Il famoso attore Arthur Vin è morto alla veneranda età di 137 anni. Il suo decesso, causato da un problema con degli impianti artificiali, costituisce un nuovo spunto per discutere del prolungamento dell’esistenza umana.


 < Continuo della Trasmissione >

Beck Russum: Grazie per il report, Geoff. Assicurati di aver dato una bella scrollata alla tua giacca, prima di tornare alla Herald di Empire Report. Accidenti, insetti nel sistema. Di che dimensioni stiamo parlando?

Alan Nuevo: Terrificante! Non sapevo che amassero mangiare i cavi della luce. Per me è qualcosa di nuovo.

Beck Russum: Un pensiero a dir poco spaventoso. Non solo la tua casa brulica di insetti Nela, ma nessuna delle luci funziona. Sarà meglio discutere se andarcene da qui.

< Entrambi Ridono >

Alan Nuevo: Buona fortuna a questa bella coppia. Quello che è successo alla loro casa è un vero peccato.

Ora passiamo ad una storia piuttosto triste. Quest’oggi, l’amato attore Arthur Vin è morto durante quello che i medici definiscono “un intervento chirurgico di emergenza”. Testimoni riferiscono che il 137enne Vin ha riscontrato un deficit respiratorio durante una cena presso la Rosa Public House di Nova Kiev, struttura di cui il veterano intrattenitore era fedele cliente sin dal suo ritiro dalle scene sei anni fa.
I paramedici arrivati sul posto hanno riscontrato un problema con i suoi polmoni artificiali. Dopo che il riavvio del sistema non è riuscito ad alleviare le difficoltà respiratorie, il famoso centotrentenne è stato ricoverato presso il centro di emergenza del vicino Mercer Cybernetic Hospital, dove un team di chirurghi ha installato un nuovo set di polmoni. Sfortunatamente sembra che il danno fosse troppo esteso e l’impianto è stato rigettato. Arthur Vin è morto poco dopo.

Star di oltre 30 film, tra cui i classici Go Down Easy e Any Way but My Way, era conosciuto anche per il doppiaggio di On Our Own, serie amata dai bambini, nella parte dell’idealistico pilota crociato Rory Nova. Il suo tormentone, “Questa volta lo prometto” è ricordato con affetto da generazioni di fan che saranno sicuramente in lutto per la sua perdita. Arthur non aveva figli, ma lascia la sua compagna di 52 anni, la celebre Eli Talloway.

Questo Venerdì si terrà una breve cerimonia privata, prima che il suo corpo venga sepolto su Goss, la stella sotto cui è nato oltre 100 anni fa. Abbiamo inserito sul nostro Spectrum le coordinate per coloro che vorranno assistere all’evento. E’ stato richiesto che tutti i messaggi di condoglianze e di auguri siano inoltrati direttamente alla società dei suoi agenti, la Pitaya & Yos.

Sull’onda di questa morte sfortunata, alcuni di voi si staranno chiedendo se siano da incolpare i polmoni artificiali per questo tragico evento. La dottoressa Illeana Byrne, autentico guru medico dell’Empire Report, ci ha raggiunti per spiegarci meglio la questione. Bentornata Dr.sa Byrne.

Dr.sa Illeana Byrne: E’ bello essere nuovamente qui, Alan.

Alan Nuevo: Allora, Dr.sa Byrne, cosa può dirci su quello che è capitato al sig. Vin e perché i dottori non sono stati in grado di salvarlo?

Dr.sa Illeana Byrne: Come molti di voi sapranno grazie alle sue opere di carità, il sig. Vin soffriva di FPI, o fibrosi polmonare idiopatica. Sin da quando aveva 23 anni, a causa di un accumulo di tessuto cicatriziale, i suoi polmoni avevano bisogno di essere sostituiti. Tecnicamente parlando, questo è quello che i medici definiscono un’installazione bilaterale, dove entrambi i polmoni vengono sostituiti contemporaneamente con quelli artificiali.

Alan Nuevo: Ma questo non è stato il suo unico set di polmoni, giusto?

Dr.sa Illeana Byrne: Corretto. Non sappiamo quanti set di polmoni artificiali siano stati usati dal sig. Vin nel corso degli anni, ma la sostituzione e l’aggiornamento di tali impianti è una pratica piuttosto comune.

Alan Nuevo: Quindi, che cosa è andato storto?

Dr.sa Illeana Byrne: Il discorso porta al modo in cui il corpo umano interagisce con gli apparati cibernetici ed al motivo per cui non siamo ancora tutti immortali.

Alan Nuevo: Ancora tutti immortali? Significa che c’è ancora speranza per me, dottoressa?

Dr. Illeana Byrne: Penso che l’umanità continuerà a fare grandi passi avanti nel prolungamento della vita, ma, come recita una vecchia barzelletta, non credo che vedrò l’immortalità nell’arco del mio ciclo vitale. Vede, per interfacciarci con tutti questi organi e membra artificiali e cibernetici, dobbiamo comunque fare affidamento sul nostro sistema nervoso che, come il resto del nostro corpo, decade e si indebolisce nel corso del tempo. E, sfortunatamente, i componenti cibernetici possono mettere ancora più sotto pressione il nostro sistema nervoso al punto che i punti di contatto, o per meglio dire, gli scambi neurali, nel tempo diventano incapaci di sostenere innesti supplementari. Questo è ciò che molto probabilmente è accaduto al sig. Vin. Il suo sistema nervoso non era più in grado di comunicare con l’impianto e non era abbastanza forte per potersi sincronizzare con uno nuovo.

Alan Nuevo: Grazie per tutte queste utili informazioni, dottoressa. Questo mi ricorda la vecchia astronave che mio zio continuava a cercare di riparare: puoi installare tutti i ricambi nuovi di zecca che vuoi, ma se lo scafo è tutto arrugginito avrai comunque dei seri problemi. Sicuramente qualcosa di cui tener conto la prossima volta che vi recherete presso il vostro centro medico.

Beck Russum: A seguire, daremo un’occhiata all’iniziativa del Senatore Polo e vedremo perché, secondo alcuni, la controversa proposta potrebbe costituire la morte del UEE.

Alan Nuevo: Ma prima di prenderci una breve pausa pubblicitaria, riguardiamo alcuni dei momenti più classici dell’impressionante carriera di Arthur Vin. Ci mancherà.

< Fine della Trasmissione >

Traduzione a cura di Balaxer, org Banshee
Articolo originale disponibile presso Roberts Space Industries.