due termini sono stati utilizzati dal pubblico in maniera interscambiabile.

Il Quadro Completo
Dopo secoli di successo come produttori di componenti, durante una riunione del consiglio di amministratore un dirigente commentò con disinvoltura che la compagnia “produceva tutte le parti delle armi, ma non l’arma stessa”: questo commento avrebbe cambiato per sempre la direzione della Kruger. Il seme era stato piantato, e non impiegò molto a germinare. Il primo prodotto della compagnia a fare la sua comparsa nel mercato delle armi fu la linea dei cannoni Gatling balistici denominata Tigerstreik. La loro maestria produttiva ed il loro design chiaro e pulito produsse un’arma pratica e potente.

All’inizio, le vendite furono fiacche. Dal momento che in passato il nome della Kruger era stata noto soltanto agli addetti ai lavori di questo settore dell’industria, gli acquirenti del ‘Verse non erano sicuri di cosa aspettarsi da questo ‘nuovo ragazzo’. Determinata a mostrare di cosa fosse capace, la Kruger firmò un contratto con l’Aegis nel quale le forniva uno sconto sul costo dei componenti in cambio della sostituzione delle armi di serie della Avenger con le Tigerstreik. In breve tempo, sia il personale dell’esercito che quello dell’Advocacy iniziò a tessere le lodi di queste armi, causando una rapida crescita della loro popolarità. Il successo delle Tigerstreik incoraggiò la compagnia a continuare lo sviluppo di nuove armi.

Seguendo il successo del passaggio a produttore di armi su larga scala, la Kruger iniziò ad interessarsi anche al mercato delle astronavi. Dopo il lento avvio del suo programma bellico, la compagnia sapeva che questa iniziativa avrebbe implicato un enorme rischio finanziario, per cui aveva bisogno di trovare un modo di entrare nel settore senza esporsi completamente. Per questa impresa sfruttò ancora una volta i suoi punti di forza e cercò una compagnia che la potesse aiutare. La Kruger vinse l’appalto per la produzione di nuove navi a corto raggio per conto della RSI, le quali sarebbero state incluse nel pacchetto di vendita della linea Constellation. Ovviamente, queste navi, denominate P-52 Merlin e P-72 Archimedes, erano realizzate in gran parte da pezzi ed armi Kruger.

Ozell Kruger aveva inizialmente aperto la sua officina con lo scopo di realizzare componenti di qualità. In pochi sarebbero stati in grado di prevedere quanto lontano quella dedizione iniziale avrebbe portato la compagnia. Oggi, le parole che una volta adornavano il suo negozo originale, “Perfezione in ogni componente”, sono diventate il motto di una compagnia nota e rispettata in tutto l’Impero.

Traduzione a cura di Darnos.
Articolo originale disponibile presso le Roberts Space Industries