Siamo ormai a metà del XXX secolo e l’Impero della Terra Unita è florido e si estende in decine di sistemi stellari. Sono decine le corporazioni che producono le merci di cui facciamo uso comune tutti i giorni: navi, armi, scudi, bevande, la poltiglia che mangiamo attraversando un sistema da un jump point all’altro… Ma qual’è la loro storia? Da quanti secoli l’umanità gode delle comodità che oggi diamo per scontato? Parliamo delle grandi corporazioni umane, partendo da quelle forse più interessanti: le corporazioni che producono le navi spaziali con cui ci spostiamo tra i pianeti!


ROBERTS SPACE INDUSTRIES

 

I creatori originali del motore che ha lanciato l’espansione umana nello spazio, il motore quantico, la Roberts Space Industries ha costruito un’ampia gamma di navi spaziali che coprono tutti i bisogni, dal semplice viaggio interstellare alla profonda esplorazione dei confini della galassia. Il loro motto è “Roberts Space Industries: vi consegniamo le stelle dal 2075”. Alla Roberts Space Industries i dirigenti sono perennemente insoddisfatti. Nelle parole dell’illustre Presidente Roberts, al primo meeting nell’ormai lontanissimo 2068, “compiacersi non porta mai all’innovazione. Come scienziati, ingegneri e artisti, è nostro dovere essere insoddisfatti. Noi ci facciamo domande, analizziamo, abbiamo quel prurito che ci divora costantemente dall’interno e che ci dice “potremmo fare di meglio”. Voglio quell’insoddisfazione alle fondamenta della compagnia così da poter spingere perennemente l’umanità verso traguardi sempre più grandi, sempre migliori.”

Quel passo verso il futuro dell’umanità fu cementato con la rivelazione della tecnologia del Motore a Nucleo Quantico nel 2075. Il motore quantico permise all’umanità di esplorare il sistema solare con velocità mai raggiunte prima… un traguardo di questo livello sarebbe stato abbastanza per la maggior parte delle compagnie per stabilizzarsi e sedersi sugli allori, ma la RSI ignorò questa tentazione.Ancora oggi, la RSI trasferisce più fondi verso la divisione Ricerca e Sviluppo rispetto a qualsiasi concorrente, nel perenne tentativo di grattare via quel “prurito”.

La Roberts Space Industries è sinonimo di qualità e affidabilità e produce motori di salto utilizzati ancora oggi in tutta la galassia, ma non solo: produce anche navi dalla linea inconfondibile e generalmente molto versatili, capaci di coprire molti ruoli o con varianti molto differenti tra loro, a partire dall’antichissima Zeus, la prima nave a motore quantico mai prodotta per uso privato, per arrivare alle navi moderne, come ad esempio la low-budget Aurora o la nave multifunzione Constellation. La RSI fornisce alla UEE anche navi militari: ne è un esempio l’iconica Bengal carrier, la nave da guerra più grande e potente mai prodotta dal genere umano.


AEGIS DYNAMICS

 

La Aegis ha preso vita dalla fusione tra le società Aegis Macrocomputing della Terra e Dynamic Production Systems di Davien. La prima costruiva sistemi informatici per l’industria spaziale e la seconda possedeva cantieri spaziali su quattro sistemi, incluse le fabbriche di componenti specializzati sul loro sistema di origine. L’obiettivo era fin dall’inizio quello di costruire navi spaziali, e la compagnia risultante sembrava praticamente perfetta per contratti con il governo in un’era in cui l’umanità stava raccogliendo le proprie forze in ambito di potenza militare. Quando l’Imperatore Messer rinsaldò il proprio potere, la Aegis era lì a fornire navi per le sue legioni. Navi da guerra come la Retaliator cominciarono a diventare il simbolo del pugno di ferro del governo.
Con la caduta di Messer, la Aegis Dynamics sembrava destinata a sparire dalla storia. Tuttavia la fornitrice primaria del regime tirannico di Ivar Messer, che era spesso associata in modo diretto agli orrori di quegli anni, era tutto fuorchè finita. La compagnia cominciò una notevole ripresa dopo la fine dell’era di Messer; il logo dal tono militare con il fulmine sulle lettere AD fu sostituito con disegni più morbidi e meno beliigeranti. Il danno era fatto però: i contratti erano finiti e la compagnia subì grosse perdite in quanto il budget del governo destinato alle spese militari cominciò ad essere destinato a corporazioni nuove e con una fama più positiva, come la Anvil Aerospace o la MISC.

Dopo di ciò avvenne una svolta curiosa: i cittadini dell’Impero cominciarono ad adottare i prodotti militari Aegis per scopi civili. Che ciò sia dovuto alla crescente pericolosità della galassia o alla evidente affidabilità degli strumenti da guerra Aegis, la compagnia che una volta era alimentata da un governo tirannico ora viene alimentata dalla popolazione che opprimeva. Le bombardiere Retaliator non erano più il temuto simbolo del potere del governo, ma furono adibite a trasporti personali, case mobili, navi minerarie e addirittura allo spegnimento di fuochi. Il fardello sul passato dell’Aegis cominciò ad alleggerirsi e la compagnia oggi è tra le più amate dai cittadini.


ANVIL AEROSPACE

 

Il nome della compagnia viene da una citazione della famosa giustificazione di Robert Calvin sulle politiche di espansione UEE, che disse che le spese militari “alimentano le fornaci dell’espansione e colpiscono le incudini dell’innovazione”. Ci sono pochi dubbi: “alimentare le fornaci dell’espansione” è esattamente ciò che sta facendo la Anvil fin dal giorno della fondazione. La Anvil ha sviluppato equipaggiamento di grado militare alla marina della UEE per quasi due secoli. La compagnia ha prodotto dozzine di navi militari di grande affidabilità negli anni, come la Hurricane, la Osprey, la Devastator, la Hornet e la Gladiator. Nessuna campagna militare degli ultimi due secoli è stata combattuta senza navi Anvil in prima linea, e nessuna carrier nello spazio dell’Impero opera oggi senza almeno una squadriglia di caccia Anvil. Sul lato civile, la Hornet è salda sul podio come la terza nave più venduta dell’Impero, dopo l’Aurora e la 300i.
Per i civili, la Anvil Aerospace produce piccole navi da combattimento. Queste navi sono più costose ma più solide, studiate per subire più danni rispetto ad un modello Drake della stessa fascia; in ogni caso il grosso delle entrate della Anvil proviene dai suoi contratti militari con l’Impero UEE per sviluppare e costruire navi da guerra, in particolare le Hornet.
La prima fabbrica della Anvil era situata a Nova Kiev, su Terra (la colonia), e il quartier generale della compagnia è ancora lì. Per i primi settant’anni della sua esistenza, ogni progetto era supervisionato direttamente dal fondatore della compagnia, J. Harris Arnold. Arnold, un eccentrico designer vecchia scuola che insisteva sul controllare personalmente ogni singolo sotosistema dei suoi progetti, era una figura molto amata in un’industria altrimenti spietata. Adesso la Anvil ha fabbriche su tre dozzine di mondi UEE ma continua ancora oggi a produrre anche i sottosistemi più basilari per le proprie navi e richiede un controllo da parte del CEO su ogni singola alterazione sul progetto.

Le linee civili della Anvil sono relativamente nuove, una decisione che molti nella compagnia inizialmente osteggiavano. La sensazione generale era che produrre versioni civili di navi militari avrebbe “diluito” il marchio: la delicata posizione di supremazia sulle altre compagnie sarebbe stata ancora più precaria. Il dibattito sulla questione si protrasse così tanto che quasi portò alla divisione della compagnia in due gruppi separati, uno militare e uno civile con lo scopo di rielaborare i progetti militari. Tutto queste discussioni divennero vane quando il governo UEE si introdusse nel dibattito con una soluzione sorprendente: il concetto di fornire navi derivate da progetti militari fu incoraggiato, specialmente nei sistemi esterni. Secondo questa ottica una squadriglia di milizia composta da Hornets meno equipaggiate ma sempre temibili sarebbe stato comunque un miglior deterrente di una squadriglia di navi pensate per la milizia ma di manifattura più scadente. Con la commercializzazione della Hornet civile (la F7C) i profitti della Anvil salirono del 34%, e lo stesso processo è stato avviato anche per altri navi come la bombardiera a corto raggio Gladiator.


ORIGIN Jumpworks GmbH

 

Se è possibile per una compagnia unire classe e sofisticatezza con i rischi del volo spaziale e la fredda natura del combattimento spaziale, la ORIGIN Jumpworks è quella che più vi si avvicina. L’ampia gamma di navi della compagnia è conosciuta per le linee eleganti e sofisticate. Allo stesso modo hanno coltivato una clientela esclusiva tra i ricchi e i potenti. Come i venditori brillantinati della ORIGIN amano puntualizzare, acquistare una nave progettata dalla ORIGIN non significa solo comprare una nave – significa scegliere uno stile di vita.

La ORIGIN fu fondata durante la cosiddetta Glowing Age, il boom finanziario della metà del 28mo secolo che seguì la corsa all’antimateria. Per il primo decennio la compagnia produsse motori a fusioni di alta qualità usati dall’esercito Imperiale e montati sui lussuosi e pretenziosi yacht interstellari della Roberts Space Industries e dell’Aegis Dynamics disponibili per il pubblico (o almeno per il pubblico che poteva permetterseli) all’epoca.

In seguito, con la sempre crescente domanda di trasporti spaziali personali, la ORIGIN divenne la concorrenza delle compagnie che una volta riforniva. Dopo dieci anni la compagnia produceva un trasporto composito di scala media di enorme successo ed dopo cinquanta la loro clientela benestante la rese concorrente alla pari con la RSI in fatto di profitti da vendita di navi spaziali. I modelli di trasporti spaziali personali delle serie 200 e 300 sono state presentate nel 2899 e la ORIGIN è al secondo posto fin da allora.

Fondata sulle sponde del Reno a Cologne, in Germania, la ORIGIN ha avuto uno strettissimo legame con la Terra nei suoi primi due secoli di attività, a tal punto da insistere che ogni componente per i modelli della serie 600 venisse costruito nel sistema del Sole. In anni recenti, questi legami sono stati recisi completamente.
Alla dichiarazione della colonia Terra come nuova capitale culturale dell’Impero, la presidentessa Jennifer Friskers fece l’allora impopolare decisione di spostarsi lì. In un ordine esecutivo inaspettato, spostò il quartier generale e il team primario di progettazione nell’insediamento di New Austin nel 2913. Da allora, la produzione nel nostro sistema originario è cessata, con l’eccezione di un centro di testing per i motori rimasto sulla Luna.

Nuova Austin da allora è “la città di ORIGIN”, dato che la compagnia dà lavoro alla maggior parte degli abitanti. Il sistema è diventato una mecca per gli entusiasti della ORIGIN, e gli acquirenti benestanti viaggiano attraverso la galassia per comprare le loro navi direttamente dalla fabbrica. Una showcase al centro della città mostra M50, 300 e 890 in enormi rappresentazioni in scala reale costate milioni di crediti, e la ORIGIN ha sponsorizzato i diritti per i nomi di stadi, scuole e strade… è praticamente impossibile sentire di qualcuno che ha lasciato il pianeta senza un portachiavi a forma di 300i o un bicchierino con su un disegno stilizzato di una M50.


Musashi Industrial & Starflight Concern (MISC)

 

Prima di diventare una delle prime corporazioni a tentare una fusione con una compagnia Xi’An, la MISC era già uno dei nomi più rispettabili nel campo dei trasporti stellari. I loro progetti efficienti e modulari erano capaci di gestire carichi di tutte le dimensioni e per tutti gli scaglioni di prezzo, rendendoli la scelta migliore sia per i commercianti indipendenti che per le grandi corporazioni.

La MISC fu formata nel 2805 in una fusione improvvisata tra la Hato Electronics Corporation, che era in fallimento, e la Musashi Lifestyle Design Unit, una divisione della Acorn Limited. La fusione portò ad un utilizzo ottimale della vasta rete di fabbriche di produzione su larga scala della Hato e della reputazione per il genio creativo dei progettisti della Musashi. La MISC ha base su Saisei nel sistema Centauri. Gli uffici della corporazione sono situati lì, così come un’impressionante struttura di distribuzione che è completamente aperta al pubblico. La MISC è anche conosciuta per le loro produzioni ergonomiche, in quanto ogni pezzo delle loro navi viene assemblata da sistemi robotici con estrema precisione. La corporazione è modulare come le sue navi: linee di produzione identiche vengono installate su dozzine di mondi.

Per buona parte della storia della compagnia, la maggior parte dei loro affari veniva dalla produzione della loro divisione di industria pesante. La MISC-HI è responsabile di una gamma di navi da trasporto personalizzabili che possono essere viste ovunque nello spazio UEE. I loro scafi modulari e resistenti sono la base per la maggior parte delle spedizioni da parte di aziende umane. L’inaspettata popolarità tra gli Xi’An ha dato luogo ad un insolito rapporto di affari e a numerose imitazioni tra gli alieni. Vengono prodotti in massa quattro modelli di scafi standard, che variano in dimensione dall’efficiente HULL-A al gigantesco HULL-D.

La MISC è l’unica corporazione di produzione di navi che abbia mai firmato un patto di collaborazione con gli Xi’An, in una conferenza a porte chiuse del 2910. Nonostante gli effettivi accordi siano coperti dal segreto professionale, alcune fonti suggeriscono che la tecnologia Xi’An abbia giocato un ruolo di grande importanza nello sviluppo della Freelancer, mentre gli HULL-D prodotti dagli Xi’An stanno diventando una presenza molto comune negli avamposti lungo i loro confini. Voci di corridoio sostengono che la prossima linea della MISC presenterà dei reattori di tecnologia Xi’An adattati all’uso umano.

In anni recenti, la MISC ha incamerato notevoli profitti dallo sviluppo di due navi che sono considerate di uso personale, la Freelancer e la Starfarer. Queste navi mirano a competere in un mercato molto affollato, in concorrenza con pesi massimi come la Roberts Space Industries o la Drake Interplanetary. Nonostante questi temibili concorrenti, una cauta pianificazione di mercato e il notevole interesse della clientela verso una nave da trasporto privata generalista come la Freelancer e una nave dal ruolo specifico e di nicchia come la Starfarer hanno portato un enorme successo alla compagnia, rendendola una leader, anche se di un settore ristretto.


Drake Interplanetary

 

Una compagnia che ostenta una reputazione rispettabile, è un segreto mal nascosto che produca navi poco costose e ben armate molto amate dai pirati, a tal punto da dare loro nomi in tema: Cutlass (sciabola), Buccaneer (bucaniere) e così via. Tutti i cittadini conoscono la Drake Interplanetary: i loro cartelloni pubblicitari mostrano donne dalla bellezza impossibile chinate sull’ultimo modello di nave da combattimento, le notizie delle investigazioni fallimentari nei loro legami con associazioni criminali, il look non troppo aerodinamico delle loro linee. Le navi della Drake sono diffusissime, è quasi impossibile non incontrarne durante un viaggio spaziale entro i confini dell’Impero.

La produzione più diffusa è la Drake AS-1 Cutlass. Incredibilmente a buon mercato, le Cutlass sono usate in tutta la galassia per migliaia di ruoli diversi, dalla nave-ambulanza di soccorso alle scansioni minerarie al trasporto di alimenti, la natura modulare della Cutlass significa che può essere qualsiasi cosa per chiunque. Ma non si può negare il fatto che è la prima scelta per chi vive al di fuore della legge… se la pirateria ha una vestito elegante, quel vestito è la Drake Interplanetary.
Le origini della Cutlass non sono così sinistri come il suo status attuale: fu inizialmente sviluppata sotto direttive governative come candidata per le specifiche del “volksfighter” presentate nel 2922. Le specifiche miravano ad una nave da combattimento spaziale che fosse a basso costo, personalizzabile e che potesse essere assemblata rapidamente per mettere insieme squadriglie di difesa planetaria in tempi di necessità… una nave da milizia, in pratica. La Cutlass perse l’appalto contro l’ormai dimenticata Wildcat, ma il team di sviluppo optò per ridestinare il progetto ad uso civile. La Cutlass era un progetto spettacolare, tutto considerato. Certo, non aveva gli interni in pelle di una nave ORIGIN o la solidità infallibile di una nave RSI, ma poteva essere assemblata in fretta utilizzando materiali comuni su praticamente qualsiasi mondo per un quarto del costo di una nave concorrente. E nonostante questo era comunque molto affidabile, in base ai test che la mostravano capace di navigare senza sforzi in fitti campi di asteroidi.

La Drake divenne una corporazione poco dopo. Il progettista capo Jan Dredge divenne CEO, con un consiglio di sette membri che consisteva principalmente da ingegneri aerospaziali che avevano lavorato al progetto. Drake non era il cognome di nessun membro della compagnia, fu scelto semplicemente come nome accattivante nella speranza di dare maggiore attrattiva alle loro navi. Questa fu la prima di una lunga serie di decisioni globali prese pensando al denaro come unico obiettivo, che sarebbero finite presto col definire le politiche della compagnia.
Anche la seconda decisione fu molto esplicativa: invece di stabilirsi su uno dei tradizionali “pianeti natali” come la Terra o la colonia Terra, la Drake si stabilì sul sistema Magnus, dall’economia molto ristretta. Installando sia il quartier generale della corporazione che le maggiori fabbriche su Borea, il secondo pianeta del sistema, l’immagine fuorilegge della Drake divenne salda ben prima che il primo modello di Cutlass lasciasse la fabbrica. Le prime vendite furono destinate a gruppi di milizia privata: la legge UEE permette (quasi incoraggia) a chiunque, nel suo spazio, di possedere navi armate, per cui le squadriglie private in aree più periferiche dello spazio UEE erano ben liete di acquistare navi potenti e a basso costo. Regioni classificate come ad alto rischio dalle assicurazioni avrebbero apprezzato delle navi facili da rimpiazzare, o almeno era questo il piano della Drake.
Avevano ragione, a quanto pareva. Le vendite furono fenomenali: in nove mesi, la Drake aveva già aperto sei fabbriche in altrettanti sistemi e stretto affari in nove sistemi. Un anno dopo, le dimensioni della compagnia erano quadruplicati. Il quinto anno erano la quinta più grande compagnia di produzione di navi, e furono lodati dalle riviste finanziarie in quanto piccola compagnia arrivata a competere con la RSI o la MISC. In base ai numeri, sembrava che ogni singolo cittadino dell’Impero avrebbe comprato una Cutlass entro dieci anni.

Nessuno però si fermò a pensare che qualcosa non andava. Le vendite andavano alla grande, ma la galassia era in pace, i raid dei Vanduul erano pochi e disorganizzati, e le forze militari UEE erano perennemente a riposo. Chi stava comprando migliaia e migliaia di Cutlass e per cosa le usavano? La risposta, ovviamente, è il crimine organizzato. Da quando i civili ebbero accesso allo spazio, la pirateria divenne una costante… e adesso, grazie all’economica Cutlass, aveva un nuovo strumento preferito. Pirati e contrabbandieri ai quali nessuna compagnia concedeva più assicurazioni, che operavano con navi vecchie o fuori produzioni come la Constellation Mark I o le Strike Hawks, avevano adesso una nave con una stiva adatta a raccogliere refurtiva e con un costo talmente basso da quasi compensare l’impossibilità di assicurarla. La Drake oggi sa benissimo che, a dispetto delle sue dichiarazioni su come si dedichi ad “enormi sforzi per eliminare la pirateria dalla galassia”, ha effettivamente fatto un patto con il diavolo, e le entrate sono ormai troppo elevate per tirarsi indietro… a tal punto da non nasconderlo neanche più. Oggi addirittura le Caterpillar, il trasporto della Drake, monta più raggi traenti e armi pesanti di qualsiasi altro trasporto in commercio, e addirittura le Cutlass di nuova produzione vengono presentate con simboli pirateschi impressi sullo scafo, come il teschio con le ossa incrociate (per fare ironia sulle controversie, secondo il CEO).


Consolidated Outland

 

La Consolidated Outland e l’amata Mustang sono il parto della mente del cosiddetto “multimiliardario ribelle” Silas Koerner. Nato semplicemente miliardario, Silas era l’unico erede di una fortuna di famiglia generata agli albori della colonizzazione del sistema Bremen. Un suo antenato possedeva molti terreni nelle regioni temperate del pianeta, che gli fruttarono una fortuna quando il neonato Impero UEE scelse quel mondo come base per la guerra contro i Tevarin. Koerner non si accontentava di stare con le mani in mano a duplicare le sue fortune con i suoi occasionali investimenti. A 16 anni, investì metà dei suoi possedimenti in una piccola compagnia di comunicazioni che riuscì ad ottenere la sponsorizzazione della UEE e spiccò il volo. Dopo questa partenza, milioni di crediti investiti negli allevamenti di pesci immediatamente portarono un profitto massiccio quando i prodotti alimentari marittimi terrestri, che potevano essere prodotti facilmente anche su Bremen, diventarono un prodotto alla moda nelle colonie. Lo stesso schema prese a ripetersi mentre investiva in elettronica, strumenti minerari, sistemi di mappatura e persino la rischiosa industria della terraformazione, sempre con enorme successo.

Il suo obiettivo non è però quello di fare soldi. Sin dallo scoppio della sua fama, paparazzi e tabloids non gli hanno dato tregua, ma non sono mai riusciti a scoprire nulla sulla sua vita privata, che sembrava quasi non esistere. In realtà l’unico vero amore di Koerner è l’astronautica. Sin da quando divenne multimiliardario a 22 anni, è diventato un pilota spaziale pieno di passione e un collezionista di rari progetti di astronavi. La sua collezione, di almeno trecento progetti, è conservata in un enorme museo sotterraneo su Bremen e include di tutto, da un progetto originale della RSI Zeus all’unico prototipo della Drake Lobster esistente.

La Consolidated Outland è il risultato finale degli interessi della sua vita, il suo tentativo di costruire ciò che vuole che sia la nave “perfetta”. Nonostante il nome sembri suggerire un’alleanza di mondi lontani per un nobile scopo comune, Koerner possiede il 100% della Consolidated Outland. Nessuna variante della Mustang prende forma senza un suo comando ed è noto per comparire di punto in bianco nelle fabbriche con delle modifiche urgenti da fare sulle navi, pretendendo che si interrompa l’assemblaggio a metà pur di realizzarle.
La Consolidated Outland ha la sede su Bremen e non ci sono fabbriche al di fuori del sistema. Le proprietà private di Koerner sono tutte su Bremen e pare che abbandoni il pianeta solo per questioni di piacere (pilotare nuovi modelli nella Nebulosa di Sharon è uno dei suoi passatempi preferiti). Comunica con gli acquirenti solo attraverso interfacce robotiche. Anche se Koerner rifiuta di parlare della sua vita privata, sono ben noti i suoi commenti sulle navi delle compagnie concorrenti, come l’Aurora (bidone volante), la Gladiator (mezzo giocattolo per bambocci), o la Freelancer (intraducibile). Si sa inoltre che è un avido fan delle corse spaziali, e possiede anche un racing team, i Diavoli Blu, e assiste a tutti gli eventi della Murray Cup.

Una peculiarità della Consolidated Outland sono i kit di conversione, il primo prodotto della compagnia, con cui Koerner tentò inizialmente di entrare nell’industria. Decorazioni cromate per l’Aurora CL, alettoni decorativi per la Freelancer e così via. Si trattava di parti senza scopo pratico, se non quello di correggere gli inestetismi che Koerner vedeva ovunque… L’unico kit di successo fu quello per la Anvil Hornet, che permetteva di rendere la Hornet civile simile a quella militare, ma la produzione è cessata con la messa in commercio della Mustang.
La Mustang è la nave che Koerner ha sempre voluto costruire, una nave di stile, veloce e a basso costo, una valida alternativa all’Aurora e alla serie 300 della Origin. La Mustang ha uno stile unico e utilizza oltre cinquanta leghe uniche per mantenere ridotto il suo peso. Internamente, quasi tutti i sottosistemi sono prodotti dalla compagnia stessa, dal motore Consolidated Outland Magma Jet al sistema di raffreddamento Consolidated Outland Icebox P, con l’eccezione di scudi e armi (la Consolidated Outland ci tiene a specificare che non costruisce armi, semplicemente permette che esse vengano montate sulle sue navi).

Redatto da: Nemo
Liberamente tratto da diversi articoli su robertsspaceindustries.com e starcitizen.wikia.com