Volete vedere da vicino una portaerei dell’UEE senza dover entrare nella Marina o commettere terribili atti di pirateria? Allora Nul è il posto per voi! Uno dei primi Sistemi mappati dagli Umani, Nul è stato scoperto nel 2290 dal navjumper Antoine Lebec. Si crede che il nome del Sistema derivi da un malinteso. Quando Lebec tornò dal suo controllo iniziale del Sistema, gli venne chiesto se avesse visto qualcosa di interessante. Pare che abbia risposto “nul.”

Nul è una tipica stella cefeide, una supergigante gialla che si espande ogni volta fino al 10/15% della sua normale dimensione. Nonostante sia un Sistema semplice da attraversare, la natura della stella rende estremamente difficoltosa l’abitabilità.

Nei secoli successivi alla scoperta di Nul, gli esseri umani hanno organizzato tre distinte missioni per tentare operazioni di terraformazione. Nessuna ha mai superato la fase di studio e i periti hanno dichiarato ad ogni controllo che nonostante le avanzate tecniche di terraformazione, il Sistema rimane inadatto per qualsiasi tipo di abitazione umana. La maggior parte degli analisti che hanno familiarità con il Sistema sostengono che non vi sia alcun motivo per visitare i suoi pochi inabitati insediamenti e, dato il pericolo rappresentato dalla stella stessa, alcun motivo anche per lo stesso transito.

Il Sistema, comunque, si è guadagnato una reputazione ben peggiore. Nel corso degli ultimi anni l’Advocacy ha divulgato avvertimenti che parlano di un aumento dei rapimenti nel Sistema ed ipotizzano l’esistenza di un gruppo di schiavisti. I viaggiatori sono avviasti di considerare rotte alternative prima di tentare l’attraversamento di Nul.

Pianeti interni (I & II)
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I primi due pianeti del Sistema Nul sono del tutto inabitabili per motivi derivanti dalla natura della stella. Nul I è un mesopianeta orbitante che si sta lentamente consumando durante le fasi di espansione della stella.

Nul II è un pianeta di ferro disabitato. Mentre è insolitamente grande per un pianeta interno, la superficie si sta spezzando a causa dell’espansione della stella ed ora il pianeta sta lentamente emettendo gas composti principalmente dal mantello incenerito.

NUL III (Cole)
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Cole è il terzo pianeta del Sistema Nul, un mondo terrestre a malapena abitabile posto sul bordo interno della zona verde del Sistema. Nonostante sia geologicamente simile alla Terra, la natura della stella di Nul rende la sua colonizzazione estremamente difficoltosa. L’atmosfera composta principalmente da ammoniaca e zolfo, insieme al fatto che i liquidi durante la “stagione calda” si conservano solo nelle profondità della superficie del pianeta, comporta la costante necessità di tute ambientali e respiratori.

Il pianeta dispone di un’unica zona di atterraggio, Char, sviluppata da un centro di ricerca ambientale abbandonato. Si noti che Char tecnicamente non è allineata con l’UEE, e non vi esiste alcun stato di diritto.

NUL IV
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  Apparentemente il quarto pianeta del Sistema Nul è il tipico gigante gassoso, ma fate attenzione: l’intero pianeta è circondato permanentemente da una tempesta elettrica capace di disabilitare facilmente qualsiasi nave vi si avvicini. I punti di Lagrange vicini a Nul IV sono disseminati di scafi di veicoli spaziali appartenuti a agli stupidi che si sono avvicinati nonostante le interferenze elettriche e, naturalmente, a quelle sventurate squadre di reciclaggio che avevano visto in quei relitti un premio che valesse la pena di prendere!

NUL V (Ashana)
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Il luogo più interessante di Nul è il suo quinto pianeta, Ashana, che ospita uno degli habitat più eccezionali dell’intero universo: una città costruita sul relitto di una portaerei Umana. Nel 2571, la UEES Olympus inseguiva un gruppo di ribelli e pirati che tornavano nella loro base estemporanea su Ashana. Il comandante della Olympus ordinò di raggiungerli prima che fossero riusciti a rientrare nella base ma tale manovra portò la portaerei troppo vicino all’atmosfera. L’attrazione gravitazionale rallentò la Olympus portandola al di sotto della quota di sicurezza, causando la perdita della nave e la morte di tutto l’equipaggio.

La Olympus si schiantò sulla superficie del pianeta, incagliandosi in una landa desertica. L’incidente attirò rapidamente gli sciacalli, che iniziarono a ripulire la nave, fino a quando non si resero conto che si trattava di un luogo più confortevole dei deserti battuti dal vento che avevano precedentemente chiamato casa. Quando fu chiaro che la marina non avrebbe inviato altre truppe per rimuovere il relitto, la portaerei fu occupata da coloni senza dimora che vi fondarono una città con lo stesso nome, Olympus.

I corridoi e le baie della portaerei oggi sono la sede di molte attività, dal mercato Tevarin ad un labirintico agglomerato di abitazioni fortemente contese dai coloni del pianeta. Attualmente Olympus è una sorta di tirannia al cui vertice c’è Nescus, un Tevarin che gestisce tutta la baracca. Viene organizzato anche un mercato nero, ma gli scambi sono tenuti sotto controllo: gli abitanti della portaerei sanno che è meglio non dare all’UEE un motivo per bombardare il relitto e farlo sparire per sempre.

Avvisi di Viaggio
Nonostante ci si debba aspettare un certo livello di attività criminale in tutti i Sistemi non reclamati, le Statistiche sui Crimini divulgate dall’Advocacy indicano che Nul in particolare sta soffrendo di un aumento nel livello degli attacchi contro i civili che includono rapimenti ed omicidi.

Voci nel Vento
“Una stella pericolosa, pianeti inguardabili, è come se il Sistema fosse nato cattivo.”
– Estratto dalla Valutazione del Sistema di Malcolm Fitch, Perito, 2619

“Adesso parleremo un po’ del tuo futuro. Praticamente, se ne hai uno oppure no.”
– Introduzione del famoso schiavista Migo “Skiv” Renks alle sue vittime prima dell’attacco

Articolo originale disponibile presso Roberts Space Industries.