Scoperto per la prima volta nel 2532, Odin un tempo ospitava ecosistemi vibranti e differenziati similmente alla Vecchia Terra o a Terra. Tutto questo cambiò bruscamente quando la stella di Odin entrò nella fase di gigante rossa. L’espansione della stella avvolse completamente il primo pianeta del Sistema e fece velocemente evaporare le biosfere degli altri, uccidendo di fatto tutte le forme di vita autoctone, prima che la stella finisse per collassare in una nana bianca. Quando i primi esploratori della Vecchia Terra giunsero su Odin, trovarono un Sistema composto da mondi ghiacciati che alla vista risultavano tutti uguali.

Con nessun candidato destinabile alla terraformazione, il Sistema venne dedicato allo sviluppo industriale. Diversi avamposti minerari e raffinerie si sono stabilite attraverso Odin per sfruttare tutte le risorse che si possono trovare. Tuttavia, con la diminuzione dei materiali da raccogliere, l’economia di Odin ha subito un rallentamento e, come spesso accade, quando le imprese hanno abbandonato il Sistema si sono fatti avanti gli elementi criminali. Oggi, il Sistema è visto come un luogo in uno stato di declino sgradevole.

Recentemente Odin è stato oggetto di discussioni positive divenendo un caso famoso per la comunità scientifica, quando un gruppo di noti geobiologi si è fatto avanti per sottolineare il fatto che il governo stava permettendo a compagnie di spazzare via completamente un fossile ben preservato, che avrebbe potuto raccontare la storia della vita che era andata evolvendosi nel Sistema Odin. Nonostante la nascita di un movimento quale “SALVA I FOSSILI” avesse generato un buon interesse nella cultura popolare, il tutto venne presto dimenticato.

La Coil (Odin I/Ammasso di Odin Alpha)
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L’Ammasso di Odin I, chiamato comunemente Coil, è forse l’area più interessante di tutto il Sistema. La Coil, che si crede essere i resti del primo pianeta pre-catastrofe, è una nube apparentemente infinita di frammenti planetari, ondate di energia elettromagnetica e minerali. L’ex luna di Odin I, conosciuta come Gainey, si muove ancora nei pressi dei resti di quello che fu il suo pianeta e sulla sua superficie, dotata di una leggera atmosfera, ospita alcuni piccoli insediamenti stabilimenti dediti all’estrazione ed alla raffinazione del gas. All’interno della Coil stessa, la gamma dei minerali presenti varia da quelli base a quelli pesanti, con depositi estremamente preziosi (e peculiari) trovati più spesso di quanto non ci si aspetti. Nonostante l’ammasso rappresenti la fonte più grande di risorse non sfruttate del Sistema, resta sostanzialmente intatto grazie ai pericoli che attendono chiunque tenti di raccogliere qualcosa.

Le cariche ad arco, il risultato del contatto tra il nucleo ricco di ferro esposto con i resti stellari scartati, sono mortali per qualsiasi nave sfortunata abbastanza da essere catturata nel loro abbraccio. Per evitare queste “tempeste di energia,” la maggior parte delle operazioni minerarie si limita a raccogliere le sacche relativamente sicure che si spostano all’interno della nube. Nonostante Shubin Interstellar possegga una stazione nell’ammasso, per la maggior parte svolge piccole operazioni.

E se le cariche ad arco non vi prendono, potrebbero sempre farlo i pirati. I tunnel labirintici della Coil sono stati utilizzati a lungo come nascondiglio per i pirati ben equipaggiati. Rapporti recenti indicano l’arrivo di un nuovo gruppo, già colpevole di dozzine di colpi ai danni delle operazioni legali.

ODIN II
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Si pensa che Odin II fosse situato nella fascia verde della sua stella e che avesse potuto essere un pianeta ideale per l’Umanità prima che la stella collassasse. Ad oggi, il pianeta è troppo freddo e dispone solo dell’atmosfera rarefatta che è riuscita a formarsi negli ultimi 50,000 anni. Gli scienziati e le compagnie che cercano un luogo isolato in cui svolgere i loro test hanno stabilito degli avamposti sul pianeta, ma non vi è una popolazione fissa.

La luna del pianeta, Villi, è tutta un’altra cosa. La Stazione Raleigh, una base immersa nella neve da una compagnia dedita al test di armi ormai defunta, permette agli appaltatori civili di portare risorse e di movimentare materiale pericoloso dalle strutture su Odin II. Certo, la Stazione Raleigh non è il posto più accogliente della galassia, ma un viaggiatore troverà sempre qualcosa con cui tenersi impegnato.

ODIN III & IV
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Il secondo pianeta del Sistema Odin, Odin III (si sa quanto i nativi insistano nel considerare la Cintura ancora come il primo pianeta) è un altro mondo morto. Alcuni ricercatori tengono d’occhio il pianeta, dal momento che credono la superficie nasconda più segreti sugli abitanti di un tempo di Odin rispetto agli sparuti fossili scoperti finora.

Odin IV è un gigante gassoso che ospita in orbita geosincrona una stazione di raffinazione d’idrogeno. Nonostante la stazione sia operata da equipaggio, i servizi per l’interazione con gli esterni sono completamente automatizzati: un fornitore può sganciare l’idrogeno non raffinato e fare il pieno senza mai incontrare nessuno degli occupanti. Gli equipaggi delle astronavi sono scoraggiati dal sostare su Odin IV, nonostante nella stazione si possa trovare qualche habicubo mal tenuto.

Avvisi di Viaggio

Non vi diremo di non andare su Odin, ma se proprio dovete, state molto attenti.

Voci nel Vento

“A partire da questo trimestre, a causa di un recente calo di produzione e degli introiti, le nostre strutture di estrazione su Gainey verranno vendute alle società d’investimento Thurston, Conroy e Malters. Questa decisione rappresenta la continuazione del nostro impegno nel focalizzarsi sulla sintetizzazione, e nello spegnimento di tutte le altre operazioni in corso in Odin.
– Sandra Te, CEO Chemline Solutions, Relazione agli Azionisti, 04.05.2861

“Il Sistema è già stato distrutto una volta. Facciamo in modo che la storia di Odin non venga distrutta un’altra volta, sotto la gestione dell’Umanità.”
– Dott.sa Odessa Reynolds, Conferenza presso l’Università di Rhetor, Documentazione di Preservazione dei Fossili di Odin, 04.10.2943

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Articolo originale disponibile presso Roberts Space Industries.